Inglese e nuovi master: la ricerca spinge Liuc verso il futuro
- 22 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Anna Gervasoni, a un anno dalla nomina a rettrice della Libera Università Carlo Cattaneo (LIUC), traccia un bilancio delle iniziative avviate e dei progetti in corso, con un’attenzione marcata all’internazionalizzazione e al rafforzamento dei legami con il sistema imprenditoriale della zona di Castellanza.
Bilancio del primo anno
Anna Gervasoni ha dichiarato:
“Le novità già messe a terra sono numerose, ci presentiamo con un percorso formativo aggiornato e investimenti avviati: la concorrenza certamente è valida ma crediamo fortemente nel nostro posizionamento.”
Il lavoro del primo anno è stato impostato su due direttrici: consolidare l’identità del campus e aprire nuove opportunità formative e di ricerca. L’ateneo, nato dall’iniziativa di imprenditori locali, punta a coniugare didattica, esperienze internazionali e collaborazione con le imprese.
Internazionalizzazione e offerta formativa
Anna Gervasoni ha spiegato:
“Da sempre grazie alle 140 università partner, abbiamo ogni anno centinaia di studenti in arrivo dall’estero per esperienze di scambio, che allo stesso modo offriamo a tutti i nostri iscritti. Ma ora, per la prima volta, ci sono una ventina di immatricolati in arrivo da altri paesi. L’obiettivo ragionevole è portarli a 100-150, tenendo conto dei nostri numeri complessivi, che vedono un bacino di 2.500 giovani che non vogliamo far crescere troppo: andare oltre significherebbe snaturare la nostra attività e perdere qualità.”
La strategia di internazionalizzazione si colloca entro il perimetro di un’università relativamente contenuta per numeri: l’aumento degli studenti stranieri è mirato e graduato per tutelare la qualità dell’offerta e l’esperienza residenziale tipica del campus.
Il modello dell’ateneo, che combina percorsi in economia e ingegneria, si propone come alternativa ai grandi atenei di Milano, valorizzando la vita di campus e le partnership con le imprese locali, elementi considerati centrali per l’orientamento e l’inserimento professionale dei laureati.
Nuovi corsi e formazione in inglese
Per il prossimo anno accademico la LIUC introduce nuovi percorsi in italiano — tra cui un indirizzo in management della musica e entertainment e una magistrale in risorse umane e management digitale — e potenzia l’offerta in inglese con proposte come il dual degree in Business and Engineering e la triennale in turismo e ospitalità. È stato inoltre lanciato un dottorato in amministrazione aziendale (DBA) focalizzato su Quantum Leadership.
Anna Gervasoni ha spiegato:
“L’offerta formativa in inglese è stata in questo modo completata sui tre livelli, mentre in parallelo abbiamo potenziato i percorsi esistenti. L’idea di fondo era quella di ripensare programmi e percorsi, puntando ad attrarre anche nuovi target, come i soggetti che già lavorano e che hanno comunque l’obiettivo di sviluppare le proprie capacità e opportunità di carriera.”
Accanto alle lauree, sono stati rivisti i master universitari e inseriti contenuti legati all’intelligenza artificiale. L’ateneo prevede inoltre attività didattiche e formative occasionali nella città di Milano per facilitare collaborazioni con partner editoriali e settoriali, senza modificare il baricentro operativo della sede di Castellanza.
Anna Gervasoni ha detto:
“Non si tratta di un ingresso strutturale ma di una scelta da adottare in singole situazioni. La partnership con Pambianco nel nuovo master sul Made in Italy rende ad esempio naturale questo approccio, così come logico è prevedere almeno un giorno alla settimana di trasferta nel capoluogo quando si trattano i temi del Fintech. Il nostro posizionamento tuttavia non cambia, siamo radicati qui a Castellanza e l’esperienza del campus è un valore aggiunto che vogliamo valorizzare.”
Ricerca, infrastrutture e rapporto con le imprese
La programmazione prevede un forte investimento in infrastrutture di ricerca: è in fase di avvio un nuovo laboratorio di 2.600 metri quadrati che concentrerà le attività attualmente distribuite su sedi diverse, con l’obiettivo di favorire l’interdisciplinarità e l’interscambio tra gruppi di lavoro.
Anna Gervasoni ha dichiarato:
“Investimento da 10 milioni che ci consentirà di radunare i 19 centri di ricerca che al momento sono sparsi in varie sedi: sarà anche un modo per accelerare lo scambio di competenze, mattone che sarà pietra fondante di Mill, il nuovo progetto di Fabbrica del sapere e saper fare di Confindustria Varese che renderà ancora più stretto il legame con le imprese.”
Il nuovo hub di ricerca è pensato per aumentare la capacità di trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo locale e per creare sinergie tra studenti, docenti e aziende, con benefici attesi in termini di occupabilità e innovazione.
Tra le iniziative per sostenere l’imprenditorialità giovanile spiccano il Business Angel Hub, una piattaforma di incontro tra start-up e investitori, e il progetto Restart, che mette a disposizione dei laureandi risorse per affiancare imprese tradizionali nella cosiddetta “doppia transizione” verso la digitalizzazione e la sostenibilità.
Anna Gervasoni ha spiegato:
“Nella prima edizione abbiamo già ricevuto nove dossier, ciascuno affidato a un mentore che accompagnerà i ragazzi in questo percorso. Al contrario, con il progetto Restart offriamo agli imprenditori tradizionali un laureando che possa aiutare l’impresa nella doppia transizione. Anche in questo caso vogliamo innovare, andando oltre il concetto di stage o tirocinio tradizionale.”
Il modello di mentoring e l’integrazione tra formazione e impresa mirano a creare percorsi di accompagnamento concreti per trasformare idee in progetti finanziabili e imprese pronte ad adottare soluzioni digitali e sostenibili.
Occupazione e mobilità dei laureati
Il fenomeno della mobilità post-laurea rimane un tema centrale: molti giovani scelgono di trasferirsi all’estero in cerca di condizioni economiche e abitative migliori. L’ateneo ha avviato un progetto di ricerca per quantificare e comprendere le ragioni di questo flusso e per identificare possibili misure correttive.
Anna Gervasoni ha osservato:
“In Italia esiste certamente un problema di stipendi e credo quindi che sia importante lavorare su questo aspetto, oltre che sulla casa a costi accessibili, altro nodo rilevante. Disperdere questo investimento in formazione è davvero un peccato, stiamo offrendo al mondo delle competenze eccezionali che potrebbero invece dare un grande contributo qui.”
Per ridurre la fuga di talenti, la strategia dell’università prevede un mix di misure: potenziare tirocini di qualità, facilitare l’incontro con investitori e imprese, ampliare l’offerta formativa pensata per il mondo del lavoro e migliorare il supporto alla mobilità interna degli studenti.
Nei prossimi mesi la LIUC continuerà a consolidare le iniziative già avviate, con interventi su infrastrutture, ricerca e internazionalizzazione, mantenendo l’obiettivo di offrire percorsi formativi rilevanti per il mercato del lavoro senza perdere la caratteristica esperienza di campus che contraddistingue l’ateneo.