Amundi inaugura il primo fondo del mercato monetario tokenizzato su Ethereum
- 27 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati, Newsletter
Amundi, il maggiore gestore patrimoniale europeo, ha lanciato la sua prima classe di azioni tokenizzata per un fondo monetario denominato in euro, offrendo così una versione basata su blockchain accanto alla classe tradizionale.
La struttura è ibrida: gli investitori possono scegliere tra la formula convenzionale e quella digitale. La prima operazione su questa nuova classe è stata registrata sulla rete Ethereum il 4 novembre.
L’implementazione è avvenuta in collaborazione con CACEIS, gruppo europeo specializzato in servizi per il settore asset-servicing, che ha fornito l’infrastruttura per la tokenizzazione, i portafogli per gli investitori e il sistema digitale per la gestione delle sottoscrizioni e dei rimborsi.
Secondo le parti coinvolte, la tokenizzazione del fondo semplifica l’elaborazione degli ordini, amplia l’accesso a canali di investitori non tradizionali e abilita la negoziazione continua, 24 ore su 24. Questi cambiamenti hanno ricadute operative e di mercato che meritano valutazioni approfondite da parte degli operatori e dei supervisori.
Il fondo detiene titoli a breve termine di elevata qualità denominati in euro, principalmente strumenti del mercato monetario e operazioni di pronti contro termine overnight con emittenti sovrani europei, profili tipici di prodotti orientati alla preservazione del capitale e alla liquidità.
Amundi dichiara di gestire complessivamente circa 2,3 trilioni di euro in asset e di servire oltre 100 milioni di clienti al dettaglio; la società ha sede a Parigi.
Contesto del mercato e crescita dei fondi tokenizzati
L’introduzione di classi azionarie tokenizzate si inserisce in un quadro in cui grandi gestori stanno sperimentando soluzioni digitali per aumentare efficienza e accessibilità. Negli ultimi mesi fondi monetari tokenizzati con esposizione a titoli del Tesoro statunitense hanno registrato una rapida crescita.
I dati di RWA.xyz mostrano che il prodotto on-chain di BlackRock destinato al mercato monetario detiene oggi circa 2,3 miliardi di dollari in asset tokenizzati, mentre il fondo monetario di Franklin Templeton supera i 826 milioni di dollari.
Entrambi i gestori hanno esteso le loro soluzioni su più reti: BlackRock ha ampliato il supporto oltre Ethereum includendo Aptos, Arbitrum, Avalanche, Optimism e Polygon, mentre Franklin Templeton ha annunciato l’integrazione della propria piattaforma di tokenizzazione con il Canton Network, un ecosistema permissioned pensato per istituzioni finanziarie.
Dati e osservazioni delle autorità
Un bollettino del Bank for International Settlements ha evidenziato come il valore complessivo dei fondi monetari tokenizzati sia salito fino a 9 miliardi di dollari entro la fine di ottobre, rispetto agli circa 770 milioni a fine 2023.
Tuttavia, il documento sottolinea rischi emergenti: l’utilizzo crescente di portafogli di titoli del Tesoro tokenizzati come garanzia può esporre il sistema finanziario a fragilità operative e di liquidità, con possibili effetti a catena in situazioni di stress di mercato.
Rischi operativi, legali e regolamentari
L’adozione di classi azionarie tokenizzate comporta diverse sfide: la determinazione della finalità di regolamento sui registri distribuiti, la custodia dei token, la gestione del rischio di concentrazione su specifiche infrastrutture e la compatibilità con le normative di vigilanza in materia di trasparenza, liquidità e antiriciclaggio.
La presenza di mercati e infrastrutture che operano 24/7 amplifica la necessità di strumenti di risk management automatizzati e di coordinamento tra autorità nazionali ed europee (ad esempio ESMA per la vigilanza sui mercati dei capitali) per definire requisiti prudenziali e procedure operative.
Potenziali benefici e implicazioni per gli investitori
Dal punto di vista dei vantaggi, la tokenizzazione può incrementare l’efficienza delle operazioni, ridurre i tempi di regolamento, permettere l’accesso a nuovi segmenti di investitori e introdurre funzionalità programmabili nei prodotti finanziari.
Per gli investitori professionali e retail è però cruciale comprendere la natura degli strumenti digitali, la solidità delle controparti che forniscono servizi di custodia e i meccanismi di liquidità in condizioni sia ordinarie sia di stress. La trasparenza sui costi e sulle procedure di rimborso resta un elemento determinante per valutare l’adozione.
Conclusioni
L’iniziativa di Amundi riflette un trend più ampio nel settore della gestione patrimoniale verso soluzioni digitali e sperimentali. Mentre le opportunità di efficienza e accesso sono reali, la diffusione dei fondi tokenizzati richiederà un attento equilibrio tra innovazione, governance operativa e intervento regolamentare per mitigare i rischi sistemici.