Il Regno Unito estende gli obblighi di segnalazione per le criptovalute mentre la vigilanza fiscale globale si rafforza
- 29 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Regno Unito richiederà alle piattaforme crypto nazionali di comunicare tutte le transazioni effettuate da utenti residenti nel paese a partire dal 2026, ampliando l’ambito del Cryptoasset Reporting Framework (CARF).
La modifica conferirà a His Majesty’s Revenue and Customs (HMRC), l’autorità fiscale britannica, l’accesso automatico sia ai dati nazionali sia a quelli transfrontalieri relativi alle attività in crypto, rafforzando la supervisione fiscale in vista del primo scambio informativo globale previsto dal CARF nel 2027.
Il quadro normativo e gli obblighi per gli operatori
Il Cryptoasset Reporting Framework (CARF), elaborato dall’OECD, è pensato per facilitare lo scambio automatico di informazioni sulle transazioni crypto tra autorità fiscali a livello internazionale. Le regole impongono ai fornitori di servizi crypto di svolgere attività di due diligence, verificare l’identità degli utenti e comunicare annualmente dati dettagliati sulle transazioni.
Originariamente il CARF si concentra sulle operazioni transfrontaliere, pertanto le transazioni che avvengono interamente all’interno del Regno Unito sarebbero rimaste escluse dai canali di segnalazione automatica senza l’estensione annunciata.
Motivazioni dell’estensione e conseguenze fiscali
L’estensione mira a evitare che le crypto diventino una classe di attivi “fuori dal CRS”, ossia non soggetta alla stessa visibilità prevista dal Common Reporting Standard (CRS) per i conti finanziari tradizionali. Con un approccio unificato il governo britannico intende semplificare gli adempimenti per le imprese del settore e offrire alle autorità fiscali un set di dati più completo per individuare forme di elusione e determinare correttamente i debiti fiscali.
Contestualmente, il governo ha proposto un regime fiscale definito “no gain, no loss” che rinvierebbe la realizzazione delle plusvalenze nel campo della finanza decentralizzata (DeFi) fino alla vendita effettiva dei token sottostanti. Questa misura, se adottata, ridurrebbe l’onere immediato di tassazione per gli utenti DeFi e ha ricevuto un’accoglienza positiva da parte di molte realtà del settore.
Sviluppi internazionali sulla tassazione delle crypto
La tendenza a una maggiore regolamentazione fiscale delle criptovalute si osserva a livello globale, con governi che aggiornano codici e prassi per rendere più trasparente l’attività su asset digitali e contrastare l’evasione.
In Corea del Sud l’autorità fiscale nazionale ha annunciato misure più incisive, comprese la possibilità di sequestrare crypto custodite in cold wallet e di effettuare perquisizioni domiciliari quando vi siano sospetti di occultamento di asset digitali finalizzati a eludere obblighi fiscali.
In Spagna il gruppo parlamentare Sumar ha proposto di innalzare l’aliquota massima sui guadagni da crypto fino al 47%, con il trasferimento delle plusvalenze nell’aliquota dell’imposta sul reddito generale e l’introduzione di un’aliquota piatta del 30% per i detentori societari.
La Svizzera ha comunicato uno slittamento dell’avvio dello scambio automatico di informazioni crypto con le autorità fiscali estere fino al 2027, mentre le norme del CARF entreranno formalmente nel diritto svizzero il 1° gennaio; è previsto un periodo transitorio per agevolare l’adeguamento delle imprese locali.
Negli Stati Uniti il rappresentante Warren Davidson ha presentato una proposta normativa, nota come Bitcoin for America Act, che consentirebbe ai contribuenti di pagare imposte federali in Bitcoin, accantonando tali versamenti in una riserva nazionale; il disegno di legge prevede che tali pagamenti non siano soggetti a tassazione sulle plusvalenze, trattando il trasferimento come né guadagno né perdita per il dichiarante.
Questi sviluppi evidenziano come le autorità fiscali stiano cercando di armonizzare strumenti tecnici e regole tributarie per affrontare la natura globale e spesso anonima delle criptovalute, bilanciando la necessità di contrastare l’evasione con il rispetto della privacy e la sostenibilità degli adempimenti per gli operatori.
Per le imprese del settore e per i contribuenti è dunque essenziale monitorare l’evoluzione normativa nei diversi ordinamenti, adeguare le procedure di conformità e valutare l’impatto fiscale delle operazioni in crypto su base sia nazionale sia internazionale.