Imprese e scuole unite per dire basta alla violenza di genere
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia, Newsletter
Unindustria Lazio ha promosso un convegno intitolato “Dal silenzio all’azione: Impresa e Scuola contro la violenza di genere”, un’iniziativa volta a discutere il ruolo che imprese e istituzioni scolastiche possono svolgere nella prevenzione e nel contrasto della violenza basata sul genere.
L’evento si è svolto come momento di confronto e scambio di buone pratiche, alla luce dei recenti risultati dell’Istat sulla percezione della violenza e sui pregiudizi di genere, che mostrano segnali di miglioramento ma rimandano anche criticità strutturali e diffuse nella società.
Il tavolo di lavoro
Durante l’incontro alcune aziende associate hanno illustrato progetti concreti e modelli di intervento già sperimentati, accompagnati da testimonianze provenienti dal mondo della scuola. È stata inoltre annunciata la costituzione di un Tavolo di Lavoro permanente che, nel corso del prossimo anno, promuoverà iniziative congiunte tra imprese e istituti scolastici.
L’appuntamento si inserisce nel programma della Settimana della Cultura d’Impresa, iniziativa promossa da Confindustria alla sua ventiquattresima edizione, che favorisce il dialogo tra mondo produttivo e comunità locali dal 14 al 28 novembre 2025.
I dati dell’indagine
L’Istat mette in evidenza che tra i più giovani persiste una significativa tolleranza verso comportamenti di controllo e forme di violenza psicologica. I dati mostrano che il 36% dei ragazzi e delle ragazze tra i 14 e i 19 anni ritiene accettabile che un partner monitori abitualmente il cellulare o i social dell’altro, normalizzando così una dinamica di controllo.
Ulteriori indicatori risultano preoccupanti: l’11,1% degli intervistati considera “normale” che in una relazione possa verificarsi uno schiaffo occasionale, mentre il 7,3% ritiene giustificabile che un ragazzo schiaffeggi la fidanzata perché ha flirtato con un altro. Tali dati segnalano come la giustificazione della violenza fisica sia ancora presente tra una quota non trascurabile delle nuove generazioni.
Impegno educativo
Alda Paola Baldi ha detto:
“Questi segnali non possono essere sottovalutati: la persistenza di atteggiamenti che normalizzano la violenza richiede un impegno educativo diffuso e sostenuto. Accanto alle misure di contrasto e protezione, è necessario coinvolgere scuole, famiglie, imprese e media in percorsi formativi che promuovano rispetto, consapevolezza e uguaglianza.”
Alda Paola Baldi, vicepresidente di Unindustria con delega al Capitale Umano, ha sottolineato come attività quali cineforum con testimonianze, percorsi di orientamento nelle scuole e nei luoghi di lavoro, spazi di lettura dedicati e masterclass per la produzione di contenuti audiovisivi rappresentino strumenti utili per diffondere una cultura non violenta.
Investire in formazione
Miriam Diurni ha commentato:
“Investire in formazione significa intervenire sulle radici del problema: non basta informare, occorre offrire strumenti di pensiero critico e occasioni pratiche per mettere in discussione stereotipi e comportamenti accettati. Solo attraverso un lavoro culturale profondo e continuativo possiamo costruire relazioni fondate su rispetto, libertà e parità.”
Miriam Diurni, delegata di Unindustria per Cultura d’impresa, Etica e Certezza del Diritto, ha evidenziato l’importanza di percorsi formativi strutturati che coinvolgano docenti, personale aziendale e giovani, attraverso laboratori, progetti interdisciplinari e strumenti digitali di educazione alla relazione.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il dialogo tra imprese e istituzioni scolastiche può contribuire a costruire reti territoriali di prevenzione: programmi di formazione per il personale educativo, protocolli di segnalazione e percorsi di supporto per vittime e testimoni, oltre a campagne di sensibilizzazione coordinate dai enti locali e dalle aziende, possono aumentare la capacità di risposta e ridurre la diffusione di atteggiamenti violenti.
Per consolidare questi risultati è fondamentale prevedere monitoraggi periodici, valutazioni d’impatto delle iniziative e lo scambio di metodologie efficaci tra scuole e imprese, in modo da garantire continuità e scalabilità delle azioni messe in campo.