Bitcoin rischia di non toccare i 250.000 dollari entro la fine dell’anno, secondo Tom Lee
- 27 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Tom Lee, presidente di BitMine, ha attenuato la sua nota previsione di fine anno di 250.000 dollari per Bitcoin, ammettendo ora solo la possibilità che la criptovaluta riconquisti il massimo storico di ottobre pari a 125.100 dollari entro la fine dell’anno.
Tom Lee ha detto:
“Ritengo ancora molto probabile che Bitcoin superi i 100.000 dollari entro la fine dell’anno, e forse possa anche raggiungere un nuovo massimo.”
Si tratta della prima dichiarazione pubblica in cui Lee sembra stemperare il suo obiettivo di 250.000 dollari, proposto all’inizio del 2024 e ribadito nelle settimane successive. Quella previsione era considerata tra le più aggressive del settore; altri esponenti del comparto crypto, come Mike Novogratz, avevano osservato in ottobre che per raggiungere livelli così elevati sarebbero serviti eventi eccezionali.
Bitcoin mostra una flessione dell’1,85% nell’arco degli ultimi dodici mesi, ma la volatilità rimane un elemento centrale per l’andamento del mercato.
Lee ha inoltre sostenuto che alcuni dei giorni più forti per Bitcoin potrebbero ancora manifestarsi prima della fine dell’anno o nei prossimi mesi, sottolineando come il valore dell’asset tenda a concentrare i suoi guadagni in poche sessioni di trading all’anno.
La dinamica osservata negli anni è che buona parte dei rendimenti annui di Bitcoin si concentra in un numero ristretto di giorni — spesso indicati come le migliori 10 giornate dell’anno — rendendo difficile per gli investitori temporizzare l’esposizione senza la possibilità di prevedere tali picchi.
Come evidenziato anche da dirigenti del settore, gli investitori non possono sapere in anticipo quando si presenteranno quei giorni migliori: perdere anche solo le migliori 10 giornate storiche può significare rinunciare alla maggior parte dei rendimenti complessivi.
Nell’ultimo periodo considerato, le 10 giornate più forti hanno generato un rendimento aggregato significativo rispetto alla media del resto dell’anno, che in alcuni anni si è attestata su valori mediamente negativi.
La discesa iniziata il 10 ottobre è stata accentuata da una ondata di liquidazioni pari a circa 19 miliardi di dollari nel mercato crypto, evento scatenato dall’annuncio di dazi del 100% su alcune importazioni da parte del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Tale dichiarazione ha innescato vendite ravvicinate e amplificato la volatilità.
Dopo sei giorni consecutivi al di sotto dei 90.000 dollari, Bitcoin ha riconquistato nuovamente tale soglia nei giorni successivi, ma il percorso rimane caratterizzato da forti oscillazioni.
Storicamente, il mese di novembre è spesso risultato il periodo più favorevole per le performance medie di Bitcoin a partire dal 2013, benché ogni ciclo presenti variabili uniche e rischi associati all’attualità macroeconomica e regolamentare.
Timothy Peterson, economista specializzato in asset digitali, ha ipotizzato che il minimo del recente ciclo potrebbe essere già stato raggiunto o che potrebbe determinarsi nel breve termine, contribuendo così a una maggiore attenzione da parte degli investitori.
Valutazione delle previsioni e precedenti
Le previsioni pronunciate da Tom Lee in passato hanno mostrato alternanza tra successi e valutazioni ottimistiche non confermate dai fatti. Ad esempio, una previsione del 2018 ipotizzava livelli molto superiori entro pochi anni, andamento poi non realizzato nel ciclo immediatamente successivo.
Al contempo, Lee ha formulato anche stime che si sono rivelate più accurate: nel 2017 propose scenari in cui Bitcoin avrebbe potuto raggiungere quota 20.000 dollari in un arco pluriennale e, in un’ipotesi più ottimistica, 55.000 dollari. Quel percorso è poi effettivamente transitato attraverso soglie importanti nei cicli successivi.
La capacità di prevedere l’andamento futuro di Bitcoin è complicata dalla natura stessa dell’asset, che risente contemporaneamente di fattori macroeconomici, decisioni di politica commerciale, flussi istituzionali, notizie regolamentari e dinamiche di liquidità nelle piattaforme di scambio.
Per il mercato e per gli operatori finanziari, le previsioni pubbliche svolgono comunque un ruolo significativo: influenzano il sentiment, possono orientare le strategie di allocazione e generare movimenti di breve termine, specie quando provengono da figure riconosciute nel settore.
In questo contesto, gli investitori e i gestori di portafoglio sono chiamati a valutare scenari contrastanti, a diversificare l’esposizione e ad adottare strumenti di gestione del rischio, riconoscendo che le grandi oscillazioni di prezzo restano una caratteristica strutturale dell’asset.
La situazione attuale mantiene quindi un grado elevato di incertezza: le dichiarazioni di operatori come Tom Lee contribuiscono al dibattito, ma non eliminano la necessità di analisi fondate su dati, gestione prudente del rischio e attenzione agli eventi macro e regolatori che possono determinare movimenti improvvisi.