Il declassamento di USDT da parte di Tether riaccende le vecchie polemiche
- 30 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le preoccupazioni, ricorrenti e radicate, che Tether non fornisca piena trasparenza sulle riserve a garanzia del suo stablecoin USDT o che possa trovarsi sotto-capitalizzata sono diventate così frequenti nel settore che è nato perfino un termine sprezzante: Tether FUD.
Nel corso di mercati toro sfavillanti, dei crolli più duri e dello scandalo legato a figure come Sam Bankman-Fried e Alex Mashinsky, USDT ha continuato a circolare, mantenendo il peg con il dollaro statunitense e dichiarando la possibilità di rimborso in qualsiasi momento. Parallelamente, Tether è diventata una delle società più redditizie del settore, con ricavi superiori a 10 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2025, livelli paragonabili a quelli di colossi di Wall Street come Goldman Sachs e Morgan Stanley.
Tuttavia, nel più recente mercato orso sono riaffiorate preoccupazioni dalla finanza tradizionale: la fiducia nella stabilità di USDT è stata messa in discussione da un declassamento che ha riacceso il dibattito sulla reale composizione delle riserve.
Una delle agenzie che monitora la solidità degli stablecoin ha recentemente rivisto il giudizio relativo a USDT, portandolo al livello più basso nella sua scala di stabilità. I motivi evocati includono la scarsa trasparenza nei rendiconti di Tether e un elemento nuovo rispetto al passato: la componente in Bitcoin rappresenta ora oltre il 5% delle riserve a garanzia di USDT, con il rischio che ulteriori cali del prezzo del BTC possano avvicinare lo scenario di sotto-collateralizzazione.
La replica di Tether
Paolo Ardoino ha replicato:
“Accogliamo con orgoglio la vostra avversione. Quando una società prova a sfidare la gravità di un sistema finanziario malandato, la macchina della propaganda finanziaria tradizionale si allarma. Tether ha costruito un’impresa sovraccapitalizzata, senza riserve tossiche; la nostra esistenza dimostra come il sistema tradizionale sia così deteriorato da impaurire chi detiene il potere.”
Consigli esterni e reazioni
Nel fine settimana, l’investitore noto Jason Calacanis ha pubblicato su X una serie di suggerimenti rivolti a Tether:
“A Tether rimane molto da sistemare, ma stanno procedendo nella giusta direzione: vendete tutto il vostro Bitcoin, detenete soltanto Buoni del Tesoro USA e sottoponetevi non a un audit, ma a due controlli indipendenti di società americane.”
La proposta ha suscitato una reazione vivace tra gli sostenitori del Bitcoin, i quali hanno ritenuto incoerente che una società che opera nel mondo degli asset digitali debba liquidare partecipazioni in criptovalute per convertirle esclusivamente in titoli di Stato. Alcuni commentatori hanno inoltre ricordato i problemi emersi nel 2023 per alcune banche che avevano subito forti perdite proprio su titoli governativi detenuti in portafoglio.
Quoth the Raven ha osservato:
“Quando un’azienda rifiuta un audit indipendente non è quasi mai perché tutto è perfetto e semplicemente hanno dimenticato di programmarlo. Nella mia esperienza c’è una sola ragione per cui un soggetto si rifiuta di sottoporsi a controlli richiesti da tutti, e non è una buona ragione.”
“I mercati hanno una lunga storia nel triturare i inesperti. Un audit è il minimo imprescindibile che chiunque dovrebbe chiedere a un’entità che emette decine di miliardi di dollari sintetici a sostegno di interi mercati.”
Significato e rischi pratici
Per comprendere le implicazioni è utile chiarire alcuni concetti: un stablecoin come USDT si basa su riserve che dovrebbero garantire il valore unitario rispetto a una valuta fiat. Se una parte significativa di tali riserve è investita in asset volatili, come Bitcoin, fluttuazioni di prezzo marcate possono ridurre il valore complessivo delle riserve e mettere a rischio la capacità di rimborso.
Il timore della sotto-collateralizzazione non riguarda solo la singola società: poiché USDT è ampiamente usato come mezzo di scambio e riserva di liquidità in molte piattaforme e mercati, problemi legati alle sue riserve potrebbero trasmettersi ad altri operatori, generando effetti a catena su scambi, prestiti e liquidità di mercato.
Un audit completo e indipendente, condotto secondo standard riconosciuti, fornisce trasparenza su composizione e qualità delle riserve e riduce l’incertezza per gli operatori. Al tempo stesso, la decisione di detenere parte delle riserve in asset più rischiosi può essere interpretata come una strategia di rendimento, ma aumenta l’esposizione al rischio sistemico.
Prospettive regolamentari e di mercato
Il caso mette anche in luce la crescente attenzione regolamentare verso gli stablecoin: autorità nazionali e internazionali osservano con interesse le pratiche di trasparenza e la qualità delle riserve, valutando la necessità di regole più stringenti per evitare rischi per la stabilità finanziaria. Per gli investitori e le controparti istituzionali, la disponibilità di informazioni verificabili rimane un criterio fondamentale per valutare il rischio.
In conclusione, mentre Tether rivendica solidità eccessiva e alcuni osservatori chiedono massima trasparenza e conversione in asset più sicuri, il dibattito evidenzia una realtà più ampia: la convivenza tra nuovi strumenti finanziari basati su tecnologia digitale e i tradizionali meccanismi di controllo richiede chiarezza, standard di verifica e una supervisione che limiti i rischi sistemici.