Piacere colpevole: catena di taco e burger chiude centinaia di ristoranti

La catena ha dismesso un marchio collegato in difficoltà e ha annunciato la chiusura di punti vendita, una strategia che mira a indirizzare i clienti verso le sedi rimanenti, nonostante risultati trimestrali deludenti.

Quando un marchio di ristorazione perde il rapporto con la clientela, riconquistarlo può essere complesso ma non impossibile: esempi recenti mostrano come programmi di rilancio possano dare risultati positivi se eseguiti con decisione.

Esempi di turnaround nel settore

Burger King ha mostrato segnali iniziali di miglioramento grazie al programma Reclaim the Flame, che punta su qualità del prodotto e servizio per invertire il trend negativo.

Joshua Kobza ha detto:

“La soddisfazione operativa per pranzo e cena è aumentata di 4 punti su base annua, raggiungendo i livelli più alti dall’avvio di Reclaim the Flame nel 2022. Questo progresso è stato guidato dai continui miglioramenti nella cordialità del personale, nella qualità del cibo, nella precisione degli ordini e nella velocità del servizio.”

Starbucks ha intrapreso il percorso Back to Starbucks con l’obiettivo di riportare i locali alla loro tradizionale eccellenza artigianale e di relazione, e i risultati mostrano segnali di recupero.

Brian Niccol ha detto:

“Abbiamo scalato diverse iniziative chiave nel trimestre. È evidente dai nostri risultati che il piano funziona e che il turnaround sta prendendo piede. Abbiamo chiuso l’anno fiscale con una crescita del fatturato globale del 5% e una crescita delle vendite comparabili globali dell’1% nel quarto trimestre, il primo trimestre positivo dopo sette trimestri.”

Il piano ‘Jack on Track’ e le chiusure programmate

Jack in the Box ha lanciato a fine aprile il programma di ristrutturazione denominato Jack on Track, che prevede la chiusura selettiva di punti vendita per riallocare risorse verso unità più performanti e nuove opportunità di mercato.

Il piano contempla un block closure program stimato nella chiusura di circa 150-200 ristoranti con scarsa performance, molti dei quali presenti nel sistema da oltre trenta anni. Di questi, circa 80-120 chiusure sono previste entro la fine del 2025, con le rimanenti in funzione delle scadenze contrattuali dei franchise.

Dawn Hooper ha detto:

“Per un rapido aggiornamento su Jack on Track, in Q4 abbiamo chiuso 38 ristoranti nell’ambito di questa iniziativa, tutti gestiti da franchise.”

Nel complesso, la catena ha chiuso 47 locali nell’ultimo trimestre di riferimento; alcune di queste chiusure non rientravano nel programma a blocchi, ma contribuiscono comunque alla razionalizzazione della base operativa.

Lance Tucker ha detto:

“La nostra base di ristoranti sarà sostanzialmente ripulita con la chiusura di molte delle nostre strutture sottoperformanti. Le vendite trasferite dai ristoranti chiusi beneficeranno le sedi restanti e la redditività migliorerà.”

Andamento delle vendite e indicatori operativi

Nel quarto trimestre di riferimento le vendite comparabili hanno registrato un calo complessivo del 7,4%, con una flessione del 5,3% nelle unità a gestione diretta e del 7,6% nelle unità in franchising. La performance è stata condizionata da una riduzione delle transazioni e da un mix di menu sfavorevole, mitigato solo in parte dagli aumenti di prezzo.

Il gruppo ha inoltre segnalato una diminuzione del volume delle vendite a livello sistema (-7,2% nel trimestre) e una marginalità per azione diluita pari a $0,30, con un EPS operativo dello stesso valore.

Misure finanziarie e operazioni strategiche

Tra le azioni previste per rafforzare la posizione finanziaria la società intende sospendere i dividendi azionari, accelerare la vendita di immobili di proprietà e concentrarsi sulla riduzione dell’indebitamento, con l’obiettivo di ripagare circa 300 milioni di dollari di debito netto nei successivi 12-18 mesi.

La cessione del marchio Del Taco è stata finalizzata con l’intento di riallocare capitale verso il core business di Jack in the Box e rafforzare il bilancio operativo.

Il riassetto operativo comprende anche un investimento nella modernizzazione digitale — nuovi sistemi point-of-sale, chioschi per ordini, mobile ordering e integrazione con servizi di delivery di terze parti (oggi circa il 18% delle vendite) — per aumentare efficienza ed esperienza cliente.

Parallelamente è stato avviato un programma di rinnovamento degli esercizi esistenti con interventi mirati di “mini reimage” e la sospensione di una espansione aggressiva, adottando una strategia di rimodellamento finanziariamente sostenibile.

Per migliorare la scalabilità e la redditività a lungo termine è stato rafforzato il modello asset-light, con i franchise che ora detengono circa l’80% delle location, e sono state riorganizzate le funzioni manageriali per accelerare la trasformazione a più fasi.

Le stime aziendali prevedono una stabilizzazione del core EBITDA per il 2025 nell’intervallo di 282–292 milioni di dollari, al netto dei costi di ristrutturazione, con l’obiettivo di ritorno a una crescita netta delle unità dopo la fase di razionalizzazione.

Rischi, contesto competitivo e prospettive

Il percorso di recupero non è privo di rischi: oltre ai colli di bottiglia operativi, la catena ha dovuto affrontare costi del lavoro più elevati in alcune aree geografiche come California e Texas, pressioni da parte di investitori attivisti e la necessità di riallocare risorse dopo la vendita di asset strategici.

Analisti finanziari segnalano un rapporto rischio/rendimento che migliora se la direzione eseguirà con successo le strategie di flessibilità finanziaria e operativa; la capacità di trasferire vendite dai punti chiusi verso quelli rimanenti sarà un fattore chiave per migliorare la redditività.

In conclusione, la strategia combinata di chiusure selettive, razionalizzazione del portafoglio, investimenti digitali e ristrutturazione finanziaria punta a stabilizzare i risultati e a creare le condizioni per una crescita sostenibile, ma il raggiungimento degli obiettivi dipenderà dall’esecuzione coerente e dalla risposta del mercato e dei consumatori.



Author: Tony
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