Scenderà Bitcoin sotto 80.000$ oggi mentre i rialzisti crypto affrontano 1,7 miliardi di liquidazioni
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha esteso il crollo iniziato a novembre, scivolando sotto i 85.000 dollari per la prima volta da aprile, innescando una sequenza di liquidazioni a leva e un peggioramento del sentimento che sta trasformando questa fase nel più grave ribasso mensile dall’inverno crittografico del 2022.
Crollo di Bitcoin e ondata di liquidazioni
Il prezzo di Bitcoin ha toccato brevemente quota 81.600 dollari prima di stabilizzarsi vicino agli 84.000, annullando i guadagni accumulati da inizio anno e riportando il mercato ai livelli precedenti al boom degli ETF di gennaio.
Negli ultimi 24 ore si è registrata una massa significativa di posizioni forzate: quasi 2 miliardi di dollari in liquidazioni, con circa 396.000 trader coinvolti. La parte maggiore è stata assorbita da Bitcoin e Ether, mentre la più grande singola cancellazione di posizione — una esposizione in Bitcoin di circa 36,7 milioni di dollari — è avvenuta su una piattaforma di trading a margine.
Impatto sugli altri token
Il ribasso si è rapidamente esteso alle principali altcoin. Ether è sceso sotto i 2.750 dollari, perdendo quasi il 14% nell’ultima settimana. Solana ha registrato un calo superiore al 10% in 24 ore, mentre XRP, BNB e Cardano hanno mostrato diminuzioni comprese tra l’8 e il 15%.
Nel complesso, i token di maggiore capitalizzazione hanno ritirato tra il 20% e il 35% dai massimi di novembre, con le small cap che hanno sofferto perdite ancora più accentuate a causa di scarsa liquidità e leva finanziaria più elevata.
Fattori esterni che accentuano la caduta
Le condizioni dei mercati tradizionali non hanno aiutato: le borse globali hanno segnato la peggiore settimana degli ultimi sette mesi, con crescenti dubbi sulle valutazioni trainate dall’AI e sulle probabilità che la Federal Reserve riduca i tassi a dicembre, elementi che hanno pesato sul sentiment degli investitori.
Il MSCI All Country World Index è sceso di oltre il 3% nella settimana e i titoli tecnologici statunitensi sono rimasti sotto pressione. Contemporaneamente, c’è stato un aumento della domanda per i titoli di stato americani, segnalando un flusso di capitale verso asset ritenuti più sicuri (Treasuries).
Flussi, ETF e futures
I flussi specifici per il settore crypto sono peggiorati: gli ETF su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato oltre 900 milioni di dollari di deflussi netti in una sola giornata, il secondo peggior risultato dal loro avvio all’inizio del 2024.
Parallelamente, l’open interest nei contratti perpetui (perpetual futures) è diminuito di circa il 35% rispetto al picco di ottobre vicino ai 94 miliardi di dollari, riducendo la profondità di mercato e aggravando la volatilità nelle fasi di stress.
Sentimento dei piccoli investitori e prospettive
Il sentimento al dettaglio è peggiorato rapidamente: il Crypto Fear & Greed Index è sceso fino a 11, posizionandosi nella fascia di “paura estrema” e riportandosi sui minimi dall’ultimo trimestre del 2022.
Storicamente, fasi di “paura estrema” hanno spesso preceduto punti di inversione importanti, ma stavolta il cedimento di supporti plurimensili e il venir meno dei flussi istituzionali non hanno ancora fornito segnali chiari di stabilizzazione. Un rimbalzo sostenibile richiederà miglioramenti nei flussi di capitale, ripresa della liquidità nei mercati dei derivati e un contesto macroeconomico meno volatile.
Se la discesa dovesse perdurare, le conseguenze possono avvertirsi a livello istituzionale: una minore propensione all’investimento in asset digitali potrebbe ridurre l’interesse per prodotti strutturati e strategie di allocazione che includono criptovalute, mentre livelli di leva elevata potrebbero continuare a generare liquidazioni a catena. Al contrario, periodi del genere offrono anche opportunità per investitori focalizzati sul lungo termine e per analisti che monitorano metriche on-chain e fondamentali di rete.