Bitcoin conferma il mercato ribassista, Ether precipita in un death cross

Un indicatore di momentum molto seguito ha appena dato un segnale negativo che, storicamente, ha anticipato l’inizio di fasi ribassiste prolungate per il mercato delle criptovalute a partire dal 2012.

Si tratta dell’istogramma mensile del MACD (Moving Average Convergence Divergence), che a novembre ha registrato la prima barra rossa sotto la linea dello zero dopo un calo dei prezzi superiore al 17%, confermando così il passaggio da una dinamica rialzista a una ribassista.

In termini pratici, la lettura negativa dell’indicatore implica che il bull run iniziato intorno ai 20.000 dollari a inizio novembre appare terminato e che la pressione degli orsi è aumentata.

Nel passato queste cosiddette cross ribassiste dell’istogramma mensile del MACD sono state spesso accompagnate da fasi di discesa prolungata: esempio eclatante è il periodo tra la fine del 2021 e il 2022, quando dopo una correzione da circa 70.000 a 50.000 dollari il MACD divenne ribassista e i prezzi scesero poi sotto i 20.000 dollari. Pattern simili si osservarono anche dopo segnali ribassisti del MACD nel 2018 e nel 2014.

Dettagli sulla lettura del MACD

L’istogramma mensile del MACD misura la differenza tra la linea MACD e la sua media mobile di segnale, fornendo indicazioni sulla forza e sulla direzione del momentum su orizzonti temporali ampi. Una serie di barre rosse sotto lo zero segnala che la pressione ribassista è prevalente sui timeframe mensili, un elemento che gli operatori di lungo termine non possono trascurare.

Fattori macro che rafforzano il segnale ribassista

Il contesto di mercato attuale presenta diversi elementi che possono sostenere una tesi negativa: la pressione fiscale e fiscale-strutturale in Giappone, la tenuta al rialzo del dollar index e dei rendimenti dei titoli di stato americani (Treasury yields) nonostante le discussioni su possibili tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, e i recenti deflussi dagli spot ETF su criptovalute.

Questi fattori agiscono in modo combinato: un dollaro forte e rendimenti reali elevati tendono a comprimere la propensione al rischio globale, riducendo l’appetito per asset volatili come le criptovalute; al contempo, deflussi dagli spot ETF deteriorano la domanda e la liquidità sul mercato spot.

Supporti tecnici e livelli chiave

Dal punto di vista tecnico, è consigliabile monitorare i livelli di supporto: il primo riferimento si trova vicino a 84.500 dollari, definito dalla trendline che collega i minimi crescenti del 2023-2024. Una violazione di questo livello esporrebbe il mercato al minimo di aprile intorno a 74.500 dollari, con un’ulteriore soglia significativa vicino al picco del 2021, circa 70.000 dollari.

Situazione di Ether

Anche per Ether lo scenario tecnico non è incoraggiante: l’asset ha confermato un death cross, ossia il cross ribassista tra la SMA a 50 giorni e la SMA a 200 giorni, che indica un indebolimento della tendenza a breve rispetto a quella di più lungo periodo.

Il death cross è tradizionalmente interpretato come un possibile preludio a fasi ribassiste più estese, ma la sua efficacia come indicatore autonomo in mercati specifici come quello di Ether è variabile: in passato ha fornito segnali contrastanti e va valutato insieme ad altri elementi tecnici e fondamentali.

Cosa possono fare gli operatori

Gli operatori dovrebbero adottare una gestione del rischio rigorosa: ridurre esposizioni e leva se necessario, applicare stop loss coerenti con i propri orizzonti temporali, e monitorare flussi di mercato come gli scostamenti nei volumi di scambio e nei movimenti degli spot ETF.

Inoltre è utile integrare l’analisi tecnica con indicatori on-chain e valutazioni macro: l’andamento dei rendimenti obbligazionari, la forza del dollaro e la politica monetaria della Federal Reserve possono continuare a influenzare in modo significativo i corsi delle criptovalute.

In sintesi, il recente segnale ribassista del MACD mensile richiede prudenza. Pur non essendo una predizione certa di un crollo, costituisce un avvertimento tecnico che, combinato con condizioni macro sfavorevoli e deflussi di capitale, aumenta la probabilità di maggiore volatilità al ribasso.