Consigliere di Trump Kevin Hassett favorito per la presidenza della Fed, secondo un rapporto

Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca con una posizione favorevole alle criptovalute, è emerso come uno dei candidati principali per la guida della Federal Reserve quando il mandato di Jerome Powell terminerà a maggio.

Consiglieri e sostenitori del presidente Donald Trump lo considerano in vantaggio, soprattutto perché ha manifestato simpatia per l’obiettivo del presidente di ottenere tagli dei tassi per sostenere i mercati. Fonti vicine alla situazione indicano che questo orientamento lo pone tra i favoriti per la nomina.

Ruolo nella politica sulle risorse digitali

Hassett dirige il National Economic Council e sovrintende al gruppo di lavoro della Casa Bianca sulle risorse digitali istituito dal presidente all’inizio dell’amministrazione. Il gruppo ha pubblicato un rapporto che delinea elementi di politica pubblica e possibili approcci regolatori per le criptovalute e gli asset digitali.

Il gruppo di lavoro ha avuto il compito di valutare rischi e opportunità associati all’adozione diffusa degli asset digitali, proponendo linee guida per la collaborazione tra autorità di vigilanza, emittenti e piattaforme di scambio. Tali raccomandazioni mirano a bilanciare innovazione, protezione dei consumatori e stabilità finanziaria.

Partecipazioni finanziarie e incarichi precedenti

Di recente Hassett ha reso noto di detenere partecipazioni significative in azioni di Coinbase, e di aver percepito un compenso per la partecipazione in un consiglio consultivo istituito dall’exchange. In passato è stato inoltre membro del comitato consultivo di fondi specializzati in asset digitali, come One River Digital Asset Management, e ha ricoperto la carica di presidente del Council of Economic Advisers durante il primo mandato presidenziale.

Queste connessioni sollevano questioni di trasparenza e possibili conflitti di interesse: in sede di nomina a un incarico pubblico così rilevante, procedure di divulgazione e potenziali astensioni su decisioni che coinvolgono gli asset detenuti sono elementi che verranno valutati sia dai legislatori che dagli organismi di controllo etico.

Dichiarazioni pubbliche

Kevin Hassett ha detto:

“Certo, dovrei dire di sì, perché voglio servire il mio Paese e il mio presidente.”

Kevin Hassett ha aggiunto:

“Il presidente Trump e io ne abbiamo parlato a lungo.”

Altri nomi sul tavolo e posizioni su DeFi

Tra gli altri possibili candidati vengono indicati anche membri interni alla Federal Reserve. Tra questi figurano funzionari che hanno affrontato pubblicamente temi come la finanza decentralizzata e l’interazione tra banche tradizionali e protocolli digitali.

Chris Waller è stato citato come un profilo possibile; in passato ha illustrato agli operatori del settore bancario i potenziali sviluppi e i rischi legati alla finanza decentralizzata. Anche Michelle Bowman, vicepresidente con responsabilità anche nella vigilanza, è considerata una candidata plausibile.

Michelle Bowman ha detto:

“Gli staff della banca centrale dovrebbero poter investire quantità limitate in criptovalute per acquisire una comprensione pratica delle funzionalità sottostanti.”

Implicazioni per la politica monetaria

Chiunque venga scelto dal presidente sarà sottoposto a forti pressioni politiche per orientare la politica dei tassi nella direzione auspicata dall’esecutivo. Nell’anno in corso la Federal Reserve ha già operato due riduzioni dei tassi per un totale di 50 punti base, con l’obiettivo dichiarato di sostenere la crescita e i mercati finanziari.

Gli indicatori di mercato scontano oggi una probabilità elevata di un ulteriore taglio di 25 punti base in occasione della riunione di dicembre, riflettendo le aspettative degli operatori sui prossimi passi della banca centrale. La nomina del nuovo presidente avrà quindi un impatto immediato sulle attese di politica monetaria e sulla reattività degli investitori.

Questioni istituzionali e controllo

La nomina del presidente della Federal Reserve richiede la conferma del Senato e comporta valutazioni non solo sulle competenze tecniche del candidato ma anche sull’indipendenza della banca centrale. Rapporti pregressi con operatori del settore privato e interessi finanziari personali saranno esaminati durante il processo di conferma per garantire che le decisioni di politica monetaria siano prese nell’interesse pubblico.

Inoltre, il bilanciamento tra innovazione finanziaria e tutela della stabilità richiederà una stretta collaborazione con gli organismi di regolamentazione, i supervisori bancari e i legislatori. La scelta del prossimo presidente influenzerà il grado di attenzione riservato a temi quali la regolamentazione degli asset digitali, la gestione del rischio sistemico e la protezione dei risparmiatori.