Terminal container: boom di traffici e fatturato in Italia nel 2024
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nel 2024 i terminal container italiani hanno mostrato una ripresa, con un incremento dei traffici pari a 3,4% e un aumento del fatturato del 8,1% rispetto all’anno precedente, recuperando dal calo dell’1,6% registrato nel 2023 in termini di TEU (l’unità equivalente a un container da 20 piedi).
L’analisi è stata realizzata dal Centro studi di Fedespedi e prende in esame 19 società che gestiscono i principali terminal container italiani: complessivamente queste realtà hanno movimentato 10,435 milioni di TEU nel 2024, corrispondenti all’89,9% del totale nazionale, fornendo quindi un quadro rappresentativo dell’andamento settoriale.
Dettagli sui volumi e performance dei terminal
I terminal che hanno registrato le migliori variazioni percentuali di traffico sono stati, tra gli altri, il Società Terminal Container Napoli con +32,8% e il Terminal Flavio Gioia di Napoli con +21,7%. Risultati significativi sono arrivati anche dal Psa Sech del porto di Genova con +18,2% e dal Terminal Intermodale di Venezia con +16,3%.
Fra i terminal più grandi, lo studio segnala crescite rilevanti per il La Spezia Container Terminal e per il Medcenter Container di Gioia Tauro, entrambi con un incremento dell’11%. Il Psa Genova Pra’, sostanzialmente stabile (+0,1%), rimane il primo porto gateway italiano con circa 1,39 milioni di TEU movimentati nel 2024; in termini complessivi il primato è del Medcenter di Gioia Tauro con 3,94 milioni di TEU, perlopiù in transhipment.
Aspetti economico-finanziari e occupazione
Sul piano economico-finanziario, il fatturato aggregato delle 19 società analizzate è salito da 981,2 milioni di euro nel 2023 a circa 1,06 miliardi di euro nel 2024. Le aziende che hanno segnato le maggiori crescite percentuali di fatturato sono state il Psa Sech (+26%), il Vado Gateway (+21%), con presidi nei porti di Genova e Savona, e il Medcenter di Gioia Tauro (+16,1%).
Nel 2024 il totale degli addetti impiegati dalle società esaminate ha raggiunto 4.789 unità, un indicatore importante della rilevanza occupazionale del comparto portuale e logistico a livello nazionale.
Contesto, impatti e prospettive
I risultati descrivono non solo una ripresa dei flussi contenitori, ma sollevano anche riflessioni sulle esigenze infrastrutturali e operative. I terminal svolgono funzioni diverse: i porti gateway servono il mercato nazionale e l’hinterland, mentre i nodi di transhipment fungono da hub per lo scambio di carichi tra linee oceaniche. L’equilibrio tra queste funzioni influenza la competitività dei sistemi portuali italiani.
La crescita dei volumi e dei ricavi impone investimenti nelle connessioni intermodali (ferrovia, strada e logistica di retroporto), nell’efficienza operativa e nella digitalizzazione, oltre a maggiori risorse per la gestione ambientale. Le autorità portuali, le dogane e gli operatori logistici hanno un ruolo chiave nell’agevolare processi di snellimento e integrazione degli scambi, con ricadute su tempi di sosta e costi per gli spedizionieri e gli operatori economici.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, i risultati possono orientare priorità sugli investimenti infrastrutturali e sugli strumenti di pianificazione territoriale, con attenzione alla sostenibilità e alla resilienza delle catene di approvvigionamento. Una gestione efficace degli scali è essenziale per sostenere il commercio internazionale e la competitività industriale del paese.
In conclusione, la fotografia 2024 dei terminal container italiani indica segnali positivi ma anche la necessità di rafforzare connessioni, tecnologie e governance per consolidare la crescita e rispondere alle sfide logistiche e ambientali future.