Svizzera boccia l’imposta di successione al 50% per i super-ricchi
- 1 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La proposta di introdurre una supertassa sulle successioni dei più ricchi è stata sonoramente respinta: il 78,3% degli elettori ha votato no, mentre il sì si è fermato al 21,7%, con una partecipazione nazionale del 42,9%.
L’iniziativa era promossa dalla Gioventù Socialista e combinava la richiesta di maggiori prelievi sulle grandi eredità con la destinazione dei proventi al finanziamento di politiche ambientali. Una parte significativa dei Verdi aveva appoggiato la proposta, che puntava a finanziare una “politica climatica sociale” attraverso nuove entrate.
La proposta
L’idea cardine prevedeva un’imposizione al 50% sulle eredità e sulle donazioni quando l’ammontare eccedeva i 50 milioni di franchi. In pratica, su un patrimonio trasferito di 200 milioni, i primi 50 milioni sarebbero stati esenti e i restanti 150 sarebbero stati soggetti a tassazione al 50%: il prelievo fiscale sarebbe così pari a 75 milioni, destinati alla Confederazione e ai Cantoni, mentre gli eredi avrebbero ricevuto i 125 milioni rimanenti (i 50 esentati più i 75 residui dopo la tassazione).
Si trattava inoltre di una proposta che prevedeva un coinvolgimento diretto della Confederazione su una materia che, nel quadro del federalismo elvetico, è tradizionalmente di competenza cantonale: sono infatti i Cantoni a stabilire regole e aliquote per le imposte sulle successioni e sulle donazioni.
Rischio di esodo e opposizione istituzionale
La maggioranza del Governo e del Parlamento, che include rappresentanti di forze politiche di destra, di centro e di sinistra, si era espressa contraria all’iniziativa sostenendo che una tassa così elevata avrebbe potuto incentivare la partenza di una quota dei contribuenti più facoltosi verso Paesi con regimi fiscali più vantaggiosi.
Secondo questa lettura, la fuga di contribuenti ad alto reddito avrebbe paradossalmente ridotto le entrate pubbliche che l’iniziativa mirava ad aumentare, indebolendo le casse sia della Confederazione sia dei Cantoni. Tale argomento è stato uno dei pilastri della campagna contraria, rafforzato dai timori espressi anche da associazioni imprenditoriali e da rappresentanti delle imprese familiari, particolarmente sensibili alle questioni di successione aziendale.
Il risultato del voto indica inoltre una scarsa adesione dell’elettorato di sinistra a una misura percepita come eccessivamente radicale: la base elettorale complessiva di sinistra si aggira attorno al 30%, mentre il sì ha raccolto poco più del 20%.
Negli ultimi mesi erano circolate segnalazioni su possibili trasferimenti all’estero di alcuni contribuenti molto ricchi; il verdetto elettorale netto dovrebbe ora contribuire a smorzare queste preoccupazioni e a stabilizzare le aspettative sui flussi di capitale e sulle residenze fiscali.
Precedenti e implicazioni politiche
Non è la prima volta che proposte simili vengono respinte dagli elettori elvetici: nel 2015 un’iniziativa che proponeva di aumentare la tassazione delle grandi eredità per finanziare l’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (Avs) era stata rigettata con circa il 71% di voti contrari. A distanza di dieci anni, una proposta ancora più radicale ha incontrato una bocciatura più ampia.
Dal punto di vista politico, il risultato rafforza la posizione delle istituzioni e dei Cantoni sulla competenza fiscale e limita la possibilità di interventi centralizzati di questo tipo nel prossimo futuro. Potrebbe inoltre orientare il dibattito verso soluzioni alternative, come interventi mirati su basi imponibili diverse, misure di contrasto all’evasione o modifiche normative finalizzate a proteggere la continuità delle imprese familiari senza provocare esodi fiscali.
In sintesi, la netta sconfitta dell’iniziativa indica una preferenza diffusa per mantenere l’attuale equilibrio di competenze fiscali tra Confederazione e Cantoni e una riluttanza a introdurre aliquote di successione così elevate a livello nazionale.