Dalla Bei un milione per rafforzare l’inclusione nei paesi del vicinato Ue
- 22 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La nuova iniziativa europea denominata GESI (Gender and Social Inclusion) punta a finanziare almeno cinque progetti pilota nei paesi del cosiddetto Partenariato orientale — Ucraina, Moldavia, Georgia e Armenia — e nel Vicinato Meridionale — Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania. Promossa dalla Banca europea per gli investimenti e dalla Fondazione europea per la formazione (ETF), l’iniziativa mira a garantire che gli investimenti generino risultati concreti in termini di parità di genere, inclusione sociale e sviluppo delle competenze.
Il programma è dotato di un finanziamento complessivo di un milione di euro per tre anni, erogato attraverso due fondi gestiti dalla Banca europea per gli investimenti. L’obiettivo è supportare i beneficiari dei finanziamenti Bei nell’integrazione di criteri di inclusione e parità di genere nei progetti infrastrutturali e di sviluppo, affinché gli investimenti pubblici producano vantaggi effettivi per donne, giovani e altri gruppi vulnerabili.
I principali interlocutori saranno enti pubblici e istituzioni che pianificano e realizzano grandi investimenti nei paesi partner: ministeri, agenzie pubbliche e imprese a controllo statale. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di cooperazione economica e di politica estera e interessa direttamente anche l’Italia, dato che tra i paesi coinvolti figurano destinazioni incluse nel Piano Mattei come la Tunisia e l’Egitto, mentre i Balcani occidentali restano una priorità strategica per il governo italiano.
Obiettivi e ambito di intervento
La struttura di assistenza tecnica si propone di trasformare gli investimenti in opportunità sociali misurabili, favorendo innanzitutto l’inclusione di genere e la partecipazione di gruppi tradizionalmente svantaggiati. A valle della fase pilota, gli strumenti e le metodologie sviluppate potranno essere replicati in altri progetti finanziati dalla Banca europea per gli investimenti nei paesi limitrofi all’Unione.
Gli interventi programmati comprenderanno analisi del contesto sociale, linee guida per l’integrazione delle pari opportunità nei progetti infrastrutturali e misure per favorire l’accesso alla formazione e all’occupazione per categorie a rischio di esclusione.
Ruolo della ETF e attività previste
Alla Fondazione europea per la formazione (ETF) è affidato il compito di valutare il potenziale di sviluppo delle competenze connesse agli investimenti, erogare percorsi di formazione, offrire assistenza tecnica ai soggetti locali e rafforzare le capacità istituzionali dei partner. L’ETF, nata nel 1994 per sostenere le riforme nei settori dell’istruzione e della formazione nei paesi in transizione, mette a disposizione competenze metodologiche e strumenti di monitoraggio.
Queste attività includono la valutazione delle esigenze formative nel mercato del lavoro locale, l’elaborazione di curricula professionali coerenti con i progetti infrastrutturali e il supporto alla creazione di percorsi di apprendimento che facilitino l’inserimento lavorativo di giovani e donne.
Pilvi Torsti ha la responsabilità di guidare questo lavoro all’interno della fondazione.
“Grazie all’approfondita conoscenza dei sistemi di istruzione nei paesi limitrofi all’Unione europea, l’ETF contribuirà a garantire che ogni progetto finanziato dalla Bei generi opportunità concrete per donne, giovani e gruppi vulnerabili. È un passo importante per costruire economie più resilienti, giuste e capaci di offrire prospettive reali alle persone.”
Settori prioritari e ricadute economiche
Il nuovo strumento si concentrerà su settori con elevato impatto sociale e potenziale di sviluppo occupazionale: energia, trasporti, agricoltura e transizione verde. In queste aree è già forte la presenza di imprese italiane e la formazione di professionalità locali può portare benefici concreti sia alle economie partner sia alle filiere produttive che operano in Europa.
Per le imprese, investire nello sviluppo delle competenze locali significa disporre di forza lavoro più qualificata, ridurre i costi di inserimento e creare catene del valore più resilienti. Per le istituzioni pubbliche dei paesi partner, integrare criteri di inclusione e pari opportunità aumenta l’efficacia sociale degli interventi infrastrutturali.
Tempistica, governance e prossimi passi
I dettagli operativi e i primi interventi di assistenza tecnica saranno definiti nei prossimi mesi attraverso consultazioni con i beneficiari e con le autorità locali. La selezione dei progetti pilota terrà conto dell’impatto sociale potenziale, della fattibilità tecnica e del potenziale per la replicabilità.
Il lancio ufficiale dello strumento è previsto in occasione della seconda tappa del dialogo europeo su competenze e competitività, che si svolgerà nella sede dell’ETF a Torino. L’evento fornirà anche un’occasione per approfondire il coordinamento tra istituzioni finanziarie, amministrazioni pubbliche e partner locali coinvolti nell’attuazione.
In prospettiva, la combinazione di investimenti infrastrutturali e misure mirate di sviluppo delle capacità può contribuire a rafforzare la coesione economica e sociale nelle regioni vicine all’Unione europea, promuovendo al contempo opportunità di crescita sostenibile e inclusiva.