Stretta di liquidità manda Bitcoin ed Ether in picchiata con perdite a doppia cifra
- 22 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute è precipitato verso i minimi di aprile nella giornata di venerdì, con Bitcoin (BTC) e Ether (ETH) che hanno registrato cali intorno al 10% nelle 24 ore.
Al momento della chiusura, il prezzo di BTC si aggirava intorno a 82.200 USD mentre ETH scambiava vicino a 2.700 USD. Il mercato degli altcoin ha subito perdite ancora più accentuate, con alcuni token in ribasso fino al 20%.
L’indice CoinDesk 20 (CD20) è caduto del 10%, mentre l’indice delle 80 criptovalute più grandi CoinDesk 80 (CD80) ha perso il 12%, con tutti i componenti in territorio negativo.
Cause e contesto della discesa
Una parte della svendita è riconducibile alla crisi di liquidità che si era manifestata durante la forte correzione di ottobre: quel periodo ha lasciato il mercato con profondi squilibri di liquidità, rendendo possibile l’emergere di oscillazioni di prezzo più violente quando la domanda di acquisto viene a mancare.
Analisi di mercato recenti indicano che la liquidità è rimasta relativamente sottile dopo il crollo, ampliando il rischio di movimenti rapidi e amplificati dei prezzi in fasi di stress.
Non è stato solo il comparto crypto a risentirne: anche i mercati azionari statunitensi hanno registrato ribassi e il Nasdaq 100 si trova ora di circa il 9,4% sotto il massimo del 31 ottobre.
Volatilità e derivati
Gli indicatori di volatilità implicita mostrano un aumento dell’incertezza. L’indice di volatilità implicita a 30 giorni per Bitcoin, il cosiddetto BVIV, ha superato il 64%, proseguendo lo slancio rialzista del mese.
L’indice di volatilità per Ether è salito all’87%, il livello più alto dal 10 aprile, segnalando una domanda crescente per protezione tramite opzioni mentre i prezzi spot scendono.
Il cosiddetto open interest (OI) su BTC è crollato a 700.000 BTC dai 752.000 BTC in un solo giorno: il calo riflette lo smantellamento di posizioni a leva rialziste durante la discesa dei prezzi.
In diversi mercati di derivati si è osservata una compressione dell’attività: l’OI è diminuito in modo marcato nelle ultime 24 ore, con token come DOGE che hanno subito riduzioni superiori al 15%.
Su piattaforme di opzioni maggiormente utilizzate, come Deribit, continua a emergere una preferenza per le opzioni put: nel caso di BTC le put spread hanno rappresentato una parte significativa del flusso di blocchi nell’ultimo giorno, mentre per ETH il profilo dei flussi è simile.
Alcuni operatori hanno inoltre comprato put deep out-of-the-money su BTC a strike molto bassi (ad esempio 15 USD), una dinamica che riflette posizioni altamente speculativi o strategie di copertura estreme.
Performance degli altcoin
Il segmento degli altcoin ha subito un nuovo contraccolpo: token come INJ, NEAR, ETHFI, APT e SUI hanno perso tra il 16% e il 18% nelle 24 ore, in un mercato caratterizzato da liquidità ridotta e vendite aggressive.
L’indicatore Fear and Greed Index ha segnalato valori estremamente bassi (11/100), il livello più basso registrato dallo strumento da quando è stato tracciato a partire da giugno 2023, segnalando un sentiment fortemente avverso al rischio.
Nonostante i cali di BTC e ETH intorno al 10%, l’RSI medio del mercato crypto si trova in area di ipervenduto, una condizione tecnica che può favorire rimbalzi di breve periodo se la pressione di vendita dovesse attenuarsi.
Operazioni opportunistiche e rischi
In mercato altamente volatile alcune operazioni speculative possono generare profitti rapidi: in un caso recente, trader sono riusciti a guadagnare ingenti somme sfruttando il lancio di una creator coin, acquistando token nello stesso blocco in cui sono stati emessi.
Questi eventi evidenziano sia l’opportunità di arbitraggio nei mercati on-chain sia i rischi associati a condizioni di bassa liquidità e all’emergere di token non ancora testati dal mercato.
Implicazioni per investitori e mercato
Per gli investitori, la combinazione di volatilità elevata, calo dell’open interest e liquidità ridotta implica una maggiore attenzione alla gestione del rischio: posizioni a leva possono venire liquidate rapidamente in fasi di forte movimento dei prezzi.
Dal punto di vista strutturale, la fragilità della liquidità mette in evidenza la necessità di sviluppare infrastrutture di mercato più solide e sistemi di gestione del rischio, sia per exchange che per partecipanti istituzionali, al fine di ridurre la suscettibilità a movimenti di mercato amplificati.
Infine, il legame tra mercati tradizionali e crypto suggerisce che un deterioramento più ampio dei mercati finanziari può riflettersi rapidamente anche nel settore digitale, aumentando la correlazione e riducendo i benefici di diversificazione in momenti di stress globale.
Jesse Pollak, fondatore della base del token citato, è stato indirettamente coinvolto nell’episodio di snipe degli acquisti iniziali, che ha portato a profitti significativi per alcuni operatori.
Osservando i prossimi giorni, gli operatori seguiranno con attenzione i livelli di volatilità implicita, i dati di open interest e la profondità degli order book per valutare la possibile stabilizzazione o il proseguimento della correzione.