Tre etf di dividendi da acquistare e mantenere fino al 2030
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Se l’obiettivo è costruire un portafoglio di ETF a dividendo capaci di resistere alle recessioni e riprendersi dalle correzioni di mercato, vale la pena valutare tre soluzioni: iShares Select Dividend ETF (DVY), Amplify CWP Enhanced Dividend Income ETF (DIVO) e Vanguard Dividend Appreciation Index Fund ETF (VIG). Ciascuno offre caratteristiche diverse che possono fornire stabilità e reddito in scenari avversi.
Il contesto attuale, segnato da una forte concentrazione del rally nei titoli tecnologici e dalla diffusione di ETF che sfruttano strategie su opzioni, rende importante distinguere tra esposizioni piene al mercato e soluzioni più difensive. Molti ETF che promettono rendimenti a due cifre lo fanno attraverso strategie che limitano fortemente il potenziale di rialzo, esponendo però l’investitore a rischi significativi in caso di correzione.
Per questo motivo, inserire nel portafoglio ETF alternativi che offrono stabilità settoriale, approcci moderati alle opzioni o ampie diversificazioni può aggiungere il necessario bilanciamento al rischio.
iShares Select Dividend ETF (DVY): esposizione difensiva con focus sui servizi
iShares Select Dividend ETF (DVY) replica il Dow Jones U.S. Select Dividend Index, concentrandosi su azioni statunitensi con rendimenti da dividendo relativamente elevati e una storia di distribuzioni crescenti o stabili. Si tratta di un prodotto passivo che detiene circa 100 titoli.
Una caratteristica distintiva di DVY è la pesante esposizione al settore utilities, pari a circa il 26,82% del portafoglio, con la prima posizione che pesa soltanto il 2,64%. Tale composizione lo rende più resistente alle fluttuazioni cicliche e ai rischi legati alle tariffe, oltre a beneficiare della domanda strutturale di energia e delle dinamiche di esportazione di idrocarburi.
Dal punto di vista del rendimento, DVY offre un yield attorno al 3,5% e ha un expense ratio dello 0,38% (equivalente a 38 dollari ogni 10.000 investiti). Nel corso dell’anno è rimasto indietro rispetto all’indice più ampio a causa del rally tecnologico, ma potrebbe beneficiare di una rotazione verso titoli difensivi.
Amplify CWP Enhanced Dividend Income ETF (DIVO): opzioni usate con prudenza
Amplify CWP Enhanced Dividend Income ETF (DIVO) è un fondo a gestione attiva che mantiene tipicamente tra le 20 e le 25 posizioni. L’obiettivo è generare reddito extra impiegando in parte strategie di covered call, ma in modo selettivo e non aggressivo.
A differenza di altri ETF che fanno ampio ricorso alle opzioni per ottenere rendimenti elevati, DIVO adotta un approccio più conservativo: la porzione di rendimento derivante dalle opzioni è inferiore, ma il fondo evita in misura maggiore le limitazioni al rialzo che possono danneggiare la performance durante fasi di recupero del mercato.
Con i dividendi reinvestiti, DIVO ha registrato una performance cumulata superiore rispetto a un prodotto concorrente lanciato nel 2020. Il fondo offre un yield intorno al 4,6%, distribuisce mensilmente ed ha un expense ratio dello 0,56% (circa 56 dollari ogni 10.000 investiti). Questo profilo lo rende una scelta interessante per chi cerca reddito consistente con una gestione attiva delle opzioni a minore rischio di chiusura del potenziale di rialzo.
Vanguard Dividend Appreciation ETF (VIG): crescita dei dividendi e diversificazione
Vanguard Dividend Appreciation Index Fund ETF (VIG) segue il S&P U.S. Dividend Growers Index, un indice che seleziona società del S&P U.S. Broad Market Index con un record di incrementi dei dividendi negli ultimi dieci anni. L’indice esclude inoltre REIT, società in bancarotta o con scarsa liquidità e scarta in parte le componenti con i rendimenti più elevati per evitare imprese potenzialmente fragili.
La composizione di VIG tende a privilegiare aziende con crescita degli utili e distribuzioni sostenibili: tra i primi cinque pesi figurano Broadcom (circa 7,18%), Microsoft (circa 4,79%), Apple (circa 4,2%), JPMorgan (circa 4,01%) e Eli Lilly (circa 3,19%). Con 341 posizioni complessive, il fondo è ben diversificato nonostante la presenza significativa di titoli tecnologici tra i principali pesi.
VIG ha registrato una performance positiva da inizio anno e presenta un yield intorno all’1,65% con un expense ratio molto contenuto dello 0,05% (circa 5 dollari ogni 10.000 investiti). Per gli investitori che desiderano esposizione a società tecnologiche con un profilo di distribuzione e una volatilità contenuta, VIG rappresenta un’opzione da considerare.
Considerazioni operative e implicazioni per la pianificazione
Scegliere ETF a dividendo non si riduce alla selezione del titolo con il rendimento più alto: occorre valutare la strategia sottostante, la concentrazione settoriale, le regole di selezione dell’indice e l’incidenza delle spese. ETF con elevato ricorso alle opzioni possono offrire un reddito nominale superiore, ma spesso limitano il potenziale di crescita del capitale.
Al contrario, ETF che puntano su una selezione di dividendi consolidata (DVY), su una gestione prudente delle covered call (DIVO) o su società con una storia di aumenti dei dividendi (VIG) possono fornire combinazioni differenti di reddito, protezione e partecipazione al rialzo. La scelta dipende dagli obiettivi: accumulazione, generazione di reddito o preservazione del capitale.
Infine, nella fase di pianificazione pensionistica è fondamentale distinguere tra accumulo e distribuzione. Investimenti eccellenti in fase di accumulo possono diventare meno adeguati durante la fase di erogazione del reddito se non si è attenti alla liquidità, alla volatilità e alla sostenibilità dei dividendi. Avere una strategia chiara per la transizione dall’accumulo alla distribuzione aiuta a ridurre il rischio di dover liquidare in momenti sfavorevoli.