Sostegno al terzo settore e all’associazionismo: strategie concrete per rafforzare comunità e volontariato
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Arci e Acli esprimono piena soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di rinviare al 1° gennaio 2036 l’entrata in vigore del nuovo regime IVA destinato agli enti del Terzo settore. Secondo le due organizzazioni, la proroga rappresenta un riconoscimento della specificità e del valore sociale dell’associazionismo italiano e tiene conto della complessità gestionale che caratterizza migliaia di realtà impegnate quotidianamente nelle comunità locali.
Motivazioni della soddisfazione
Le associazioni sottolineano che la proroga evita l’impatto immediato di un cambiamento fiscale radicale che avrebbe potuto appesantire l’operatività di enti spesso fondati sul volontariato e su strutture organizzative snelle. Un’applicazione rapida e generalizzata del nuovo regime IVA avrebbe comportato maggiori oneri amministrativi, costi di adeguamento e il rischio di ridurre risorse destinate ai servizi sociali e culturali offerti alle comunità.
Il Terzo settore in Italia svolge funzioni di integrazione e sostegno al welfare pubblico: servizi socio‑assistenziali, educativi, culturali e iniziative di inclusione che spesso completano l’azione delle istituzioni. Per questo motivo, qualsiasi intervento fiscale deve valutare con attenzione la sostenibilità operativa delle organizzazioni coinvolte.
Il confronto con le istituzioni
Negli ultimi tre anni Arci e Acli hanno condotto un dialogo costante con il Governo e il Parlamento, insieme al Forum del Terzo settore e ad altre reti civiche. Durante questi confronti è emersa la richiesta di distinguere la questione economica dall’onere burocratico: la preoccupazione principale riguarda la complessità normativa e amministrativa che può indebolire il ruolo del volontariato.
Le organizzazioni hanno evidenziato la necessità di chiarimenti operativi, modalità di applicazione graduali e strumenti di accompagnamento per le associazioni che si troverebbero a dover gestire nuovi obblighi contabili e fiscali.
Proposte per una riforma equilibrata
Secondo Arci e Acli, il rinvio apre una finestra utile per costruire un quadro normativo più chiaro e stabile sul trattamento fiscale degli enti associativi, affiancandolo a percorsi di formazione, strumenti di accompagnamento e misure di semplificazione amministrativa. L’obiettivo è disciplinare le regole senza comprometterne il valore sociale.
Tra le proposte avanzate vi sono la definizione netta del confine tra attività commerciale e non commerciale, l’introduzione di procedure semplificate per gli adempimenti contabili e la predisposizione di linee guida operative da parte delle autorità competenti. Questi interventi mirano a prevenire incertezze interpretative e ad agevolare la compliance delle realtà associative, soprattutto le più piccole.
Le organizzazioni ribadiscono la disponibilità a collaborare con le istituzioni per una riforma coerente con i principi di sussidiarietà e partecipazione, e per il pieno riconoscimento del ruolo del non profit, nella convinzione che solidarietà e mutualismo non debbano essere ricondotti esclusivamente a logiche di mercato.
Impatto politico ed economico
La proroga non è intesa come un semplice rinvio tecnico: le associazioni la interpretano come una scelta politica che valorizza l’impegno sociale e sostiene la sostenibilità del Terzo settore, in un momento in cui l’economia sociale assume crescente rilevanza nelle strategie di sviluppo nazionale. Un approccio calibrato può contribuire a rafforzare la coesione sociale e a preservare servizi essenziali per le comunità.
Sul piano legislativo, la finestra temporale concessa dovrebbe essere utilizzata per tradurre i principi condivisi in norme precise, accompagnate da decreti attuativi e interventi amministrativi che rendano praticabili le semplificazioni promesse. Il coinvolgimento continuativo degli attori del settore è fondamentale per evitare distorsioni e per garantire che le soluzioni siano efficaci sul terreno.
Prossimi passi e disponibilità al dialogo
Arci e Acli richiamano l’urgenza di un percorso riformatore che punti alla semplificazione degli adempimenti, alla definizione chiara della natura delle attività associative e a un sostegno strutturale al mondo dell’associazionismo, garantendo trasparenza e partecipazione nelle decisioni che lo riguardano.
Le due organizzazioni confermano la volontà di promuovere momenti di confronto, monitoraggio ed elaborazione congiunta con le istituzioni e le reti civiche, affinché la proroga si traduca in un concreto miglioramento dell’ecosistema del Terzo settore e in misure che favoriscano la sua sostenibilità nel lungo periodo.