Manovra: 105 emendamenti bocciati, Bankitalia cede l’oro allo stato
- 26 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sono 105, in totale, gli emendamenti o parti di emendamento alla manovra che la presidenza della Commissione Bilancio del Senato ha dichiarato inammissibili. Di questi, 18 sono stati esclusi per materia e potranno essere sostituiti dai gruppi con altre proposte, mentre 87 sono stati bloccati per mancanza di coperture.
Tra le proposte che hanno superato il vaglio di ammissibilità figura l’emendamento sull’oro della Banca d’Italia, presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan. Il testo stabilisce che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del Popolo Italiano».
Sono rimasti salvi anche tre dei quattro emendamenti relativi alla sanatoria edilizia. È invece stato dichiarato inammissibile, per ragioni di coperture, l’emendamento che prevedeva l’obbligo per i Comuni di rilasciare i titoli abilitativi edilizi in sanatoria, in esito ai procedimenti istruiti secondo le norme indicate dalle leggi vigenti, entro il 31 marzo 2026.
Posizione della Banca centrale europea
Banca centrale europea ha detto:
“La Bce non è stata consultata dalle autorità italiane sulla bozza di emendamento, e non ha commenti da fare sul tema.”
La dichiarazione della Banca centrale europea è arrivata dopo l’ammissione dell’emendamento sul possesso delle riserve auree da parte dello Stato.
Emendamento sul MES bloccato
Non ha superato il vaglio tecnico, per carenza di coperture, l’emendamento della Lega che prevedeva di finanziare il Fondo per la riduzione della pressione fiscale tramite la cessione delle quote di contribuzione al capitale per la partecipazione al Meccanismo europeo di stabilità (MES). Si tratta di una proposta che proponeva un incremento pluriennale delle risorse a fronte della cessione di quote MES.
Claudio Borghi ha dichiarato:
“Ero inizialmente soddisfatto, perché l’emendamento da me ispirato poteva essere messo ai voti.”
Claudio Borghi ha aggiunto:
“Verificheremo la situazione: se il problema è legato alle coperture, lo sistemeremo, perché l’emendamento porta coperture.”
Respinto l’emendamento su compensi dei manager pubblici
Non è passato il controllo di ammissibilità l’emendamento presentato da Lega e Forza Italia che mirava a escludere dal calcolo del tetto delle retribuzioni della pubblica amministrazione i compensi erogati ai manager dalle società quotate, anche se soggette a controllo pubblico. Tra i firmatari figuravano i capigruppo al Senato Massimiliano Romeo per la Lega e Maurizio Gasparri per Forza Italia. La proposta è stata giudicata estranea per materia e quindi inammissibile.
Contesto istituzionale e prossime fasi
La decisione della presidenza della Commissione Bilancio del Senato segue le regole procedurali che disciplinano l’ammissibilità degli emendamenti: quelli ritenuti estranei per materia possono essere sostituiti dai gruppi con proposte conformi, mentre gli emendamenti bloccati per coperture dovranno essere rivisti o corredati di adeguati rifinanziamenti per poter essere riproposti.
L’esito dei controlli ha implicazioni politiche: alcune forze di maggioranza e opposizione potrebbero riformulare i testi o cercare soluzioni alternative in sede parlamentare per mantenere vivo il contenuto delle proposte. Proceduralmente, i gruppi hanno la possibilità di presentare nuovi emendamenti compatibili con la materia della manovra e con le esigenze di copertura finanziaria, mentre l’esame complessivo della legge finanziaria proseguirà secondo i tempi stabiliti dal calendario parlamentare.