Ucraina, la Lega si smarca: chiarezza o no alle nuove armi per Kiev?
- 20 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Lega mantiene una posizione di distanza sull’invio di materiali bellici all’Ucraina, pur riconoscendo che il recente pronunciamento del Consiglio Supremo di Difesa ha ribadito il sostegno al Paese. Secondo il vicepremier Matteo Salvini, la decisione riguarda però misure già deliberate in precedenza.
Matteo Salvini ha detto:
“Non vorrei che con i soldi per le armi si andasse ad alimentare ulteriore corruzione in Ucraina.”
Matteo Salvini ha aggiunto:
“Non è così che finisce la guerra e non è così che intendiamo andare avanti. Per il futuro chiediamo chiarezza.”
La nuova autorizzazione parlamentare
Il governo ha messo in sicurezza il dodicesimo pacchetto di aiuti militari, che dovrebbe essere formalizzato tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre; a seguire sarà necessaria una nuova autorizzazione annuale votata dal Parlamento. Quella votazione rappresenterà il banco di prova per la maggioranza, chiamata a definire una posizione chiara su Kiev, con possibili tensioni interne.
L’adesione al programma Purl e le vendite dagli Stati Uniti
Sul tavolo c’è anche la possibile adesione al programma Purl, al momento sospeso, che riguarda armi che gli Stati Uniti vorrebbero vendere all’Italia. I leader del centrodestra potrebbero decidere la posizione complessiva dopo le imminenti consultazioni regionali. Fratelli d’Italia e Forza Italia per ora tendono ad attenuare lo scontro, esprimendo fiducia nella responsabilità della Lega e nella tenuta del fronte di centrodestra.
Posizioni interne e dissensi
Già in corso ci sono prese di posizione contrarie all’estensione delle autorizzazioni: il senatore Claudio Borghi ha annunciato la sua intenzione di non votare un’ulteriore autorizzazione, sollevando dubbi sulla gestione dei fondi destinati a Kiev.
Claudio Borghi ha detto:
“Non ho alcuna intenzione di votare un’altra autorizzazione.”
Parallelamente il tema della trasparenza nell’utilizzo delle risorse è stato rilanciato dal leader della Lega e dal suo vice Roberto Vannacci, che denunciano timori su possibili deviazioni di fondi.
Matteo Salvini ha detto:
“Non vorrei che ci fosse la strana triangolazione: pensionato italiano dà soldi a Bruxelles, che li gira a Zelensky; una parte finiscono in corruzione, l’altra parte finisce a comprare armi ai francesi.”
Roberto Vannacci ha criticato la gestione dei fondi europei con parole forti, riferendosi a sprechi attribuiti a élite locali e suggerendo un calo del consenso popolare sul sostegno a Kiev.
Roberto Vannacci ha detto:
“Il consenso popolare al supporto a Kiev è drammaticamente scemato.”
Le reazioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia
Forza Italia ha sostenuto che il supporto militare all’Ucraina è una scelta necessaria per non vanificare gli sforzi finora compiuti e per proseguire verso una soluzione di pace, evidenziando la responsabilità mostrata dalla Lega su questo tema.
Fratelli d’Italia ha cercato di smorzare le tensioni interne, con il vicecapogruppo vicario al Senato, Raffaele Speranzon, che ha minimizzato l’impatto di eventuali astensioni singole sui risultati complessivi della maggioranza.
Raffaele Speranzon ha detto:
“Se un parlamentare si asterrà non cambierà la sostanza.”
Il contenuto del dodicesimo pacchetto e il ruolo degli organi di controllo
Nei giorni scorsi la Difesa ha limato i dettagli del dodicesimo pacchetto di armamenti, che si sta avvicinando al vaglio del Copasir. È stata smentita l’ipotesi dell’invio di missili Samp/T; in linea di massima i contenuti dovrebbero ricalcare i precedenti pacchetti, con adeguamenti tecnici e logistici necessari.
Il dibattito mette in luce la tensione tra esigenze operative, vincoli politici interni e l’esigenza di controllo parlamentare e di trasparenza nella gestione dei finanziamenti e dei materiali militari. La fase che si apre richiederà decisioni che avranno impatto sulla politica estera e sulla coesione interna della maggioranza.