Appello dell’industria dell’informazione al governo: serve sostegno urgente

Fieg, Aie e Confindustria Radio Televisioni lanciano un appello congiunto: il ruolo degli editori, custodi del diritto all’informazione e del pluralismo, è messo a rischio dalle pratiche delle grandi piattaforme digitali globali, le cosiddette Big Tech, che hanno profondamente alterato le dinamiche di mercato e i principi della concorrenza.

L’appello delle associazioni

Fieg, Aie e Confindustria Radio Televisioni hanno dichiarato:

Gli editori, garanti del diritto all’informazione e del pluralismo, producono e diffondono conoscenza, cultura e dibattito civile, valori tutelati dalla Costituzione. Oggi il loro ruolo è compromesso dalle grandi aziende digitali globali che aggregano e monetizzano i contenuti informativi e creativi senza riconoscere in misura adeguata i diritti d’autore. Queste piattaforme offrono servizi gratuiti in diretta competizione con le fonti originali, incamerando dati personali e trattenendo la maggior parte dei ricavi pubblicitari, con conseguente indebolimento della sostenibilità finanziaria di chi sostiene i costi della produzione originale. Inoltre, l’uso di algoritmi non trasparenti crea una dipendenza degli editori dalle piattaforme, limitando la loro capacità di raggiungere direttamente i cittadini e compromettendo la libertà di impresa nel settore. Le stesse piattaforme rivendicano spesso ampie immunità rispetto ai contenuti ospitati, descrivendo fenomeni quali il furto dell’ingegno, la disinformazione e il mascheramento delle fonti come espressioni di libertà di parola, trascurando tuttavia le responsabilità specifiche che ne derivano. Gli editori, invece, rispondono legalmente di quanto pubblicano. Un mercato così sbilanciato non può ritenersi equo: l’indebolimento dell’editoria non è soltanto una questione economica, ma rappresenta un rischio sistemico per la collettività. Una filiera editoriale nazionale fragile riduce la capacità di investire e innovare, con il concreto pericolo di una desertificazione culturale e di un indebolimento del controllo democratico.

Effetti sulla diversità culturale e informativa

Secondo le associazioni, il predominio delle Big Tech tende a uniformare l’offerta informativa, marginalizzando voci editoriali più piccole e comprimendo la varietà di opinioni e contenuti necessari a una società pluralista. Affidare a soggetti extra‑nazionali la selezione, la distribuzione e la monetizzazione dei contenuti primari rende il Paese più esposto alla disinformazione e meno autonomo nel definire priorità culturali e informative.

Richieste normative e interventi urgenti

Le associazioni chiedono un intervento coordinato e urgente delle istituzioni. Tra le misure proposte vi sono la tutela dei diritti d’autore, incentivi agli investimenti e all’innovazione editoriale, politiche di sostegno economico e fiscale, nonché un’applicazione efficace delle normative europee che regolano i servizi digitali e i mercati online.

In particolare, viene richiamata l’attenzione sulla fase applicativa del DSA e del DMA, oltre che sull’importanza di una regolamentazione attenta dell’intelligenza artificiale con l’AI Act. Le associazioni sottolineano la necessità che tali strumenti siano usati per ristabilire un equilibrio di mercato, garantire trasparenza negli algoritmi e assicurare responsabilità proporzionate per le piattaforme.

Infine, le sigle fanno appello alle istituzioni nazionali: è urgente che il Governo e il Parlamento definiscano rapidamente politiche e norme in grado di riequilibrare il mercato e di preservare il valore economico, sociale e culturale delle imprese editoriali italiane, considerate presidio insostituibile della democrazia e della libertà di informazione.



Author: Tony
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