L’inflazione rallenta mentre l’adozione delle criptovalute decolla
- 27 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi anni, l’aumento dei prezzi ha spinto risparmiatori e investitori in tutto il mondo a cercare alternative per preservare il potere d’acquisto, e in molti paesi le criptovalute sono emerse come uno degli strumenti più utilizzati.
L’accelerazione dell’inflazione dei primi anni 2020 è stata in parte alimentata dalle misure di stimolo adottate durante la pandemia di COVID‑19, da interruzioni nelle catene di approvvigionamento e dall’impennata dei costi dell’energia e dei generi alimentari seguita allo scoppio del conflitto in Ucraina.
Le banche centrali hanno risposto con politiche monetarie restrittive, aumentando i tassi d’interesse e contribuendo negli ultimi due anni a un progressivo contenimento delle pressioni inflazionistiche in molte aree.
Tuttavia, in diversi paesi l’inflazione rimane elevata e in alcuni casi raggiunge livelli a tre cifre, spingendo cittadini e imprese verso soluzioni alternative come le valute digitali e le stablecoin.
Bolivia
Il tasso d’inflazione in Bolivia ha superato il 20% nell’ultimo anno, pur mostrando una moderata discesa rispetto ai picchi estivi. Nel decennio precedente l’economia ha registrato una significativa erosione delle riserve valutarie utilizzabili, ridotte da circa 15 miliardi di dollari nel 2014 a meno di 2 miliardi alla fine del 2024, valore che copre solo pochi mesi di importazioni.
In questo contesto la diffusione delle criptovalute è aumentata: dati di mercato indicano volumi annuali rilevanti nelle transazioni crittografiche per il periodo giugno 2024‑giugno 2025, e diversi esercizi commerciali hanno cominciato ad esporre i prezzi in stablecoin ancorate al dollaro.
Un avviso nel negozio recitava:
“I nostri prodotti sono prezzati in USDT (Tether), una criptovaluta stabile con un prezzo di riferimento comunicato quotidianamente dal Banco Centrale della Bolivia, basato sul tasso di Binance.”
Recenti decisioni a livello istituzionale hanno ampliato lo spazio normativo per le attività legate alle criptovalute: il ministro dell’Economia ha annunciato che le banche potranno offrire servizi di custodia per asset digitali e che alcune operazioni legate al risparmio e al credito potranno essere denominati anche in criptovalute.
Venezuela
La crisi dei prezzi nel Venezuela è una delle più acute al mondo: le stime internazionali segnalano tassi inflazionistici annuali estremamente elevati per il 2025, con proiezioni che raggiungono livelli ancora maggiori nei periodi successivi.
Questo scenario ha favorito una massiccia adozione di criptovalute e stablecoin: i volumi di valore ricevuto in asset digitali da parte di cittadini venezuelani sono tra i più alti dell’America Latina, e le monete stabili sono diventate un mezzo di riferimento per molte transazioni quotidiane.
Secondo osservatori economici, nell’uso sociale le stablecoin vengono spesso indicate con il soprannome legato a piattaforme di scambio internazionali, mentre la transizione verso asset digitali ha avuto anche implicazioni per la gestione della politica monetaria locale.
Il ruolo della leadership politica nel favorire o tollerare l’uso delle criptovalute ha facilitato questa trasformazione, modificando progressivamente i meccanismi di scambio e risparmio della popolazione.
Argentina
L’Argentina ha sperimentato inflazioni elevate negli anni recenti, con valori estremi nel 2024 prima di una riduzione significativa nel 2025 a seguito di misure economiche di forte rigore introdotte dal nuovo governo.
La strategia di aggiustamento è stata caratterizzata da tagli alla spesa pubblica, riduzione dei sussidi e altre riforme volte a stabilizzare la moneta e interrompere la pratica della creazione di moneta interna per finanziare la spesa.
Javier Milei said:
“È il momento di porre fine alla casta. Siamo stanchi di politici che rubano e mentono.”
Nonostante l’adozione diffusa di criptovalute tra i cittadini come strumento di protezione patrimoniale, l’incorporazione formale di strumenti digitali a livello governativo è risultata finora limitata, nonostante dichiarazioni e discorsi favorevoli da parte di alcuni esponenti politici.
I volumi transattivi in criptovalute nel paese restano tra i più elevati della regione, suggerendo che l’uso privato delle monete digitali continua a rivestire un ruolo importante nella gestione del risparmio e dei pagamenti alternativi.
Turchia
La Turchia ha vissuto oscillazioni inflazionistiche marcate: dopo un picco registrato nel 2022, con tassi molto elevati, politiche monetarie più convenzionali hanno contribuito a ridurre l’inflazione fino a livelli comunque ancora fra i più alti a livello globale.
Decisioni di politica economica non ortodosse e l’erosione del valore della valuta hanno spinto molti cittadini verso l’uso di criptovalute per pagamenti, risparmio e speculazione, con un mercato locale molto attivo che ha favorito sia l’adozione di stablecoin sia un interesse crescente per altcoin.
Analisi di mercato osservano che, con l’attenuarsi dell’inflazione, la domanda si è spostata progressivamente dalla mera conservazione del valore verso forme di rendimento e scambio più rischiose, riflettendo la ricerca di rendimenti più elevati da parte degli operatori locali.
Iran
Nel Iran l’inflazione è tornata a salire negli ultimi mesi, sospinta da fattori interni e dall’impatto delle sanzioni internazionali che limitano l’accesso ai mercati globali e alle infrastrutture di pagamento internazionali.
Per contrastare alcuni effetti della crisi valutaria il paese ha già intrapreso misure come la legalizzazione del mining di criptovalute e regolamentazioni specifiche per gli attori del settore, sebbene il quadro sia complesso a causa di tariffe energetiche elevate e controlli stringenti.
Nonostante i freni normativi e i limiti imposti dall’ambiente energetico, i flussi di asset digitali verso il paese sono in aumento, suggerendo un ruolo crescente delle criptovalute nell’economia informale e nelle attività di compensazione delle limitazioni finanziarie.
Nigeria
La Nigeria ha visto una riduzione dell’inflazione negli ultimi dodici mesi, tornata ai livelli più bassi degli ultimi tre anni grazie a miglioramenti nelle forniture alimentari e a una serie di riforme economiche, tra cui l’eliminazione di sussidi sui carburanti e la liberalizzazione dei cambi.
Il governo e la banca centrale hanno anche adottato aggiustamenti di politica monetaria che hanno incluso tagli al tasso di riferimento, mentre la popolazione continua a mostrare un forte interesse per le criptovalute, in particolare le stablecoin, usate come alternativa all’accesso limitato a valute estere e come protezione dall’inflazione.
Le soluzioni digitali emergono quindi non solo come strumento speculativo, ma anche come mezzo per affrontare problemi strutturali relativi all’accesso alle divise estere e alla conservazione del potere d’acquisto.
Considerazioni finali
In molte economie con elevata inflazione, le criptovalute e le stablecoin stanno diventando parte della risposta privata alle difficoltà monetarie, fornendo strumenti alternativi per la conservazione del valore e per le transazioni. L’adozione varia però molto a seconda del contesto istituzionale, del livello di regolamentazione e della disponibilità di infrastrutture digitali.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, la diffusione delle valute digitali solleva questioni complesse relative alla stabilità finanziaria, al controllo dei flussi di capitale e alla tutela dei consumatori, richiedendo un equilibrio tra innovazione, inclusione finanziaria e necessità di regolamentazione.
In definitiva, mentre l’inflazione globale mostra segnali di rallentamento, nei paesi dove le valute nazionali restano sotto forte pressione le criptovalute continueranno probabilmente a svolgere un ruolo significativo nella gestione del risparmio e nei meccanismi di scambio alternativi.