Lombard Odier avverte: stretta fiscale in arrivo nel Regno Unito, ma la politica monetaria manterrà stabile la crescita

Nel report CIO Office Viewpoint di Lombard Odier, a firma di Bill Papadakis (Senior Macro Strategist) e Sami Pepin (Fixed Income Strategist), si analizzano le possibili misure del prossimo Autumn Budget britannico e le ricadute su inflazione, mercati obbligazionari e valute. Il Regno Unito, in un contesto di finanze pubbliche sotto pressione, si prepara a una manovra orientata al consolidamento fiscale, accompagnata da un allentamento monetario significativo nel 2026.

Una manovra difficile tra rigore fiscale e vincoli politici

Secondo Lombard Odier, il governo guidato da Keir Starmer dovrà adottare una manovra di bilancio politicamente delicata, pensata per rafforzare la credibilità fiscale senza deprimere ulteriormente la crescita. La Cancelliere Rachel Reeves sarà chiamata a colmare un disavanzo stimato in 20 miliardi di sterline, puntando su aumenti delle imposte piuttosto che su tagli alla spesa, considerati troppo controversi all’interno del Partito Laburista.

Tra le possibili misure previste figurano il congelamento delle soglie di reddito per le imposte, l’aumento delle tasse patrimoniali e la revisione del trattamento fiscale su pensioni, rendite da locazione e capital gain. Parallelamente, il governo potrebbe introdurre misure per mitigare il caro vita, come il congelamento delle accise sui carburanti o il taglio dell’IVA sulle bollette energetiche.

Crescita stabile, inflazione in calo e tassi in discesa

Il rallentamento della domanda interna potrebbe contribuire a ridurre l’inflazione, attesa in calo dal 3,1% nel 2025 al 2% nel 2026. La Bank of England dovrebbe iniziare a tagliare i tassi già da dicembre, con un approdo al 2,75% entro l’autunno 2026, livello inferiore a quanto attualmente previsto dal mercato.

La combinazione tra stretta fiscale e stimolo monetario dovrebbe permettere all’economia britannica di mantenere una crescita stabile attorno all’1,3% annuo tra 2025 e 2026.

Gilts favoriti nel portafoglio obbligazionario

Lombard Odier mantiene una view positiva sui titoli di Stato britannici (Gilts), in particolare sulle scadenze 5-7 anni, grazie all’elevato rendimento reale e al potenziale di apprezzamento in uno scenario di calo dei tassi. Il term premium elevato, legato all’incertezza fiscale, potrebbe ridursi se la manovra dovesse rassicurare i mercati sulla sostenibilità del debito.

Inoltre, il rallentamento del quantitative tightening della BoE (che dal 2022 sta vendendo Gilts) potrebbe contribuire ad alleviare la pressione sul mercato obbligazionario.

Posizione neutrale sull’azionario UK, sterlina in calo sull’euro

Gli strategist adottano ora una posizione neutrale sulle azioni UK, dopo anni di sottoperformance. Il mercato britannico appare sottovalutato, con un dividend yield del 3,5% e una possibile ripresa degli utili nel 2026, favorita dal calo dei tassi e dall’espansione dei margini. Tuttavia, il fragile contesto politico e fiscale impedisce un giudizio più ottimistico.

In ambito valutario, si prevede un indebolimento della sterlina rispetto all’euro, con un cambio EUR/GBP a 0,92, minimo dal post-Brexit. Al contrario, un modesto rafforzamento della sterlina contro il dollaro (GBP/USD a 1,33) è atteso nel 2026, pur in un contesto di volatilità.