Stablecoin ARC garantita dal debito mira a un esordio provvisorio in India nel primo trimestre 2026, dicono fonti
- 20 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Asset Reserve Certificate (ARC), un token digitale stabile completamente collateralizzato sviluppato dalla società di infrastrutture e scaling basata su Ethereum Polygon e dalla fintech indiana Anq, potrebbe essere lanciato nel primo trimestre del 2026, secondo informazioni raccolte da fonti vicine al progetto.
Ogni token ARC sarebbe ancorato 1:1 al rupee (INR) e verrebbe coniato soltanto quando gli emittenti acquisiscono liquidità o equivalenti liquidi, come depositi fissi, titoli di Stato o saldi in contanti. Questo meccanismo mira a garantire trasparenza, sicurezza e conformità, affrontando le criticità spesso associate a stablecoin sostenute da valute estere o a token speculativi.
In termini pratici, ARC è pensato per limitare la fuga di liquidità verso i dollar-backed stablecoins, mantenendo risorse e innovazione all’interno dell’economia nazionale e, al contempo, stimolando la domanda per strumenti di debito pubblico.
Struttura a due livelli e ruolo della banca centrale
Il token digitale proposto dovrebbe operare come complemento al Central Bank Digital Currency (CBDC) emesso dal Reserve Bank of India (RBI). Nel modello previsto, il CBDC rimane il livello finale di regolamento, preservando la sovranità monetaria e la sicurezza dei regolamenti di base.
Il settore privato gestirebbe invece la piattaforma operativa che favorisce l’innovazione responsabile nei pagamenti, nelle transazioni programmabili e nei sistemi di rimessa, all’interno di un quadro normativo definito. Tale two-tier framework consente il controllo centrale della base monetaria mantenendo spazio per soluzioni private regolate.
Convertibilità, compliance e limiti operativi
La proposta rispetta il regime di convertibilità parziale del rupee: il INR è pienamente convertibile per le operazioni sul conto corrente — come commercio, pagamenti d’impresa e rimesse — ma è soggetto a restrizioni sul conto capitale per tutelare la stabilità economica.
Per conciliare queste regole, solo i conti aziendali sarebbero autorizzati a coniare ARC, consentendo pagamenti commerciali senza richiedere la convertibilità piena per gli individui. Questa scelta punta anche a rispettare le norme del Liberalised Remittance Scheme, che regolano i trasferimenti valutari effettuati da persone fisiche.
Dal punto di vista tecnico, l’ecosistema di ARC impiegherebbe hook del protocollo Uniswap v4 per limitare gli swap di token esclusivamente agli indirizzi presenti in una whitelist, rafforzando i controlli di accesso e la conformità normativa.
Contesto internazionale e rischi per i mercati emergenti
L’iniziativa arriva in un momento di crescente preoccupazione per i flussi di capitale dai mercati emergenti verso stablecoin ancorati al dollaro, accelerati da recenti sviluppi regolatori a livello internazionale.
La recente approvazione del GENIUS Stablecoin Act e le politiche più favorevoli alle criptovalute nell’amministrazione Trump hanno sensibilizzato gli osservatori sui potenziali spostamenti di liquidità verso strumenti dollarizzati. Tale dinamica potrebbe ridurre i depositi bancari e comprimere la base monetaria disponibile nei paesi emergenti.
In questo contesto, istituzioni come Standard Chartered hanno segnalato rischi significativi: gli spostamenti di risparmio verso dollar-backed stablecoins potrebbero generare deflussi dai sistemi bancari emergenti dell’ordine di centinaia di miliardi di dollari nel prossimo triennio, alterando la trasmissione della politica monetaria e la liquidità bancaria.
Implicazioni pratiche e sfide regolatorie
Se implementato, il progetto ARC richiederà un coordinamento stretto tra autorità di vigilanza, banche commerciali e operatori tecnologici per stabilire requisiti di riserva, audit indipendenti, standard KYC/AML e regole di interoperabilità con il CBDC e il sistema bancario tradizionale.
Tra le sfide operative figurano la gestione delle riserve a breve termine, la trasparenza delle controparti che detengono gli asset collaterali e la definizione di meccanismi di emergenza per impedire corse al ritiro in scenari di stress finanziario.
Al contempo, un ARC ben progettato potrebbe favorire l’efficienza dei pagamenti transfrontalieri, l’adozione di strumenti programmabili per contratti commerciali e una maggiore domanda di titoli di Stato, contribuendo al funzionamento dei mercati locali.
La finestra temporale indicata per il potenziale lancio nel primo trimestre del 2026 pone l’accento sulla necessità di definire norme chiare prima dell’operatività, con l’obiettivo di bilanciare innovazione, stabilità finanziaria e sovranità monetaria.