Paura avvolge il mercato: prezzo BTC mette alla prova i supporti, le altcoin si indeboliscono

Il mercato delle criptovalute mostra pochi segnali di recupero martedì, con Bitcoin (BTC) scambiato intorno a 91.400 dollari e Ether (ETH) vicino ai 3.060 dollari.

L’indicatore Fear and Greed segna 15/100, un livello di pessimismo non osservato da aprile, prima che il prezzo di Bitcoin smentisse le aspettative ribassiste salendo oltre i 100.000 dollari partendo da 76.000 in circa un mese.

Situazione del mercato

Con il sentiment posizionato sui minimi ciclici, esiste un margine per rimbalzi tecnici, ma il mercato potrebbe prima voler testare il supporto intorno a 87.500 dollari per eliminare le ultime posizioni a leva prima di un eventuale movimento rialzista.

La volatilità recente ha ricordato ai trader il ruolo della leva: alcuni operatori sono pronti a cogliere opportunità a prezzi scontati, mentre altri subiscono perdite significative quando il mercato accelera contro le loro posizioni. Un caso recente ha visto un singolo operatore perdere milioni dopo aver scommesso contro il minimo con leva 30x, sottolineando i rischi associati a strategie altamente indebitate.

Warren Buffett ha detto:

“Comprare quando c’è sangue nelle strade, anche se è il tuo.”

Posizionamento dei derivati

Negli ultimi 24 ore sono state liquidate scommesse su futures cripto con leva per oltre 1 miliardo di dollari, con le posizioni long che hanno rappresentato la maggior parte delle chiusure. Questo indica una pressione rialzista che viene progressivamente erosa dalla forza ribassista.

Volmex e il suo indicatore BVIV, che misura la volatilità implicita a 30 giorni su BTC, sono saliti temporaneamente a un tasso annualizzato del 55% durante le ore asiatiche, il livello più alto dall’evento di crollo del 10 ottobre.

L’open interest globale nei futures su BTC continua a crescere e ha raggiunto un massimo di sei settimane a 730.550 BTC. Una crescita dell’open interest associata a una discesa del prezzo spot è spesso interpretata come conferma di una tendenza ribassista consolidata. L’open interest sui futures su ETH si mantiene intorno ai 12,5 milioni di ETH.

I tassi di funding sui perpetual rimangono lievemente positivi per la maggior parte dei token, escluso TRX, nonostante le ampie liquidazioni. Sulla piattaforma Deribit si è rafforzata una preferenza per le put nelle opzioni su BTC e ETH, segno di un aumento della domanda di protezione al ribasso.

I flussi block hanno evidenziato una put sullo strike di 90.000 dollari in BTC con scadenza 28 novembre e un rollover di posizioni nelle call su ETH strike 4.000 dollari, indicando interesse sia per coperture che per strategie di rollover su scadenze più lunghe.

Token e performance settoriali

Il settore delle crypto orientate alla privacy ha registrato una forte svendita: Zcash è sceso del 14% e Dash del 9%, performance inferiori rispetto alla maggior parte degli altcoin.

Nel frattempo, altri altcoin come Ether e XRP hanno perso circa il 4% nelle ultime 24 ore. Alcune eccezioni legate a piattaforme di derivati decentralizzati, come ASTER e HYPE, hanno invece segnato rialzi dell’8,5% e del 5% rispettivamente.

L’indice CoinDesk 10, escluso Bitcoin, ha perso il 3,8% nelle ultime 24 ore, aggravando un calo mensile del 19,7%. Questo dato segnala una debolezza diffusa nel mercato altcoin.

La presenza di una serie di massimi e minimi decrescenti in numerose coppie altcoin descrive un quadro tecnico coerente di downtrend. Tuttavia, è importante ricordare che nelle fasi rialziste precedenti si sono verificate correzioni dell’ordine del 30%, quindi la situazione non necessariamente equivale a un “crypto winter” generalizzato.

Contesto macro e prospettive

Il sentimento sul mercato delle criptovalute resta strettamente collegato all’andamento dei mercati finanziari tradizionali, alle decisioni di politica monetaria e alla liquidità globale. Le variazioni dei tassi d’interesse e il rischio geopolitico influenzano la propensione al rischio degli investitori istituzionali e retail.

In questo contesto, molti operatori adotteranno un approccio prudente: alcuni cercheranno rifugio in Bitcoin, storicamente meno volatile rispetto agli altcoin, mentre altri ridurranno l’uso della leva o aumenteranno le coperture tramite opzioni e future.

Per i prossimi giorni è probabile che il mercato continui a oscillare attorno ai livelli di supporto e resistenza chiave. Un test del supporto a 87.500 dollari potrebbe essere funzionale a smaltire leva residua; un recupero sostenuto, invece, richiederà un miglioramento del sentiment e la riduzione della pressione derivante dalle liquidazioni.

Gli operatori dovrebbero considerare una gestione del rischio rigorosa, monitorare i tassi di funding e l’open interest e valutare l’uso di strumenti di hedging, poiché la congiuntura rimane incerta e caratterizzata da volatilità elevata.