Crescita nell’Eurozona solo al 1,3%, Italia ferma allo 0,4%

Le previsioni d’autunno della Commissione europea indicano un miglioramento inatteso della crescita per il 2025: il prodotto interno lordo della zona euro dovrebbe aumentare dell’1,3%, rivisto al rialzo rispetto alla stima di maggio dello 0,9%.

Il quadro tuttavia resta fragili e soggetto a rischi esterni e finanziari, con particolare vulnerabilità nei mercati azionari. La situazione nell’Italia risulta più debole rispetto alla media: per quest’anno la stima di crescita è stata rivista a un modesto +0,4%.

Valdis Dombrovskis ha detto:

“Anche in un contesto sfavorevole, l’economia dell’Unione europea ha continuato a crescere. Ora, dato il difficile contesto esterno, l’Unione deve intraprendere azioni risolute per sbloccare la crescita interna. Ciò significa accelerare il nostro lavoro sull’agenda della competitività, anche semplificando la regolamentazione, completando il mercato unico e promuovendo l’innovazione.”

Previsioni e fattori che hanno sostenuto la ripresa

Secondo la Commissione europea, la crescita più forte del previsto per il 2025 è stata in parte alimentata dall’effetto sostenitore dei programmi di ripresa post-pandemia. Il cosiddetto Fondo per la Ripresa ha probabilmente contribuito a stimolare investimenti e domanda in diversi Stati membri, migliorando l’attività economica complessiva nella zona euro.

Per il 2026 la Commissione prevede un’espansione dell’1,2%, ma la traiettoria resta incerta: il contesto esterno e le politiche commerciali globali continueranno a determinare ampi margini di oscillazione.

Rischi e vulnerabilità per la crescita

Nel rapporto la Commissione richiama l’attenzione sui rischi al ribasso che potrebbero compromettere il recupero. La persistente incertezza nella politica commerciale e possibili nuove barriere tariffarie o non tariffarie potrebbero frenare il commercio internazionale e l’attività economica.

Economisti della Commissione europea avvertono:

“Una nuova valutazione dei rischi nei mercati azionari, in particolare nel settore tecnologico statunitense, potrebbe incidere sulla fiducia degli investitori e sulle condizioni di finanziamento.”

Il rapporto segnala inoltre preoccupazioni sulla tenuta delle condizioni finanziarie in caso di forti correzioni azionarie e richiama l’attenzione su fattori esterni quali la stabilità della Riserva Federale e la sostenibilità fiscale negli Stati Uniti, che possono riverberarsi sui mercati globali e sui tassi di interesse.

Implicazioni per l’Italia e le politiche comunitarie

Per l’Italia una crescita prevista dello 0,4% indica fragilità strutturali e una scarsa dinamicità degli investimenti privati. Le autorità nazionali, in coordinamento con le istituzioni europee, dovranno mettere a fuoco misure che favoriscano la produttività, semplifichino il quadro regolatorio e incentivino l’innovazione per sfruttare pienamente le risorse europee disponibili.

La Commissione raccomanda inoltre di proseguire con politiche di completamento del mercato unico e con riforme che aumentino la competitività, rafforzando parallelamente la resilienza del sistema finanziario per limitare gli impatti derivanti da possibili turbolenze nei mercati azionari.

A livello europeo, il bilanciamento tra politiche fiscali nazionali, governance economica e supporto agli investimenti sarà centrale per consolidare la ripresa e ridurre la probabilità di shock economici provocati da tensioni geopolitiche o da cambiamenti repentini nelle condizioni finanziarie internazionali.

In sintesi, le revisioni positive sulle prospettive di crescita offrono margini di ottimismo, ma richiedono azioni coordinate a livello nazionale e comunitario per affrontare rischi esterni, sostenere la competitività e tradurre la ripresa in crescita duratura.



Author: Tony
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