Campari in bilico: ipotesi di cessione di Averna, Braulio e Zedda Piras
- 24 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Campariè tornata sotto osservazione a Piazza Affari (FTSE MIB) per l’ipotesi di cessione di tre marchi di amari storici del gruppo.Averna,BraulioeZedda Piras, che insieme svilupperebbero un fatturato annuo stimato intorno a 80 milioni di euro, pari a circa il 2,5% del giro d’affari complessivo del gruppo.
Secondo ricostruzioni, i tre brand coinvolti sarebbero Averna, Braulio e Zedda Piras, che insieme svilupperebbero un fatturato annuo stimato intorno a 80 milioni di euro, pari a circa il 2,5% del giro d’affari complessivo del gruppo.
La redditività di questi prodotti risulterebbe comunque inferiore alla media del gruppo: gli analisti indicano un gross margin ipotetico nella fascia del 25-30%, a fronte di un margine aggregato del gruppo vicino al 42%.
Contesto e dettagli dell’operazione
Nel corso delle recenti comunicazioni istituzionali il management ha tracciato la strategia di concentrazione sulle marche con maggiore potenziale globale, ritenendo cedibili una trentina di brand che oggi rappresenterebbero circa il 9% dei ricavi.
Il ceo Simon Hunt ha sottolineato l’intenzione del gruppo di focalizzarsi sui marchi più redditizi e con prospettive di crescita internazionale, citando in modo esemplificativo nomi come Aperol, Espolòn, Campari, Courvoisier e Wild Turkey.
Valutazioni e impatto sul gruppo
Gli osservatori di mercato hanno provato a quantificare l’effetto di una potenziale dismissione: applicando multipli recenti rilevati in operazioni comparabili, l’operazione potrebbe generare un significativo incasso di cassa senza alterare profondamente il profilo valutativo del gruppo.
Gli analisti di Equita hanno osservato:
“Ipotizzando valutazioni simili a quelle recentemente realizzate su Cinzano (1,3 volte il rapporto tra ev e fatturato), potremmo stimare anche in questo caso un cash-in di cassa di circa 100 milioni, con un impatto trascurabile sulla valutazione.”
Sempre secondo le stime di Equita, la cessione sarebbe coerente con la strategia di razionalizzazione del portafoglio; gli analisti hanno inoltre ribadito la raccomandazione di acquisto sul titolo Campari, con un prezzo obiettivo indicativo a 8 euro per azione.
Gli stessi analisti suggeriscono anche un giudizio positivo su NewPrinces (consiglio ‘Buy’ con target a 30,5 euro) nella misura in cui questa società riuscisse ad acquisire i tre marchi di amaro, operazione che potrebbe accelerare lo sviluppo nel segmento spirits per la nuova divisione Princes Ready To Drink, nata dopo l’acquisizione dell’ex impianto di Diageo in Piemonte.
Equita mette però in guardia sul fatto che NewPrinces non esercita il controllo diretto sulla distribuzione nel canale Ho.Re.Ca. e probabilmente dovrebbe appoggiarsi a partner terzi per garantire la copertura commerciale necessaria.
Possibili acquirenti e considerazioni strategiche
Tra i soggetti indicati come potenzialmente interessati figurano, oltre a NewPrinces, realtà già attive nel segmento degli amari come Montenegro, Ilva Saronno, Gruppo Lucano e Fratelli Branca Distillerie.
L’acquisizione dei marchi potrebbe rappresentare per questi operatori un’opportunità di crescita rapida nel segmento spirits, consentendo sinergie industriali e commerciali, nonché il rafforzamento delle linee di prodotto dedicate ai consumi moderati e ready-to-drink.
Gli analisti di Intermonte hanno spiegato:
“L’uscita da brand italiani storici, emotivamente rilevanti ma non prioritari sul piano strategico, è perfettamente in linea con la direzione già tracciata dalla recente vendita di Cinzano; in prospettiva, la razionalizzazione dovrebbe migliorare la qualità del mix, liberare risorse da reinvestire e aumentare la focalizzazione operativa. Per un gruppo che punta a far crescere ulteriormente Aperol e gli altri global icons, si tratta di un passo logico e atteso.”
Nel complesso, la possibile dismissione viene interpretata dagli operatori come un movimento tattico volto a concentrare capitale e attenzione sulle ‘global icons’ del gruppo, migliorando marginalità e qualità del portafoglio. Tuttavia, le condizioni definitive dell’eventuale vendita, il prezzo e le modalità di integrazione da parte degli acquirenti rimangono elementi chiave per valutare l’impatto finale sul valore e sui risultati operativi del gruppo.
Sul piano di mercato, qualsiasi annuncio ufficiale potrà determinare reazioni fisiologiche sul titolo e richiederà tempo per tradursi in effetti operativi concreti, soprattutto sul fronte della distribuzione e della protezione del valore dei marchi ceduti.