Crolla il prezzo di Bitcoin del 20%: novembre nei grafici

Novembre è stato un mese turbolento per i mercati delle criptovalute: il prezzo del Bitcoin è sceso di oltre il 20%, facendo perdere quasi 2.000 miliardi di dollari in capitalizzazione complessiva.

Le preoccupazioni legate a possibili manovre sui tassi da parte della Federal Reserve degli Stati Uniti e il timore di una bolla imminente sugli asset collegati all’intelligenza artificiale hanno alimentato nervosismo sia nei mercati cripto sia in quelli azionari. Ha inoltre contribuito lo scivolone tecnico noto come death cross, con la media mobile semplice a 50 giorni che ha incrociato verso il basso la media a 200 giorni il 15 novembre.

In parallelo, diverse rilevazioni segnalano un rallentamento dell’inflazione globale a novembre tra le maggiori economie mondiali: in diciassette membri del G20 i tassi di inflazione sono risultati inferiori rispetto al mese precedente, confermando una tendenza diffusa.

Novembre in cifre

Il mese ha visto anche una crescente attività normativa sui regimi fiscali applicabili alle criptovalute: sette giurisdizioni hanno avviato modifiche o consultazioni sulle imposte collegate agli asset digitali, segnale della necessità per i regolatori di definire regole chiare in presenza di una maggiore adozione istituzionale.

Stati Uniti: la White House e l’amministrazione fiscale stanno esaminando una proposta per aderire al Crypto-Asset Reporting Framework, con l’obiettivo di migliorare lo scambio di informazioni sui conti cripto esteri detenuti da cittadini statunitensi.

Spagna: la formazione politica di sinistra Sumar, parte della coalizione di governo, ha proposto di aumentare l’aliquota massima sulle plusvalenze crypto al 47%, in sostituzione dell’attuale aliquota del 30% applicata ai risparmi, prevedendo inoltre un’imposta fissa del 30% per le partecipazioni societarie.

Svizzera ha deciso di posticipare l’entrata in vigore di alcune riforme fiscali sul settore fino al 2027, mentre il Brasile sta valutando un’imposta sulle trasferenze crypto internazionali.

Giappone sta esaminando una riduzione dell’aliquota fiscale sulle transazioni crypto al 20%, rispetto a rate superiori applicate in passato. In Francia emerge la possibilità di classificare alcune attività crypto come ricchezza “non produttiva”, con impatti fiscali specifici, mentre il Regno Unito sta semplificando gli adempimenti fiscali relativi alla DeFi.

Flessione del prezzo del Bitcoin

Nel corso di novembre il prezzo del Bitcoin è passato da circa 110.000 a 91.000 dollari, toccando un minimo mensile il 21 novembre intorno agli 82.600 dollari. La corsa al ribasso ha portato il valore di mercato complessivo del settore a livelli significativamente ridotti.

Deutsche Bank analysts said:

“A differenza di precedenti crolli causati in larga parte da speculazione al dettaglio, il ribasso attuale si è sviluppato in un contesto di ampia partecipazione istituzionale, evoluzioni di politica economica e tendenze macro globali.”

Justin d’Anethan, responsabile ricerca presso Arctic Digital, ha commentato:

“Il mutamento delle dinamiche di mercato riflette l’ingresso significativo delle istituzioni, che ha modificato ritmo, ampiezza e tempistiche dei movimenti di prezzo nel settore cripto.”

Concentrazione della proprietà di Bitcoin

Aumenti nell’offerta di prodotti a gestione istituzionale e l’adozione aziendale del Bitcoin hanno portato a una crescente concentrazione: alla fine di novembre circa 17% dell’offerta totale di 21 milioni di unità risultava in mani di società o stati.

I Exchange-Traded Funds e altri strumenti finanziari hanno incrementato la loro quota, detenendo complessivamente oltre il 7% dell’offerta. Contestualmente, molte imprese hanno inserito Bitcoin nei propri bilanci, replicando strategie osservate da operatori che hanno fatto acquisizioni rilevanti negli anni recenti: a fine mese oltre 350 società segnalavano possesso diretto di BTC.

Nicolai Søndergaard, analista di ricerca presso una piattaforma di intelligence cripto, ha osservato:

“Questo non cambia le proprietà fondamentali della rete. La decentralizzazione della rete rimane, anche se la custodia può risultare più centralizzata.”

Inflazione e adozione delle criptovalute nel G20

La prima metà degli anni 2020 è stata caratterizzata da forti pressioni inflazionistiche, dovute a fattori come la pandemia, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e i conflitti geopolitici. Sebbene molti Paesi registrino ancora tassi elevati, in diciassette Stati membri del G20 l’inflazione è rallentata a novembre rispetto al mese precedente.

Il livello di inflazione rimane un fattore determinante per l’adozione delle criptovalute: in Paesi con forte erosione del potere d’acquisto la popolazione tende a cercare rifugi alternativi, con una preferenza evidente per gli stablecoin denominati in dollari o per altri strumenti digitali che preservano valore.

Bolivia ha annunciato misure che consentono alle banche di offrire servizi di custodia per asset digitali e di utilizzare alcune valute digitali come strumento per conti di risparmio a corso legale; nel Paese gli stablecoin hanno guadagnato diffusione, al punto che alcuni esercizi commerciali indicano i prezzi in Tether (USDT).

Mercato degli stablecoin

Dopo 26 mesi di crescita continua, a novembre la capitalizzazione complessiva degli stablecoin ha registrato un calo di circa 2 miliardi di dollari, corrispondente a una flessione di poco più dello 0,6%: la contrazione più marcata dallo shock di novembre 2022.

La dominance di Tether è aumentata di quasi 0,5 punti percentuali, mentre alcuni progetti emergenti, come Ethena USDe, hanno subito perdite significative. Anche il valore bloccato in alcune piattaforme è diminuito rapidamente a seguito dell’uscita di operatori da strategie a leva o “looping”. Analisti del settore indicano che i timori sulla stabilità degli stablecoin e l’intensificarsi della vigilanza regolamentare hanno raffreddato l’entusiasmo degli investitori.

Nel complesso, il mese ha messo in evidenza come la combinazione di fattori macroeconomici, dinamiche di mercato e interventi normativi stia rimodellando il panorama cripto. Nei prossimi mesi l’evoluzione delle regole fiscali, la supervisione sui stablecoin e l’atteggiamento delle istituzioni finanziarie saranno elementi determinanti per la direzione del mercato.