I sostenitori della strategia e la comunità BTC danno slancio al boicottaggio contro JP Morgan
- 24 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La comunità di sostenitori di Bitcoin e gli investitori collegati alla società con tesoreria in criptovalute Strategy hanno intensificato domenica le proteste e le richieste di boicottaggio nei confronti di JP Morgan, dopo la diffusione di una nota di ricerca che riportava l’intenzione di MSCI di escludere le società con riserve in criptovalute dai propri indici a partire da gennaio 2026.
Reazioni della comunità Bitcoin
La condivisione della bozza di cambiamento dei criteri da parte di JP Morgan ha provocato reazioni immediate sui social e tra gli investitori in criptovalute, con appelli a ritirare depositi o a compiere azioni legali contro la banca e messaggi che invitano all’acquisto strategico di asset crypto per contrastare l’istituzione finanziaria.
Grant Cardone said:
“Ho appena ritirato 20 milioni di dollari da Chase e li sto denunciando per cattiva condotta sulle carte di credito.”
Max Keiser said:
“Affondare la JP Morgan e comprare Strategy e BTC.”
Questi messaggi hanno alimentato un movimento online volto a boicottare la banca, mentre la discussione più ampia si concentra sulle conseguenze pratiche che l’esclusione dagli indici può avere sulle società con importanti riserve in criptovalute.
Che ruolo ha MSCI e perché conta
MSCI, in passato nota come Morgan Stanley Capital International, è un provider di indici che definisce i criteri per l’inclusione in numerosi benchmark seguiti globalmente. Le modifiche ai criteri di un indice possono tradursi in spostamenti automatici di capitali, poiché fondi indicizzati e gestori passivi replicano la composizione degli indici per rispettare mandate e benchmark.
Se una società viene rimossa da un indice come conseguenza dei nuovi criteri, i fondi che replicano quell’indice potrebbero dover vendere le sue azioni, generando pressioni di vendita significative e potenzialmente influenzando il prezzo degli asset sottostanti se la società detiene grandi quantità di criptovalute.
La posizione di Strategy e la replica del fondatore
La società Strategy è entrata nel Nasdaq 100 a dicembre 2024, ottenendo così esposizione a flussi di capitale passivi allocati agli indici tecnologici e a fondi che seguono quel benchmark.
Michael Saylor said:
“Strategy non è un fondo, non è un trust e non è una holding.”
Michael Saylor said:
“I fondi e i trust detengono passivamente attività. Le holding mantengono investimenti. Noi creiamo, strutturiamo, emettiamo e operiamo.”
Saylor ha inoltre descritto Strategy come una società di finanza strutturata garantita da Bitcoin, sottolineando la natura operativa e strutturale dell’impresa rispetto ad asset manager o entità passive.
Le conseguenze pratiche del criterio proposto
Secondo la bozza resa nota, il nuovo criterio proposto da MSCI determinerebbe la perdita dello status di inclusione per qualsiasi società la cui tesoreria superi il 50% del bilancio in criptovalute. Tale soglia obbligherebbe le società coinvolte a una scelta strategica: ridurre la quota di asset in criptovalute sotto il limite per rimanere nell’indice oppure uscire dall’indice e perdere i flussi di capitale passivo associati.
Un’uscita forzata dagli indici potrebbe scatenare vendite automatiche da parte di fondi indicizzati e veicoli istituzionali che replicano gli indici, con un impatto potenzialmente amplificato sui mercati delle criptovalute, specialmente se più società con ampie riserve fossero interessate contemporaneamente.
Gli analisti evidenziano che pressioni di vendita di consistenti volumi di asset digitali potrebbero deprimere i prezzi a breve termine e aumentare la volatilità, oltre a porre questioni di liquidità per asset meno scambiati.
Implicazioni regolamentari e di mercato
La vicenda solleva questioni più ampie sulla relazione tra indici finanziari, gestione passiva e asset digitali, e mette in luce il ruolo decisionale degli operatori che definiscono i criteri di ammissione. Regolatori e istituzioni di mercato osservano con attenzione questi sviluppi per valutare se siano necessari interventi che garantiscano stabilità e trasparenza nei meccanismi di replica degli indici.
Per le società con esposizione in criptovalute la modifica dei criteri comporta potenziali ripercussioni sul valore delle azioni, sulla disponibilità di capitale a basso costo e sulla strategia aziendale, obbligando i consigli di amministrazione e i gestori a valutare misure di adeguamento o comunicazioni agli investitori più frequenti e dettagliate.
Cosa monitorare nelle prossime settimane
Gli investitori e gli osservatori dovrebbero seguire tre elementi chiave: la definizione finale dei criteri da parte di MSCI, le risposte formali delle società coinvolte tra cui Strategy, e le reazioni dei grandi fondi indicizzati che potrebbero essere costretti a ricostruire portafogli in base alle nuove regole.
In un contesto in rapido cambiamento, la comunicazione trasparente delle società interessate e il dialogo tra fornitori di indici, regolatori e operatori di mercato saranno determinanti per mitigare rischi sistemici e per consentire una transizione ordinata qualora le modifiche vengano confermate.