Siamo in una bolla dell’intelligenza artificiale: come proteggere il tuo portafoglio se gli investimenti in questo settore si ritorcono contro di te

Nonostante i bilanci eccellenti di Nvidia e i rendimenti record delle azioni tecnologiche legate all’intelligenza artificiale nel corso dell’anno, permangono preoccupazioni diffuse su una possibile bolla nel settore dell’AI.

Un’analisi di mercato ha rilevato che le 70 azioni che compongono l’ETF Global X Artificial Intelligence & Technology (AIQ) hanno perso circa 2,4 trilioni di dollari di capitalizzazione dal 29 ottobre.

Un sondaggio rivolto ai gestori di fondi condotto da Bank of America a novembre 2025 mostra che il 45% degli intervistati considera una bolla delle azioni legate all’AI il rischio più significativo per i mercati; oltre la metà dei gestori ritiene che queste azioni si trovino già in territorio da bolla.

Ci si chiede dunque se ci stiamo avvicinando a una bolla dell’AI e, in caso di correzione, quali strategie adottare per proteggere un portafoglio che contiene esposizione a questo tema.

Punti di vista contrapposti tra analisti

I confronti con il crollo delle dot‑com alla fine degli anni Novanta tornano spesso nelle analisi di mercato, ma gli esperti non sono concordi sul fatto che la situazione odierna sia analoga.

Carolyn Barnette di BlackRock non intravede i segni di un crollo simile a quello delle dot‑com e ritiene che l’attuale ecosistema dell’AI sia sostanzialmente diverso.

Carolyn Barnette ha scritto:

“Si tratta di un contesto fondamentalmente diverso, sostenuto da redditività reale, allocazione disciplinata del capitale e adozione su ampia scala.”

Carolyn Barnette ha aggiunto:

“A differenza della frenesia speculativa della fine degli anni Novanta e dei primi anni Duemila, i leader tecnologici odierni poggiano su stabilità fondamentale: forte redditività, generazione di cassa costante e bilanci solidi.”

Secondo BlackRock, molte delle spese in capitale per l’AI sono finanziate con utili e cassa invece che con indebitamento, il che renderebbe il settore più resistente a tassi di interesse elevati e meno vulnerabile a shock di liquidità.

Tuttavia, ci sono analisti che avvertono del rischio di eccessiva valorizzazione del settore.

Torsten Sløk, capo economista di Apollo Global Management, interpreta diversamente l’evoluzione dei mercati tech rispetto agli anni Novanta.

Torsten Sløk ha scritto:

“La differenza tra la bolla IT degli anni Novanta e la bolla dell’AI di oggi è che le prime dieci società dell’S&P 500 sono oggi più sovravalutate rispetto a quel periodo.”

Torsten Sløk ha aggiunto:

“La bolla nei valori dell’AI è il frutto di un lungo periodo di tassi a zero; con pressioni inflazionistiche generate da tariffe, deglobalizzazione e dinamiche demografiche, i tassi resteranno elevati e continueranno a rappresentare un freno per tecnologia e titoli di crescita.”

Come difendere il portafoglio

Dal confronto tra opinioni contrastanti emerge che potrebbe essere prudente prepararsi a entrambe le ipotesi: che l’AI continui a crescere senza contraccolpi gravi oppure che si verifichi una correzione significativa.

Kevin Gordon, strategist senior di Schwab, suggerisce di distinguere tra chi crea la tecnologia e chi la adotta.

Kevin Gordon ha detto:

“Una delle modalità per coprirsi e diversificare consiste nel valutare la differenza tra i creatori di AI e gli adottanti: gran parte dell’attenzione è stata sui creatori, ma gli adottanti rappresentano il prossimo segmento che potrebbe beneficiare in modo ampio della tecnologia.”

Gordon suggerisce di considerare l’inclusione in portafoglio di aziende che traggono vantaggio dall’AI (adopter) piuttosto che concentrarsi esclusivamente sui fornitori di tecnologie avanzate (creator), specialmente per settori che non possono sviluppare internamente soluzioni AI.

Kevin Gordon ha affermato:

“È il momento di rivedere l’orizzonte temporale degli investimenti e la propria tolleranza al rischio per verificare se l’allocazione attuale è coerente con quando prevedete di disinvestire.”

Raccomandazioni di asset allocation

La chief investment office di UBS consiglia di mantenere esposizione internazionale e di considerare obbligazioni di alta qualità e oro come strumenti difensivi per diversificare il rischio legato a un’eventuale correzione delle azioni statunitensi legate all’AI.

Opportunità geografiche: Cina e Giappone sono indicate come mercati interessanti; in particolare, l’accelerazione degli investimenti in tecnologia e la strategia di autosufficienza tecnologica di Pechino possono sostenere una continuazione del rally dei titoli tech locali.

Obbligazioni di qualità: in caso di timori sulla tenuta dell’economia statunitense o sulla durabilità del rally dell’AI, i titoli a reddito fisso investment grade potrebbero registrare un apprezzamento; con rendimenti ancora relativamente elevati, il profilo rischio‑rendimento di tali obbligazioni risulta attraente per la diversificazione.

Oro: il metallo prezioso rimane uno strumento efficace per diversificare il portafoglio e coprirsi da rischi politici ed economici; tassi reali più bassi, un dollaro più debole o preoccupazioni su debito pubblico e tensioni geopolitiche possono sostenere la domanda di bullion.

In sintesi, un approccio prudente suggerisce di bilanciare l’esposizione a titoli growth legati all’AI con posizioni in settori adottanti, esposizione geografica diversificata, obbligazioni di qualità e una quota di beni rifugio come l’oro, adeguando la strategia al proprio orizzonte temporale e alla tolleranza al rischio.



Author: Tony
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