Qualità della vita: Trento al vertice, Bolzano e Udine inseguono; Roma guida la risalita delle grandi città
- 30 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La trentaseiesima edizione della Qualità della Vita, l’indagine avviata nel 1990 per valutare i livelli di benessere nei territori italiani e curata dal Sole 24 Ore, è stata diffusa recentemente e conferma tendenze consolidate sul divario territoriale interno al paese.
La classifica vede il ritorno del primo posto per la provincia di Trento, già al centro di riconoscimenti recenti come il primato nell’Indice di Sportività 2025 e nell’Ecosistema Urbano. Si tratta di una conferma della capacità del territorio di coniugare qualità dei servizi, ambiente e sport.
Trento aveva già vinto in passato la rilevazione nel 2007 e nel 2013: quest’anno svetta in un podio completamente alpino, completato da Bolzano al secondo posto e Udine al terzo. Il risultato rafforza la leadership del Nord-Est, storicamente ai vertici della graduatoria.
Composizione della top ten
Tra le prime dieci province figurano anche Bologna, che occupa il quarto posto, e Milano, all’ottavo. Dopo trent’anni rientra nella top ten Padova, mentre insieme a Bergamo — vincitrice dell’edizione precedente — completano la lista Treviso, Verona e Parma. Questi posizionamenti riflettono combinazioni favorevoli di indicatori economici, servizi pubblici e qualità urbana.
Roma guida la risalita tra le grandi città metropolitane, con un significativo miglioramento nelle posizioni rispetto alla rilevazione precedente; migliorano anche Bologna e Milano, mentre Firenze rimane sostanzialmente stabile.
Il Mezzogiorno e il divario territoriale
La prima provincia del Mezzogiorno nella graduatoria si trova al 39° posto ed è Cagliari. All’estremo opposto, per il secondo anno consecutivo, chiude la classifica la provincia di Reggio Calabria. Le ultime ventiquattro posizioni sono tutte occupate da province meridionali, confermando un divario che l’indagine mette in evidenza da oltre trent’anni.
L’analisi prende in considerazione un ampio insieme di dimensioni: performance economica, mercato del lavoro, servizi sanitari, infrastrutture, qualità ambientale, sport e partecipazione civica. Il risultato è un indice composito che misura non solo il reddito, ma la qualità complessiva della vita offerta dai territori.
Queste classifiche hanno effetti concreti: influenzano le priorità delle amministrazioni locali, orientano le scelte degli investitori e contribuiscono alla percezione pubblica della competitività territoriale. Per il Mezzogiorno il protrarsi del ritardo suggerisce la necessità di interventi mirati su infrastrutture, istruzione, servizi sanitari e politiche per il lavoro, oltre a strategie di coordinamento tra livelli di governo.
La persistenza del divario nord-sud resta il dato più rilevante dell’indagine, mentre i miglioramenti registrati in alcune grandi città mostrano che progressi locali possono emergere anche in contesti complessi. Per consolidare i risultati positivi servono politiche di lungo periodo, investimenti sostenuti e governance efficiente a livello regionale e nazionale.