Tariffe USA a un passo dall’annullamento: l’analisi di Lombard Odier sulla possibile sentenza della Corte Suprema

Secondo un’analisi del CIO Office di Lombard Odier, a cura di Samy Chaar (Chief Economist, CIO Switzerland) e Filippo Pallotti (Macro Strategist), la Corte Suprema degli Stati Uniti si appresta a dichiarare illegittimi i dazi imposti nel 2025 dall’amministrazione Trump sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Sebbene ciò potrebbe comportare rimborsi fino a 100 miliardi di dollari per le imprese importatrici, l’impatto macroeconomico sarà limitato: si prevede infatti che gli stessi dazi verranno reintrodotti nel 2026 attraverso altri strumenti legali.

Dazi illegali, ma non scompariranno

I dazi “reciproci” annunciati lo scorso aprile, che hanno portato le tariffe medie sulle importazioni statunitensi oltre il 15% — livelli mai visti da quasi un secolo — sembrano destinati a essere respinti dalla Corte. La normativa IEEPA, infatti, era tradizionalmente riservata alle sanzioni e mai utilizzata per l’imposizione di dazi.

Tuttavia, il team del CIO Office prevede che il governo americano si attiverà rapidamente per reintrodurre gli stessi dazi tramite altri strumenti, come la Sezione 122 del Trade Act del 1974, che consente dazi globali del 15% per 150 giorni, seguita dalla Sezione 301 (contro pratiche commerciali sleali) e dalla Sezione 232 (per motivi di sicurezza nazionale). Queste alternative, pur meno soggette a contestazioni, potrebbero comunque finire sotto la lente della magistratura.

Rimborsi parziali e incertezza normativa

L’annullamento dei dazi IEEPA comporterebbe il diritto a richiedere rimborsi per i dazi pagati nel 2025, ma solo per gli importatori statunitensi che si attiveranno in tal senso. I rimborsi non saranno automatici. I fornitori stranieri che hanno ridotto i prezzi per restare competitivi nel mercato USA non avranno invece possibilità di compensazione.

Nonostante la temporanea perdita di entrate, il report prevede che tutti i dazi saranno ripristinati su basi giuridiche più solide entro metà 2026, quindi le prospettive fiscali di medio termine per il Tesoro USA non cambieranno radicalmente.

Crescita debole e inflazione elevata già incorporate nello scenario base

Gli analisti del CIO Office mantengono inalterate le loro previsioni macroeconomiche per il 2026, poiché le incertezze legate alla politica commerciale erano già considerate tra i principali freni:

  • Crescita USA attesa all’1,7%, sotto il potenziale
  • Inflazione prevista al 2,8%, sopra l’obiettivo della Fed

L’aumento dei prezzi derivante dai dazi dovrebbe farsi sentire nella prima metà del 2026, per poi attenuarsi nella seconda parte dell’anno.

Impatti limitati sui mercati, possibile rialzo temporaneo dei rendimenti USA

Il verdetto della Corte potrebbe generare una modesta pressione al rialzo sui rendimenti dei Treasury USA, in quanto i rimborsi dei dazi non saranno coperti da nuove entrate retroattive. Tuttavia, l’equity dovrebbe restare stabile, grazie alla rapida reintroduzione delle tariffe. Alcuni mercati emergenti potrebbero trarre beneficio dall’eventuale sospensione dei dazi nel breve periodo, mentre il Regno Unito potrebbe risultare svantaggiato per effetto dell’aumento delle tariffe standard.

Inoltre, si conferma l’atteso indebolimento del dollaro e la riduzione dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve fino al 3% entro fine 2026.