Crollano criptovalute e azioni: svaniscono le speranze di tagli ai tassi

I mercati hanno ridotto ulteriormente le aspettative di un nuovo taglio dei tassi entro l’anno dopo l’annuncio che il Bureau of Labor Statistics non pubblicherà i dati sull’occupazione di ottobre e che il rapporto di novembre sarà posticipato fino a dopo la riunione della Federal Reserve di dicembre.

Gli operatori sul Chicago Mercantile Exchange (CME) valutano ora solo il 33% di probabilità che la Federal Reserve operi un taglio dei tassi nell’ultima riunione di politica monetaria del 2025, in calo rispetto al 50% registrato solo il giorno precedente; meno di un mese fa le chance percepite per un taglio a dicembre erano sostanzialmente quasi certe.

La svolta nella percezione del mercato è iniziata dopo le osservazioni di fine ottobre del presidente Jerome Powell, che hanno raffreddato le attese di allentamento. Nelle settimane successive la pubblicazione dei verbali di quella riunione e una serie di interventi pubblici e interviste dei membri della banca centrale hanno messo in luce profonde divisioni interne sul percorso futuro della politica monetaria.

Reazioni dei mercati e probabilità di taglio

Le probabilità implicite nei contratti futures riflettono le aspettative di politica monetaria e reagiscono rapidamente a qualsiasi indizio su tassi e crescita. Un cambiamento nelle stime dei partecipanti al mercato incide su valute, bond e asset più rischiosi, aumentando la volatilità. Per la Federal Reserve le decisioni si basano su indicatori del lavoro e dell’inflazione in tempo reale: l’assenza o il ritardo di questi numeri complica il processo decisionale.

Impatto su criptovalute e titoli correlati

Il rapido cambiamento nelle aspettative di allentamento monetario ha inciso anche sul mercato delle criptovalute. Bitcoin ha perso terreno dopo i commenti di Powell: dai circa 110.000 dollari registrati prima delle osservazioni di fine ottobre è sceso a circa 89.000 dollari nelle quotazioni più recenti, con fluttuazioni elevate nei giorni successivi.

La flessione è stata particolarmente marcata per le azioni legate all’ecosistema crypto. L’issuer di stablecoin Circle (CRCL) è calato del 10% in una sola giornata e di quasi il 50% nell’ultimo mese; analogamente, società che detengono riserve in bitcoin o che operano come tesorerie in criptovalute, come Strategy, hanno registrato ribassi significativi, con un -10% nella giornata e quasi -40% nel mese.

Questa correlazione tra aspettative sui tassi e performance delle crypto si spiega con il ruolo della liquidità e del costo del denaro: tassi più elevati riducono l’appetito per asset rischiosi e comprimono i multipli, mentre tassi più bassi tendono a sostenere prezzi più alti grazie a condizioni finanziarie più accomodanti.

Mancanza di dati occupazionali e conseguenze per la Fed

La decisione del Bureau of Labor Statistics di non pubblicare il dato di ottobre e di rinviare quello di novembre lascia la Federal Reserve senza uno dei suoi principali indicatori per la riunione di dicembre. Per un istituto che valuta costantemente il mercato del lavoro e l’inflazione, l’assenza di numeri aggiornati rende più difficile giustificare un cambiamento di rotta significativo.

Senza evidenze recenti di un rallentamento sostanziale dell’occupazione, è improbabile che i falchi all’interno del comitato supportino un’inversione che porti a un nuovo taglio dei tassi entro l’anno. Esiste comunque un rapporto nazionale sull’occupazione ancora disponibile prima della riunione di dicembre: il dato di settembre, la cui pubblicazione è prevista per giovedì mattina, ma la sua “anzianità” lo rende poco probabile come leva per modificare significativamente le posizioni dei membri della banca centrale.

Dichiarazioni di Donald Trump e contesto politico

In un forum di investitori questa settimana Donald Trump ha affermato che avrebbe licenziato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, se non fosse stato per l’intervento del segretario del Tesoro Scott Bessent, che avrebbe consigliato di lasciare Powell in carica fino al termine del mandato nel 2026.

Donald Trump ha detto:

“L’unica cosa in cui Scott sta sbagliando è la Fed, perché la Fed, i tassi sono troppo alti, Scott. E se non lo sistemi in fretta, ti licenzierò.”

Commenti politici di questo tipo possono aumentare l’incertezza sui mercati, dato che la governance della banca centrale e l’indipendenza delle istituzioni monetarie sono fattori che gli investitori monitorano attentamente. Tuttavia, le decisioni ufficiali restano prerogativa del comitato della Federal Reserve, che si basa su dati economici e analisi macroeconomiche.

In sintesi, la combinazione di dati occupazionali ritardati, verbali che evidenziano divisioni interne e dichiarazioni politiche ha contribuito a ridurre le possibilità, almeno nel breve periodo, di un nuovo allentamento della politica monetaria. Gli operatori continueranno a seguire i prossimi rilasci statistici e le comunicazioni della Federal Reserve per aggiornare le proprie valutazioni.