Da Farzati la tecnologia che rivoluziona la certificazione delle dop
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Una PMI nata nel Cilento, con sede originaria a Casal Velino, ha sviluppato un sistema in grado di verificare la composizione reale di un prodotto tipico e certificare la conformità al relativo disciplinare di produzione, applicabile a DOP e IGP come la Mozzarella di Bufala Campana, il Grana Padano o il Pecorino Toscano. La soluzione sfrutta tecniche di intelligenza artificiale per analizzare il contenuto dei prodotti alimentari e generare certificazioni di conformità.
La società in questione è Farzati, un’azienda che nasce come software house e, in dieci anni, ha evoluto la propria offerta tecnologica per servire settori che vanno dall’aerospazio all’agroalimentare.
Farzati è riconosciuta come PMI innovativa e come organismo di ricerca certificato; combina chimica strumentale, intelligenza artificiale e blockchain per offrire tracciabilità avanzata, sistemi di certificazione della qualità e strumenti di supporto alle decisioni lungo filiere agroalimentari, bio-based, forestali, ambientali e zootecniche. L’azienda detiene brevetti, marchi registrati e partecipa a progetti di ricerca e sviluppo finanziati a livello europeo.
Campi di applicazione e clienti
La tecnologia sviluppata è già impiegata per il controllo qualità e la verifica di origine, oltre che per attività anti-contraffazione nelle filiere DOP/IGP. Viene utilizzata anche per il monitoraggio ambientale in tempo reale—ad esempio su acque, legno e biomasse—e per la validazione della biodegradabilità e della compostabilità delle bioplastiche.
Tra i clienti e i partner industriali figurano realtà come Novamont e Sorgenia, associazioni di categoria come Coldiretti e diversi consorzi di tutela di prodotti DOP. In ambito accademico la società collabora con atenei quali la Università Federico II, la Università di Salerno e la Università di Palermo. Per la crescita commerciale è prevista l’apertura di filiali in Svizzera, in Brasile e in Qatar entro il 2026.
La piattaforma BluDev
Il nucleo dell’innovazione è la piattaforma hardware–software BluDev, che esegue analisi chimiche non invasive e in tempo reale, supportate da intelligenza artificiale, tecniche di deep learning e registrazione su blockchain. Ogni prodotto analizzato ottiene una firma chimica univoca e un corrispondente gemello digitale, garantendo tracciabilità e verificabilità lungo la filiera.
I sistemi sono progettati per essere sia portatili sia integrabili in linea di processo (per esempio durante la mungitura, l’irrigazione o l’estrusione industriale), rendendo possibile il controllo costante della qualità direttamente in fase produttiva. Un prototipo del dispositivo è stato selezionato per una mostra al Design Museum di Londra.
In-Ovo Sexing: aspetti etici e operativi
L’ultima tecnologia lanciata è denominata In‑Ovo Sexing e mira a rispondere a una criticità etica ed economica del settore avicolo: la selezione sessuale degli embrioni prima della schiusa per evitare la nascita e la successiva soppressione dei pulcini maschi.
Il sistema si basa su sensori molecolari personalizzati e reti neurali che analizzano l’uovo nelle prime fasi dopo la deposizione, senza l’impiego di solventi o agenti chimici, consentendo di identificare gli embrioni maschili e di destinare le uova a mercati alternativi in conformità con le indicazioni del Ministero dell’Agricoltura del 2019.
Giorgio Ciardella ha dichiarato:
“BluDev effettua l’analisi dell’uovo nei primi giorni dopo la deposizione senza ricorrere a solventi o agenti chimici; individuati gli embrioni maschili, le uova possono essere indirizzate verso altre destinazioni commerciali secondo le normative vigenti, riducendo la pratica della soppressione post‑schiusa.”
Implicazioni regolatorie e di mercato
L’adozione di tecnologie di analisi chimica e certificazione digitale può rafforzare la capacità dei consorzi di tutela e delle autorità competenti di applicare i disciplinari produttivi, contrastare frodi e aumentare la fiducia dei consumatori. Sul piano commerciale, certificati più robusti facilitano l’accesso ai mercati esteri e la valorizzazione dei prodotti tipici.
Dal punto di vista istituzionale, l’integrazione con banche dati pubbliche e sistemi di controllo alimentare richiederà processi di validazione e standardizzazione con enti nazionali ed europei. Sul fronte etico, l’In‑Ovo Sexing si inserisce in un dibattito più ampio su benessere animale e pratiche sostenibili nella zootecnia, sollecitando un confronto tra imprese, associazioni di settore e autorità regolatorie.
Prospettive e sfide
Le prospettive di sviluppo includono l’espansione commerciale internazionale, il consolidamento delle collaborazioni di ricerca e l’integrazione delle soluzioni nei processi produttivi su larga scala. Tra le sfide rimangono la necessità di contenere i costi di adozione, ottenere riconoscimenti ufficiali da parte degli organismi di controllo e garantire l’interoperabilità con le infrastrutture digitali esistenti nelle filiere.
Nel complesso, le tecnologie presentate rappresentano un esempio di come strumenti analitici avanzati, intelligenza artificiale e infrastrutture di registro distribuito possano contribuire a migliorare trasparenza, qualità e sostenibilità nelle filiere agroalimentari e oltre.