Tether accumula 116 tonnellate d’oro e sfida le piccole banche centrali
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Jefferies ha indicato che l’impennata recente dei prezzi dell’oro non è spiegabile solo con i tradizionali fattori di domanda e offerta, e identifica invece Tether come un acquirente rilevante e nuovo nel mercato dei metalli preziosi.
Elementi chiave dell’analisi
Secondo il report, dati di attestazione e attività on‑chain mostrano che Tether ha accumulato quantità significative di lingotti nei mesi recenti, riducendo l’offerta disponibile e contribuendo alla forte rally del metallo. Nell’anno in corso l’oro è cresciuto oltre il 50% e sta trattando intorno a quota 4.080 dollari l’oncia.
Origine delle segnalazioni e prime stime
Gli analisti di Jefferies hanno iniziato a monitorare l’interesse di Tether dopo incontri con produttori minerari e società di royalty a Denver nell’autunno precedente, dove investitori hanno indicato l’intenzione di acquistare circa 100 tonnellate nel corso dell’anno.
Le dichiarazioni pubbliche del CEO Paolo Ardoino sull’integrazione dell’oro nelle riserve e lo scatto di prezzo di circa 1.000 dollari l’oncia hanno rafforzato la plausibilità dell’ipotesi formulata dalla banca d’investimento.
Gli analisti guidati da Andrew Moss stimano che alla fine del terzo trimestre Tether detenesse almeno 116 tonnellate di oro: circa 12 tonnellate a garanzia del token XAUt (valore stimato attorno a 1,57 miliardi di dollari) e circa 104 tonnellate a supporto di USDT (valore stimato attorno a 13,67 miliardi di dollari), il che farebbe di Tether il maggior detentore non sovrano di metallo prezioso, paragonabile a banche centrali minori.
Ritmo di accumulo e impatto sul mercato
Ciò che risalta, secondo il report, è il ritmo dell’accumulo: nel solo terzo trimestre l’acquisizione sarebbe stata di circa 26 tonnellate, pari a circa il 2% della domanda globale nello stesso periodo. Questo flusso d’acquisto, pur non essendo sufficiente a sopraffare i movimenti delle banche centrali, ha probabilmente ristretto l’offerta nel breve termine e alimentato il sentimento rialzista tra gli operatori.
Per comprendere l’effetto di tali acquisti è utile considerare il funzionamento dei mercati dell’oro: la sensibilità del prezzo alle variazioni di offerta è amplificata quando le scorte immediate si riducono, mentre le banche centrali continuano a svolgere un ruolo predominante nei flussi complessivi di lungo periodo.
Prospettive e possibili sviluppi
Il report prevede che Tether possa proseguire l’accumulazione man mano che la base di USDT si espande e fintanto che l’oro rimane intorno al 7% delle riserve della società. Con Paolo Ardoino che prospetta profitti di 15 miliardi di dollari nel 2025, gli analisti calcolano che l’impiego anche di metà di questi utili in lingotti potrebbe tradursi in quasi 60 tonnellate aggiuntive all’anno.
Al contempo, la stablecoin pianificata e conforme al GENIUS Act, denominata USAT, non richiederà riserve in oro, lasciando quindi incerta l’evoluzione a lungo termine della domanda di metallo legata ai prodotti di Tether.
Strategia più ampia nel settore dei metalli
Gli analisti hanno inoltre rilevato investimenti crescenti di Tether nell’ecosistema dell’oro, con oltre 300 milioni di dollari destinati quest’anno a società di royalty e di streaming che finanziano la produzione mineraria in cambio di pagamenti futuri. Queste partecipazioni sono interpretate come prove di una strategia più ampia sui metalli preziosi, oltre al semplice acquisto di lingotti.
La recente assunzione di due tra i principali trader di metalli provenienti da HSBC è vista come un ulteriore segnale che l’iniziativa di Tether verso l’oro sta accelerando piuttosto che rallentare, indicando una possibile professionalizzazione e intensificazione delle attività di mercato.
Implicazioni per investitori e regolatori
Se confermata, la trasformazione di un operatore del settore delle criptovalute in un attore significativo sul mercato fisico dell’oro solleva questioni di natura regolamentare, di trasparenza e di stabilità dei prezzi. Autorità e operatori potrebbero dover valutare l’impatto di grandi accumuli privati sulla liquidità e sulla formazione dei prezzi, nonché le conseguenze per la gestione delle riserve e per la percezione del rischio nel comparto.
Per gli investitori, l’entrata di nuovi acquirenti istituzionali nel mercato fisico può rappresentare un fattore aggiuntivo da considerare nella valutazione del profilo di rischio/rendimento dell’oro, soprattutto in un contesto in cui la domanda dalle istituzioni ufficiali resta comunque determinante.
Conclusione
Il report di Jefferies mette in luce come un attore non tradizionale come Tether possa influenzare i mercati dei metalli preziosi attraverso accumuli significativi e partecipazioni strategiche. L’evoluzione di queste dinamiche meriterà un monitoraggio attento da parte degli operatori di mercato e dei regolatori per valutarne le conseguenze sui prezzi, sulla liquidità e sulla struttura stessa del mercato dell’oro.