La rivincita del made in Europa: come l’UE accelera la sicurezza economica
- 2 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Commissione europea si prepara a presentare, nelle prossime settimane, una serie di proposte legislative rivolte a settori chiave come le materie prime, l’industria verde, gli investimenti esteri e l’automotive.
Queste iniziative sono ricondotte al concetto emergente di sicurezza economica, che nelle intenzioni dell’esecutivo comunitario costituisce un sottoinsieme pratico dell’idea più ampia di sovranità europea, ormai oggetto di crescente consenso tra gli Stati membri.
In alcune delle proposte verranno declinate misure sul Made in Europe e sul Buy European, con l’obiettivo di rafforzare la produzione e le catene del valore interne. Resta da verificare l’accoglienza da parte dei governi nazionali, benché l’orientamento di molti Stati — in precedenza più scettici — stia mostrando segnali di cambiamento.
Il contesto internazionale, caratterizzato da una crescita del protezionismo e dall’uso dell’arma economica nella politica estera, spinge inoltre l’Unione a valutare strumenti che rendano le politiche industriali più coordinate ed efficaci a livello sovranazionale.
Progetto RESOURCEU per le materie prime
Tra le iniziative in cantiere figura il progetto noto come RESourceEU, concepito per garantire l’approvvigionamento di materie prime critiche in un contesto internazionale dove la concentrazione produttiva e le restrizioni all’export mettono a rischio forniture strategiche, in particolare quelle relative alle terre rare.
La proposta prevede strumenti quali acquisti congiunti, scorte strategiche comuni e meccanismi di solidarietà tra Stati membri per far fronte a eventuali carenze nazionali. L’obiettivo è ridurre la vulnerabilità delle filiere europee, essenziali per settori ad alta intensità tecnologica come le batterie e le energie rinnovabili.
Industrial Accelerator Act e rilancio dell’industria verde
Un altro pacchetto atteso è l’Industrial Accelerator Act, pensato come complemento del Net‑Zero Industry Act e mirato a sostenere i settori strategici dell’industria europea. Il Net‑Zero Industry Act ha già stabilito un quadro per promuovere le industrie pulite; il nuovo regolamento punta a rafforzare e accelerare questo processo.
Tra le misure previste figurano incentivi per le catene del valore strategiche, semplificazioni procedurali, sostegno agli investimenti in tecnologie pulite e interventi volti a contenere i costi di importazione. Sarà inoltre ridefinito il concetto di Made in Europe per contrastare la dipendenza da attori esterni, in particolare dalla Cina, e per favorire una maggiore autonomia industriale.
Queste scelte possono comportare modifiche anche alle regole di concorrenza e agli aiuti di Stato, con l’intento di bilanciare la competitività del mercato unico e la necessità di tutela di settori considerati di interesse strategico.
Rafforzamento del controllo sugli investimenti esteri
La Commissione intende inoltre rivedere il quadro di controllo sugli investimenti provenienti da paesi terzi. L’assetto attuale si basa su meccanismi nazionali integrati da strumenti di coordinamento a livello europeo; la proposta mira a conferire all’esecutivo comunitario una maggiore capacità decisionale su operazioni che minacciano catene del valore considerate critiche.
Un rafforzamento del potere decisionale dell’Unione su questo fronte servirebbe a uniformare i criteri di valutazione, ridurre le disparità tra Stati membri e proteggere tecnologie e infrastrutture sensibili senza compromettere il principio del mercato aperto.
Queste modifiche avranno implicazioni sul piano politico e giuridico: sarà necessario trovare un equilibrio tra la sovranità nazionale nella tutela degli interessi strategici e il funzionamento del mercato unico, valutando al contempo la compatibilità con le regole commerciali internazionali.
Nel complesso, le proposte della Commissione europea rispondono alla duplice esigenza di ridurre la dipendenza esterna e di consolidare una base industriale europea più resiliente. La loro attuazione richiederà negoziati approfonditi tra istituzioni europee e Stati membri, oltre a misure concrete di accompagnamento per le filiere più esposte.