Ft: la Bce rifiuta di garantire gli asset russi

Secondo diversi funzionari, la Banca centrale europea avrebbe concluso che la proposta avanzata dalla Commissione europea esce dal suo mandato, complicando ulteriormente gli sforzi di Bruxelles per reperire un enorme prestito garantito dalle attività della Banca centrale russa congelate presso Euroclear, il depositario belga di titoli.

Analisi della proposta e conseguenze istituzionali

La preoccupazione della Banca centrale europea riguarda il rischio di oltrepassare i limiti del proprio mandato, con possibili implicazioni legali e politiche. Un uso delle riserve congelate della Russia come garanzia per emettere titoli potrebbe sollevare questioni sulla separazione fra competenze monetarie e scelte di politica estera degli Stati membri, nonché contestazioni in sede giudiziaria.

Dal punto di vista finanziario, trasformare attività congelate in strumenti di debito richiede procedure complesse: certificazioni di proprietà, valutazioni del valore, accordi con depositari internazionali e la volontà politica degli Stati coinvolti. Inoltre, l’operazione avrebbe impatti sui mercati dei capitali e sui rapporti con paesi terzi.

Intervista a David Petraeus: risorse e strategia per l’Ucraina

David Petraeus, ex comandante delle forze multinazionali in Iraq e in Afghanistan e già direttore della CIA, sottolinea l’urgenza di fornire mezzi adeguati a Kiev per consentire un’azione difensiva sostenibile e rafforzare la capacità produttiva militare.

David Petraeus ha detto:

“Da comandante di due guerre, posso dire che nessuno conosce il costo di un conflitto e ne vuole la fine più di coloro che vi sono stati coinvolti. La chiave è concluderla in modo duraturo, giusto e ragionevole.”

Nel confronto con la situazione negoziale, Petraeus osserva che è difficile valutare quanto i colloqui stiano realmente avvicinando le parti a una soluzione, poiché dipende molto dalla disponibilità della Russia a compiere concessioni. Finora, secondo il suo giudizio, le richieste russe sono state massimaliste, incluse proposte che comporterebbero significative perdite di sovranità per Ucraina.

Tra le proposte operative avanzate da Petraeus c’è l’uso delle riserve russe congelate — stimate tra i 200 e i 250 miliardi di dollari — come garanzia per l’emissione di bond garantiti attraverso Euroclear. I proventi, secondo lui, potrebbero finanziare l’acquisto di sistemi d’arma e munizioni non producibili internamente dall’Ucraina (ad esempio sistemi per la difesa contro missili balistici) e sostenere un rapido aumento della produzione di droni e altri materiali bellici, oltre a offrire copertura economica per alcuni anni.

Diplomazia internazionale: incontri e mediazioni

Occhi puntati su Mosca, dove l’inviato statunitense Steve Witkoff sarebbe chiamato a incontrare il presidente Vladimir Putin per sondare la possibilità di un accordo che conduca alla cessazione delle ostilità. Fonti diplomatiche americane hanno espresso ottimismo, nonostante la percepita intransigenza del leader russo.

Karolina Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha detto:

“Trump e il suo team hanno lavorato duramente su questo tema e tutti desiderano sinceramente che questa guerra finisca.”

Il progetto di mediatori statunitensi mira a combinare pressioni politiche e incentivi pratici per portare la Russia a una posizione negoziabile, ma il successo dipende dall’allineamento degli alleati europei e dalla disponibilità a sostenere sia misure diplomatiche sia aiuti materiali all’Ucraina.

Emmanuel Macron ha ribadito il sostegno europeo per una pace che sia giusta e duratura e ha insistito sull’importanza del ruolo europeo nella definizione e nella finalizzazione di eventuali piani di mediazione.

Emmanuel Macron ha detto:

“Ad oggi non esiste un piano definitivo. Siamo ancora in una fase preliminare; il piano presentato dagli Stati Uniti può essere finalizzato solo con gli europei seduti al tavolo.”

Nel frattempo il presidente Volodymyr Zelensky ha ricevuto dimostrazioni di sostegno da più capitali europee: in visita in Irlanda, il primo ministro Micheál Martin ha assicurato un appoggio costante alle esigenze politiche e umanitarie ucraine.

Decisioni italiane sulle forniture militari

Sul fronte interno, il governo italiano sta valutando un decreto legge per prorogare l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina. Il provvedimento è atteso all’esame del Consiglio dei ministri e figura nell’agenda della riunione tecnica preparatoria convocata a Palazzo Chigi.

La proroga, se approvata, consentirebbe di mantenere operative le forniture già pianificate e di adeguare gli impegni europei e nazionali in un contesto che resta fluido dal punto di vista strategico e diplomatico. La decisione dovrà bilanciare esigenze di sicurezza, vincoli giuridici e considerazioni di politica estera.



Author: Tony
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