Bitcoin perde il 5% in un crollo lampo domenicale, le liquidazioni schizzano
- 1 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi giorni Bitcoin non è riuscito a superare una resistenza chiave e, nel corso del weekend, ha registrato una caduta rapida di quasi il 5% in poche ore.
Il mercato aveva trascorso gran parte del fine settimana attorno a quota 91.500 dollari, dove sembrava consolidare la fine del mese, ma nelle ore successive si è assistito a una discesa fino a circa 86.950 dollari su una piattaforma di scambio, secondo i dati di mercato.
Il calo di quasi il 5% è sopraggiunto dopo la prima chiusura settimanale positiva in quattro settimane, con BTC che aveva terminato la settimana a circa 90.411 dollari.
Una newsletter di analisi ha osservato:
“Come visto innumerevoli volte quest’anno, il venerdì sera e la domenica sera spesso sono accompagnati da ampi movimenti nel mercato crypto.”
Cause del sell-off e ruolo della leva
Secondo lo stesso commento, il ritracciamento non è stato accompagnato da un catalizzatore d’informazione evidente, ma è stato invece guidato da un’impennata improvvisa del volume di vendita che ha innescato un effetto domino.
La newsletter ha spiegato:
“Un’improvvisa ondata di vendite ha generato un sell-off a catena, amplificato dalle storiche quantità di posizioni in leva che sono state liquidate.”
In termini pratici, quando molti operatori utilizzano leva finanziaria elevata, anche movimenti moderati del prezzo possono causare liquidazioni automatiche delle posizioni (margin call), che a loro volta determinano ulteriori vendite e accentuano la discesa.
Entità delle liquidazioni e composizione
Nel corso delle ultime 24 ore si sono registrate centinaia di migliaia di liquidazioni di conti retail e professionali, con un ammontare complessivo delle posizioni chiuse che ha superato diverse centinaia di milioni di dollari.
La maggior parte delle posizioni liquidate erano long, concentrate principalmente su BTC e su Ether (ETH), il che indica che gli operatori che scommettevano su un rialzo sono stati i più colpiti dal movimento ribassista.
Questo tipo di dinamica evidenzia come la leva e la concentrazione di ordini su alcuni asset possano amplificare la volatilità del mercato delle criptovalute, creando fasi di forte stress sistemico per operatori a leva.
Performance mensile e confronto storico
Nel complesso il mese ha rappresentato il peggior novembre per Bitcoin dal 2018, con una perdita mensile significativa che ha inciso negativamente sul rendimento del 2025 fino a oggi.
Nel confronto con il 2018, quando il mercato viveva una fase ribassista particolarmente severa, la correzione di questo novembre è risultata la più profonda per il mese rispetto agli anni recenti.
Sykodelic ha commentato la situazione:
“Questo è in realtà un ottimo inizio di mese.”
Secondo l’analista, alcune dinamiche tecniche — come la chiusura di gap sui mercati dei futures gestiti da grandi operatori e la rimozione di liquidità sul lato buy, compresa la chiusura di posizioni long consistenti — possono essere viste come un riordino necessario prima di potenziali fasi di ripresa.
Implicazioni per il mercato e prospettive
Dal punto di vista istituzionale, movimenti del genere richiamano l’attenzione su tre aspetti chiave: la gestione del rischio da parte degli operatori a leva, la liquidità disponibile sui mercati spot e derivati e il potenziale impatto sulle strategie di investimento a medio termine.
Per gli investitori significa verificare l’adeguatezza delle protezioni contro la volatilità (stop loss, riduzione della leva) e per gli operatori regolamentati rappresenta un promemoria sull’importanza di una supervisione prudente dei mercati dei derivati.
Nel breve periodo è probabile che la volatilità rimanga elevata: la combinazione di ordini in leva, bassi livelli di profondità di mercato in certi momenti e movimenti concentrati nei fine settimana può continuare a produrre oscillazioni brusche dei prezzi.
Per valutare i prossimi sviluppi sarà utile monitorare i dati sulle posizioni aperte, i flussi verso prodotti strutturati e gli indicatori di liquidità, oltre alle comunicazioni ufficiali degli organi di mercato e delle controparti che presidiano i mercati dei futures.