Riforma fiscale sull’esplorazione mineraria in Ghana per rilanciare gli investimenti nel settore
- 17 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Ghana ha annunciato una riforma fiscale del settore minerario che elimina l’VAT sulle attività di esplorazione e ricognizione dei minerali, una misura volta ad attrarre maggiori investimenti nel comparto estrattivo.
La decisione, comunicata dal ministro delle Finanze Cassiel Ato Forson, mira a invertire oltre due decenni di scarsi nuovi sviluppi minerari in quello che è uno dei principali produttori d’oro in Africa.
Fino a oggi un’imposta pari al 15% VAT, introdotta circa 25 anni fa nell’ambito di riforme fiscali più ampie, veniva applicata a spese legate all’esplorazione come perforazioni e analisi di laboratorio, aumentando i costi iniziali per le società impegnate nelle fasi ad alto rischio dei progetti minerari.
Gruppi del settore, in particolare la Ghana Chamber of Mines, hanno sostenuto che tale imposta ostacolava gli investimenti su nuovi giacimenti e riduceva la competitività del paese rispetto a nazioni come Costa d’Avorio, Burkina Faso e Kenya, dove le attività di esplorazione sono esenti da VAT.
Cassiel Ato Forson ha detto:
“L’abolizione dell’IVA rivitalizzerà la fiducia degli investitori, stimolerà le attività su nuovi giacimenti e garantirà la sostenibilità a lungo termine del settore minerario del paese.”
Secondo il ministro, la misura rientra in una revisione più ampia dell’VAT e punta a promuovere una pratica mineraria responsabile, nonché a contrastare la ricerca e l’estrazione non regolamentate che hanno degradato foreste e corsi d’acqua.
Dati sulle esportazioni e dinamiche recenti
La modifica normativa segue un periodo di esportazioni record provenienti dai produttori su piccola scala: nei primi dieci mesi dell’anno le spedizioni su piccola scala sono salite a 81,7 tonnellate, con un valore stimato intorno a 8,1 miliardi di dollari, superando per la prima volta le esportazioni su larga scala pari a 74,1 tonnellate e valutate circa 6,6 miliardi di dollari.
Per il 2025 il governo aveva fissato un obiettivo di produzione totale di circa 144,5 tonnellate di oro. Il ministro Forson ha attribuito l’aumento alle recenti riforme normative che hanno formalizzato l’attività mineraria artigianale e rafforzato i controlli sulle esportazioni.
Reazioni del settore e commenti
La Ghana Chamber of Mines ha accolto con favore l’eliminazione dell’VAT sull’esplorazione, ritenendo che la misura possa sbloccare una pipeline di progetti attualmente rallentata dai costi iniziali elevati.
Michael Akafia ha detto:
“L’IVA sull’esplorazione ha penalizzato la nostra competitività come giurisdizione mineraria ed è stata un freno alla realizzazione di nuovi progetti.”
Società minerarie di rilievo operanti in Ghana includono Newmont, AngloGold Ashanti, Gold Fields, Perseus e gruppi cinesi come Zijin e Cardinal Namdini. Questi operatori sono osservatori chiave della riforma e del suo potenziale effetto sugli investimenti in esplorazione e sviluppo.
Implicazioni economiche, ambientali e prossimi passi
Il settore minerario genera oltre un terzo delle entrate all’esportazione del paese, con l’oro in posizione dominante accanto a risorse come bauxite e manganese. La riduzione degli oneri fiscali per l’esplorazione è pensata per incentivare investimenti a lungo termine, aumentare la produzione e potentiamente ampliare le entrate fiscali future attraverso nuovi giacimenti sviluppati e tassati nella fase produttiva.
Il governo ha inoltre avviato un audit e un pacchetto di riforme più ampio finalizzato a migliorare la raccolta dei proventi derivanti dall’industria, a rafforzare la governance del settore e a mitigare gli impatti ambientali legati all’attività estrattiva.
Le autorità dovranno bilanciare l’obiettivo di attrarre investimenti con la necessità di mantenere controlli ambientali efficaci e di assicurare che la formalizzazione dell’attività artigianale si traduca in benefici economici e sociali diffusi per le comunità locali.
Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l’effetto della riforma sui flussi di investimento, sulla quantità e qualità dei progetti di esplorazione avviati e sull’attuazione delle misure di regolamentazione e tutela ambientale annunciate dal governo.