Manovra d’autunno si profila come cruciale per la finanza delle piccole e medie imprese

Il tessuto delle piccole imprese attende con attenzione la dichiarazione di bilancio autunnale del 26 novembre presentata da Rachel Reeves, accompagnata da un elenco di richieste mirate a mitigare gli effetti delle misure fiscali introdotte nella precedente tornata.

Tra le possibili misure attese si parla di protezioni specifiche per le micro e piccole imprese, con interventi mirati su business rates e sull’employment allowance, il bonus fiscale che lo scorso anno è stato ampliato per compensare in parte l’aumento delle NICs (contributi previdenziali dei datori di lavoro).

Rilevazioni sulle imprese: impatti già percepiti

Un sondaggio realizzato su 1.000 responsabili di credito e decisori di piccole e medie imprese, commissionato da Paragon Bank, mostra che molte imprese hanno già subito gli effetti delle misure introdotte nell’ultima legge di bilancio. Tra gli impatti più citati figurano l’aumento dei contributi a carico del datore di lavoro (NICs, segnalato dal 73% degli intervistati), l’incremento della corporation tax (69%), l’aumento del minimum wage (64%) e la modifica della tassazione sulle capital gains (59%), tutte misure con applicazione prevista da aprile 2025.

Il medesimo sondaggio evidenzia che il 42% degli intervistati vorrebbe che il Governo desse priorità a tasse e costi nel prossimo bilancio. Altre questioni ritenute cruciali dalle imprese sono la riforma della tassazione delle imprese (36%), i business rates (35%), incentivi per innovazione e investimenti (30%), politiche per competenze e formazione (27%) e l’accesso al credito (26%).

Pressioni e richieste ripetute

Un’analoga indagine condotta da Simply Asset Finance conferma queste priorità, con le imprese che richiedono misure per «sbloccare la produttività», inclusa una maggiore disponibilità di prestiti garantiti dallo Stato.

Mike Randall ha dichiarato:

“Il Governo si trova davanti a una finestra critica: le decisioni giuste possono sbloccare crescita e aumentare la produttività… quelle sbagliate rischiano di arrestare il momentum.”

Nonostante le difficoltà generali, molte PMI restano ottimiste sulla possibilità di crescita a livello aziendale. Tuttavia, come sottolinea Derek Ryan, managing director per il Regno Unito di Bibby Financial Services, l’aumento dei costi e l’incertezza economica spingono una quota significativa di imprese a rimandare decisioni di investimento fino a dopo il bilancio.

Indice e sentiment delle imprese

Il Small Business Index compilato dalla Federation of Small Businesses (FSB) mostra un peggioramento del sentiment nelle ultime trimestri: l’indice è sceso a -58 punti nel terzo trimestre del 2025, contro un già debole -44 del secondo trimestre. Tale andamento ha portato la FSB a invitare il Governo a interpretare il dato come un segnale allarmante e ad adottare misure incisive.

Resilienza e fattori strutturali

Le piccole imprese hanno dimostrato una notevole resilienza, frutto di un contesto difficile protrattosi per oltre un decennio: politiche di austerità, eventi politici nazionali e internazionali, la pandemia da Covid-19 e la successiva fase inflattiva hanno imposto continui adattamenti.

John Phillipou, managing director per il finanziamento alle PMI di Paragon Bank, evidenzia che quella odierna è la somma di molteplici shock che le imprese hanno dovuto assorbire nel tempo e che influenzano la loro capacità di investimento e crescita.

Interventi pratici e casi di supporto

Ed Rimmer, CEO di Time Finance, osserva che numerosi clienti si adattano diversificando attività e prodotti per fronteggiare il cambiamento, ma che le pressioni sui costi e la complessità della normativa sul lavoro costituiscono onerosi impegni di risorse per le piccole imprese.

Ed Rimmer ha dichiarato:

“Vediamo molti clienti PMI adattarsi, evolversi e diversificare in un contesto di cambiamento e sfida.”

Rimmer racconta inoltre un caso pratico in cui la sua società ha fornito un intervento finanziario risolutivo a un produttore di mobili tradizionale che aveva perso il 50% del fatturato dopo la cessazione di un cliente importante ed era vicino all’insolvenza.

Ed Rimmer ha dichiarato:

“Il nostro team ha strutturato una soluzione di asset-based lending da £1,6 milioni, combinando un finanziamento su fatture e un prestito immobiliare. Questo ha permesso al cliente di costituire una nuova società, ristrutturare il debito, riacquisire gli asset e ottenere capitale circolante dal primo giorno. L’intera operazione è stata conclusa in due settimane, dimostrando non solo le pressioni a cui molte PMI sono sottoposte, ma anche l’impatto trasformativo che una finanza aziendale ben strutturata può offrire.”

Richieste concrete al Governo

Secondo Bibby Financial Services, il 37% delle imprese intervistate vorrebbe una riduzione dei business rates e circa un quarto auspica la reintroduzione delle condizioni precedenti all’aumento dei contributi datore di lavoro (NICs), vista la pressione su margini già compressi.

Le imprese chiedono anche misure più chiare per sostenere il commercio internazionale, con accordi di scambio che aprano opportunità sui mercati esteri e misure mirate per compensare dazi e barriere commerciali, in particolare verso gli Stati Uniti.

Nel contempo viene riconosciuto il ruolo essenziale dei finanziatori nel fornire soluzioni flessibili e accessibili; il Governo è chiamato a favorire un contesto creditizio competitivo che mantenga flussi di finanziamento attivi e sostenibili.

Paragon Bank sottolinea che le PMI vogliono soprattutto chiarezza dalle decisioni di bilancio. Le imprese comprendono la necessità di scelte difficili per riequilibrare i conti pubblici, ma l’incertezza normativa e fiscale ostacola pianificazione e investimenti.

Azioni alternative e soluzioni finanziarie

Tra le soluzioni operative che possono alleggerire la pressione sulle imprese figurano strumenti di invoice finance e iniziative per contrastare i ritardi nei pagamenti commerciali, fenomeno che limita gravemente la liquidità e la capacità di crescita.

Negli ultimi anni il Governo ha provato a intervenire, rafforzando codici di pagamento e introducendo obblighi di rendicontazione per le grandi aziende, oltre alla figura del Small Business Commissioner per le controversie, ma i risultati sono stati ritenuti finora insufficienti dagli operatori del settore.

Le imprese chiedono inoltre che il bilancio fornisca non solo misure fiscali ma una narrativa chiara su come il Governo intende stimolare investimenti e produttività, sostenendo nel contempo l’attività della British Business Bank e semplificando gli oneri amministrativi.

Il cancelliere aveva annunciato l’impegno a ridurre la burocrazia per un valore di £6 miliardi durante il primo Regional Investment Summit tenuto a Birmingham in ottobre; molte imprese ora chiedono concretezza e tempi certi nell’attuazione di quei tagli.

Conclusione: attese e incognite

Per le piccole e medie imprese il bilancio autunnale rappresenta un appuntamento cruciale: le misure annunciate potranno aumentare la fiducia e sbloccare investimenti, oppure aggiungere ulteriori oneri in un contesto già fragile. Resta da vedere se Rachel Reeves risponderà con misure concrete per ridurre l’incertezza e sostenere la crescita delle PMI.



Author: Tony
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