La Fed interverrà per salvare i mercati?

I mercati statunitensi sembrano destinati a proseguire il rimbalzo innescato venerdì, con le speranze degli investitori concentrate su un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve previsto a dicembre. La domanda centrale rimane tuttavia fino a che punto i corsi potranno recuperare terreno dopo le forti perdite registrate nelle ultime settimane.

Abbiamo inoltre lanciato il nuovo podcast quotidiano Morning Bid, disponibile in formato audio e video, dove giornalisti finanziari discutono dei temi più rilevanti nei mercati sette giorni su sette. Tra i partecipanti figura Mike Dolan, che approfondisce regolarmente le dinamiche macro e di mercato.

Oggi nei mercati

La giornata è iniziata con i futures sull’indice S&P 500 in rialzo di circa lo 0,3% e quelli sul Nasdaq tecnologico in crescita dello 0,5%, pronti a proseguire i guadagni ottenuti venerdì quando commenti di un membro influente della Fed avevano alimentato le attese per una riduzione dei tassi.

Le probabilità implicite di un taglio dei tassi a dicembre sono salite intorno al 60% dagli circa 40% di giovedì, tuttavia i future hanno già ridimensionato parte dei rialzi prima dell’apertura degli scambi statunitensi. Gli indici restano comunque avviati verso il peggior mese da marzo, con il Nasdaq che continua a segnare perdite superiori al 6% su base mensile.

Il recupero dei mercati è ostacolato da diversi elementi: valutazioni nel settore dell’intelligenza artificiale che restano un fattore di rischio, l’attesa per i dati occupazionali di ottobre e novembre — fondamentali per le prospettive sui tassi — che saranno pubblicati solo dopo la riunione di dicembre della Fed, e divisioni tra i responsabili di politica monetaria sul percorso futuro.

John Williams ha dichiarato:

“la banca può tagliare i tassi nel prossimo futuro”.

Posizioni della politica monetaria

Tra i banchieri centrali emergono posizioni divergenti. La presidente della Federal Reserve di Boston, Susan Collins, ha dichiarato di essere ancora incline a non sostenere un taglio a dicembre, sottolineando che le decisioni dovranno basarsi sui dati in arrivo.

Nei prossimi giorni i mercati dovranno digerire diversi indicatori macroeconomici statunitensi, tra cui vendite al dettaglio, prezzi alla produzione e richieste di sussidi di disoccupazione, dati che potrebbero ridefinire le aspettative sui tassi e quindi l’andamento azionario.

Fattori geopolitici e settoriali

I negoziati tra Stati Uniti e Ucraina per un possibile piano di pace con la Russia rimangono al centro dell’attenzione: le due parti hanno concordato di rivedere una proposta precedente giudicata troppo favorevole a Mosca, offrendo così un possibile alleggerimento delle tensioni che pesano sui prezzi delle materie prime e sui titoli della difesa.

Stati Uniti e Ucraina hanno detto:

“abbiamo redatto un ‘quadro di pace perfezionato’.”

Le azioni del settore difesa, pur avendo registrato forti rialzi durante l’anno, hanno mostrato nuovi segnali di debolezza, scivolando ai minimi da agosto. Allo stesso tempo, i mercati dell’energia sono sensibili ai progressi diplomatici: i prezzi del petrolio si sono attenuati sulla speranza di un cessate il fuoco supportato dagli Stati Uniti, mentre gli spread sul diesel restano elevati a causa di un’offerta globale ancora compressa.

L’esito del vertice sul clima COP30 ha suscitato reazioni miste: la mancata menzione esplicita dei combustibili fossili nel comunicato finale è stata interpretata da alcuni osservatori come il miglior risultato realisticamente ottenibile, considerando gli equilibri geopolitici e le diverse priorità nazionali.

Nel settore minerario, gli investitori di BHP hanno suggerito di concentrare gli sforzi sulla strategia di crescita piuttosto che dedicare risorse ad azioni difensive nei confronti di Anglo American, mentre la potenziale fusione tra quest’ultima e la canadese Teck Resources rimane sotto osservazione.

Altri indicatori e scadenze

Il dollaro si mantiene leggermente più debole rispetto a un paniere di valute, mentre i rendimenti delle obbligazioni del Tesoro statunitense sono sostanzialmente stabili dopo cali significativi la scorsa settimana. Tuttavia la volatilità resta evidente: Bitcoin è scivolato intorno al 2% e si è riportato poco sopra soglie psicologiche importanti, mentre gli operatori continuano a monitorare possibili interventi sul yen da parte delle autorità giapponesi, soprattutto in periodi di scarsa liquidità.

Sul fronte fiscale, il Regno Unito si prepara al budget di mercoledì in cui la ministra delle finanze Rachel Reeves dovrà convincere i mercati della credibilità delle misure di risanamento dopo inversioni di policy. Intanto, una notizia positiva di natura creditizia è arrivata per la Italia, che ha beneficiato di un miglioramento del rating da parte di Moody’s, il primo aumento in oltre vent’anni.

Tra gli eventi finanziari in agenda segnaliamo un’asta biennale di titoli del Treasury per circa 69 miliardi di dollari e diverse trimestrali societarie che potrebbero influenzare il sentiment, tra cui quelle di Agilent Technologies, Symbotic Inc, Keysight Technologies, Woodward Inc e Zoom.

Implicazioni per gli investitori

Gli investitori devono bilanciare l’ottimismo per un possibile taglio dei tassi con i rischi derivanti dai dati reali dell’economia e dall’incertezza geopolitica. I prossimi rapporti sul lavoro e i dati sull’inflazione e la produzione saranno determinanti per valutare se la Fed avrà margine per allentare la politica monetaria senza compromettere la stabilità dei prezzi.

Un approccio prudente potrebbe privilegiare la diversificazione e l’attenzione alle posizioni sensibili ai tassi e alla domanda energetica globale, evitando di basare strategie su aspettative troppo ottimistiche di rialzo immediato dei mercati azionari.



Author: Tony
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