Crollano BTC, XRP, ETH e ADA: il tonfo di Bitcoin liquida 500 milioni di dollari
- 1 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Una nuova ondata di liquidazioni forzate ha colpito i mercati delle criptovalute all’inizio di lunedì: quasi 646 milioni di dollari in posizioni con leva sono state chiuse su diverse piattaforme, aggravando la fase negativa del mese e ampliando le perdite su Bitcoin, Ether e grandi altcoin.
Dinamica delle liquidazioni
I dati di mercato indicano che circa il 90% delle posizioni liquidate erano long, con la singola chiusura più grande pari a 14,48 milioni di dollari su un ordine ETH‑USDC registrato su Binance. Anche Hyperliquid e Bybit hanno riportato liquidazioni superiori a 160 milioni di dollari ciascuna, segno di posizionamenti pesanti che si sono spezzati durante la sessione asiatica.
Per liquidazione si intende la chiusura forzata di una posizione a leva da parte di una piattaforma quando il trader perde totalmente o parzialmente il margine iniziale. Ciò avviene se non sono disponibili fondi sufficienti a rispettare i requisiti di margine per mantenere aperta la posizione.
Una cascata di liquidazioni è spesso un indicatore di condizioni di mercato estreme: quando il sentimento si spinge in una direzione oltre il necessario, il successivo ribaltamento del prezzo può essere rapido e accentuato.
Impatto sui prezzi
Nel corso delle vendite Bitcoin è sceso di oltre il 5%, attestandosi intorno a 86.000 dollari, mentre Ether ha perso più del 6%, scendendo vicino a 2.815 dollari. Nello stesso periodo Solana, XRP, BNB e Dogecoin hanno registrato ribassi compresi tra il 4% e il 7%, mentre Cardano e Lido Staked Ether hanno subito cali più consistenti.
Operatori di mercato hanno indicato come fattori aggravanti la scarsa liquidità in alcuni momenti della giornata e l’incertezza macroeconomica in corso, elementi che hanno accelerato la velocità e l’intensità del movimento di prezzo.
Contesto e cause strutturali
I mercati stanno cercando di stabilizzarsi dopo una correzione rapida avvenuta tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, quando segnali macro, deflussi da prodotti ETF e volumi deboli nel weekend hanno contribuito a sgonfiare settimane di posizionamenti affollati.
La sequenza osservata nella recente liquidazione ricalca pattern visti in precedenti fasi di mercato: accumulo di esposizione long vicino a livelli di resistenza, trasferimento dei costi di finanziamento e, al manifestarsi di un movimento avverso, vendita forzata a catena che abbassa rapidamente i prezzi principali nell’arco di poche ore.
Segnali di mercato e prospettive
L’open interest sui contratti perpetual su BTC e ETH è sceso ulteriormente dopo il crollo, suggerendo che parte della leva accumulata durante il rialzo di ottobre continua a essere smaltita. L’open interest misura il numero totale di contratti aperti e fornisce indicazioni sulla partecipazione e sulla pressione speculativa del mercato.
Gli operatori affermano che il posizionamento appare ora più pulito, ma la propensione al rischio resta fragile. Finché la liquidità non migliorerà, in particolare durante la sessione statunitense, è probabile che la volatilità intraday rimanga elevata.
Dal punto di vista della gestione del rischio, le recenti dinamiche sottolineano l’importanza di controlli prudenti sulla leva e di strumenti adeguati per la gestione del margine da parte sia dei trader che delle piattaforme. Le borse continuano a implementare meccanismi di protezione, ma in mercati con liquidità ridotta anche questi strumenti possono essere messi sotto pressione.