Paperoni: flat tax temporanea riservata a chi investe in Italia
- 17 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Lega ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio depositato nella commissione Bilancio del Senato che rafforza i requisiti per i contribuenti molto facoltosi che scelgono di trasferire la residenza fiscale in Italia. Oltre all’incremento dell’imposta sostitutiva da 200mila a 300mila euro per il soggetto principale e da 25mila a 50mila euro per ciascun familiare, la proposta introduce vincoli temporali e obblighi di investimento nell’economia nazionale.
Durata dell’opzione e limiti temporali
Secondo il correttivo a prima firma Testor, l’opzione per l’esercizio dell’imposta sostitutiva non sarebbe più illimitata nel tempo: il beneficio decadrebbe al termine di venti anni a partire dal primo periodo d’imposta in cui l’opzione è risultata operativa. Questo vincolo mira a rendere l’agevolazione temporanea e collegata a un impegno pluriennale nei confronti dell’economia italiana.
Investimenti obbligatori in titoli di Stato e capitale privato
I soggetti che optano per il regime pagando la somma di 300mila euro, sia a titolo personale sia per conto di una persona giuridica o attraverso entità di cui risultino titolari effettivi, dovranno effettuare una serie di investimenti preliminari. In particolare è previsto un impegno minimo di due milioni di euro in BTP o in altri Titoli di Stato con scadenza almeno a dieci anni, con l’obiettivo di orientare parte delle risorse verso strumenti di debito a lungo termine emessi dall’Italia.
Accanto ai titoli pubblici, la proposta impone anche apporti in capitale privato: almeno 500mila euro in strumenti rappresentativi del capitale di società non quotate o in quote di fondi di venture capital costituiti e operanti in Italia. In alternativa, nel caso si tratti di una start-up innovativa iscritta nella sezione speciale del registro delle imprese, l’importo minimo richiesto scenderebbe a 250mila euro.
Ulteriori canali di investimento richiesti
La proposta non si limita ai titoli di Stato e al capitale di rischio delle nuove imprese, ma amplia la gamma di strumenti in cui destinare risorse. È prevista la sottoscrizione di almeno 500mila euro in uno o più PIR (piani individuali di risparmio a lungo termine) e altri 500mila euro in azioni di società di capitali con sede legale in Italia quotate sul segmento Euronext Growth Milan di Borsa Italiana.
Inoltre, la bozza richiede un investimento iniziale di 500mila euro in quote di OICR di nuova costituzione che risultino coinvestitori del Fondo nazionale strategico indiretto (Fnsi), con l’intento di incentivare la costituzione di veicoli d’investimento orientati a progetti strategici nazionali.
Impegno filantropico e terzo settore
Come ulteriore condizione, la normativa proposta richiederebbe ai beneficiari di effettuare una donazione minima di un milione di euro a favore di un ente già esistente del terzo settore, oppure di contribuire con la stessa cifra alla costituzione di una nuova realtà no profit. L’obiettivo dichiarato è destinare una quota delle risorse dei nuovi residenti a iniziative sociali e culturali operanti in Italia.
Tempistiche, vincoli di mantenimento e reinvestimento
Gli investimenti e le donazioni dovranno essere realizzati entro il termine stabilito per il pagamento dell’imposta sostitutiva relativa al primo periodo di validità dell’opzione. I titoli di Stato e le quote degli OICR di nuova costituzione dovranno essere mantenuti fino al 31 dicembre del decimo periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli acquisti.
In caso di vendita, liquidazione o rimborso anticipato, il controvalore ottenuto dovrà essere reinvestito entro sei mesi dall’evento per non perdere la conformità ai requisiti imposti. Questi vincoli sono pensati per assicurare un apporto durevole di risorse all’economia nazionale.
Effetti sul permesso di soggiorno e aspetti amministrativi
Gli investimenti e le donazioni effettuati ai sensi della proposta varrebbero anche ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per nuovi investitori, disciplina già prevista dal decreto legislativo 286 del 1998. Dal punto di vista amministrativo, l’applicazione delle nuove regole richiederebbe controlli incrociati tra amministrazioni fiscali e autorità competenti in materia di immigrazione e registri societari.
Contesto politico e possibili impatti economici
La proposta inserita nell’ambito della legge di Bilancio risponde all’esigenza di conciliare due obiettivi: rendere il Paese attrattivo per capitali esteri e, allo stesso tempo, garantire che l’attrazione di contribuenti ad alta capacità contributiva si traduca in un apporto effettivo all’economia reale. Sul piano politico, misure di questo tipo tendono a suscitare dibattito tra chi sostiene incentivi per la competitività internazionale e chi chiede garanzie di equità fiscale.
Dal punto di vista economico, l’obbligo di destinare risorse a titoli di Stato a lungo termine e a investimenti in imprese e fondi italiani potrebbe favorire la stabilità del mercato dei capitali domestici e favorire il finanziamento di start-up e progetti strategici. Tuttavia, l’efficacia dipenderà dalla capacità delle istituzioni di monitorare gli impegni e di tradurre i vincoli in investimenti realmente produttivi per il territorio.
Se approvato, il correttivo della Lega aprirebbe una nuova fase di regolazione delle agevolazioni rivolte ai cosiddetti “neo residenti” facoltosi, inserendole in un quadro che privilegia la durata e l’impatto economico degli investimenti rispetto alla sola attrattività fiscale.