Il modello di tesoreria per gli asset digitali di Bitcoin (BTC) è davvero in crisi? un banchiere del settore dice di no

Negli ultimi giorni le società che gestiscono tesorerie in Bitcoin come Digital Asset Treasury (DAT) sono tornate al centro dell’attenzione, spesso per motivi critici: il calo generale dei mercati crypto e la perdita di oltre il 40% nelle quotazioni di azioni del gruppo leader di mercato, MicroStrategy (ticker MSTR), hanno riacceso dubbi sulla sostenibilità del modello.

Secondo un’analisi di JPMorgan, la sottoperformance recente di alcune di queste azioni rispetto al Bitcoin non sarebbe imputabile solo alla dinamica del mercato cripto ma anche al rischio legato all’inclusione o esclusione dagli indici di mercato, un fattore che può amplificare vendite e volatilità indipendentemente dall’andamento del BTC.

La flessione dei prezzi azionari solleva la domanda se il modello delle tesorerie in Bitcoin sia in crisi o semplicemente attraversi una fase di aggiustamento.

Elliot Chun said:

“Questo è forse il periodo più interessante per le DAT perché, in tempo reale, stiamo vedendo quale di queste realtà saprà manovrare e comunicare efficacemente durante la prima grande fase di discesa macro. Siamo ancora nelle fasi iniziali come settore: non abbiamo neppure catalogato adeguatamente le diverse tipologie di DAT, quindi è prematuro affermare che il modello sia fallito.”

Classificazione delle DAT

Per fornire un quadro operativo, Elliot Chun, managing partner presso Architect Partners, distingue quattro categorie di DAT che stanno emergendo sul mercato e che saranno messe alla prova dalle attuali turbolenze.

Le DAT “pure play” concentrano quasi tutte le risorse aziendali sulla massimizzazione di un risultato denominato in BTC, tipicamente misurato come Bitcoin per azione.

Le DAT “producing” generano direttamente Bitcoin attraverso operazioni come il mining, aggiungendo una componente operativa al bilancio in criptovalute.

Le DAT “hybrid” mantengono il Bitcoin come pilastro principale ma continuano a gestire iniziative non strettamente legate al BTC, combinando più linee di attività.

Le DAT “participating” limitano il ruolo dell’asset digitale al bilancio, utilizzandolo come strumento di mercato dei capitali più che come focus operativo principale.

Rendimento e prospettive di sopravvivenza

Secondo Chun, il problema centrale per tutte le DAT è la generazione di ricavi: ogni società deve trovare modi credibili per produrre rendimento o flussi di cassa, sia in BTC sia in valuta tradizionale. Non tutte le aziende riusciranno a farlo.

Le sue previsioni di scenario a cinque anni sono articolate: circa la metà delle DAT classificate come pure play, producing o hybrid potrebbe scomparire a causa di fallimenti, cancellazioni dalle borse, fusioni o acquisizioni; il 35% potrebbe sopravvivere senza sovraperformare; il 10% batterà indici di mercato più ampi come il S&P 500; mentre il 5% più performante potrebbe arrivare a competere con i grandi campioni tecnologici, registrando rendimenti potenzialmente superiori al 700% nel decennio 2025–2034.

Resilienza in caso di stress macro

La capacità delle DAT di resistere a un vero e proprio deterioramento macroeconomico dipende dalla gravità dello shock. Se si considera il recente ritracciamento come moderato, Chun ritiene che la maggior parte delle società potrà superarlo; la prova decisiva arriverà con un peggioramento più profondo che metterà alla prova la chiarezza operativa, la disciplina della tesoreria e la credibilità dei piani aziendali.

Consolidazione e strategie di medio-lungo termine

Nei cicli di mercato è frequente che fasi di rapida espansione siano seguite da periodi di consolidazione. Le società che meglio sapranno integrare disciplina finanziaria tradizionale e competenze native sul Bitcoin riusciranno a comunicare con più efficacia agli investitori e a raccogliere e impiegare capitale in modo efficiente.

Per quelle che non riusciranno a farlo, è probabile un destino di acquisizione da parte di concorrenti o gruppi più grandi. Sul lungo periodo, Chun prevede che le realtà più solide diventeranno obiettivi di acquisizione per grandi società quotate, soprattutto se il prezzo del Bitcoin dovesse avvicinarsi a livelli molto elevati — un fattore che spingerebbe i tesorieri aziendali a considerare il BTC come un asset strategico e non più puramente speculativo.