Funzionario della Fed lancia un segnale forte su un taglio dei tassi a dicembre
- 16 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il recente intervento di Jeff Schmid, presidente della Federal Reserve Bank of Kansas City, ha scosso i mercati finanziari, spostando le attese su possibili tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
Jeff Schmid said:
“I don’t think further cuts in interest rates would do much to support the cooling labor market.”
Jeff Schmid said:
“However, cuts could have longer-lasting effects on inflation as our commitment to our 2% objective increasingly comes into question.”
Il contesto: mandato e tensioni tra crescita e prezzi
La Federal Reserve opera sulla base di un mandato doppio stabilito dal Congresso: mantenere la stabilità dei prezzi e un livello elevato di occupazione. Nell’ultimo periodo i dati sul mercato del lavoro risultano misti: il tasso di disoccupazione si mantiene relativamente basso, ma emergono segnali di indebolimento in altre variabili come le offerte di lavoro e le nuove assunzioni.
L’inflazione annua si attesta intorno al 3%, quindi sopra l’obiettivo ufficiale della Fed del 2%. Questo rende particolarmente complesso il bilanciamento delle due priorità: un allentamento dei tassi potrebbe sostenere l’attività economica e il mercato del lavoro, ma rischia anche di consolidare pressioni inflazionistiche persistenti.
La decisione di ottobre e le posizioni divergenti
A ottobre la Fed ha ridotto il range del Federal Funds Rate a 3,75-4,00% con un taglio di un quarto di punto. Alla votazione del Comitato federale di mercato aperto (FOMC) ci sono state dissidenze: Jeff Schmid ha votato contro il taglio, sostenendo la necessità di mantenere i tassi fermi per evitare una possibile riaccensione dell’inflazione.
Un altro membro del Comitato ha espresso una posizione opposta, proponendo un taglio più ampio, ma le divergenze mettono in evidenza la difficoltà dei policymaker nel valutare rischi simultanei su crescita e prezzi.
Le motivazioni di Schmid sulle pressioni inflazionistiche
Secondo Schmid, i segnali di inflazione non derivano più solo dagli effetti delle tariffe: le pressioni sembrano più diffuse e riguardano anche altri segmenti dell’economia dei servizi.
Jeff Schmid said:
“It is not just tariffs or even primarily tariffs that has people worried.”
Jeff Schmid said:
“I hear concerns about rising health care costs and insurance premiums, and I hear a lot about electricity.”
Impatto sui mercati e revisione delle attese
Le dichiarazioni di Schmid hanno indotto un rapido riprezzamento delle probabilità che il mercato assegnava a un taglio dei tassi a dicembre: strumenti di mercato e indici di probabilità hanno mostrato una contrazione sensibile delle attese di allentamento.
CME FedWatch Tool ha registrato un calo significativo delle probabilità stimate per un taglio dei tassi in dicembre, riflettendo un aumento dell’incertezza sulle mosse future della Fed.
Keith Lerner said:
“The two key supports for the market, the AI trade and the Fed cutting rates, have flipped on the margin where there’s more concerns around AI capex and the market is repricing lower the potential for a Fed rate cut.”
Keith Lerner said:
“Where we had a couple of weeks ago, an everything rally, now you have an everything decline.”
Questa revisione delle aspettative ha alimentato vendite diffuse sui mercati azionari, comprese le piccole capitalizzazioni che avevano partecipato al recente rally.
Fawad Razaqzada said:
“When margin calls and liquidations happen, traders close everything to free up margin…This is what partially explains why even gold is down in this risk off environment.”
Fattori strutturali e incertezze sui dati
Oltre alle pressioni sui prezzi dei beni e dei servizi, emergono preoccupazioni da segmenti specifici come l’assistenza agli anziani, l’infanzia e i costi energetici. Questi elementi possono creare una componente di inflazione più persistente rispetto a quella derivante da shock temporanei.
In uno scenario in cui alcuni indicatori macroeconomici sono incompleti o ritardati, i membri del Board of Governors e i presidenti delle 12 banche regionali si basano in misura maggiore su rilevazioni private e sondaggi alternativi per valutare l’andamento dell’economia.
Implicazioni politiche e prospettive
Il dibattito interno alla Fed evidenzia come le decisioni sui tassi siano condizionate dall’equilibrio tra rischi di surriscaldamento dei prezzi e necessità di sostenere il mercato del lavoro. Un atteggiamento più prudente sui tagli potrebbe essere giustificato se persistono segnali di inflazione diffusa.
Nei prossimi giorni la posizione della Federal Reserve potrà evolvere in funzione di nuovi dati su prezzi, salari e occupazione: i policymaker hanno indicato di rimanere aperti a informazioni aggiornate prima di qualsiasi decisione definitiva.
Per gli investitori e per le imprese, questa fase richiede attenzione ai segnali macroeconomici e ai costi che incidono sui bilanci, oltre alla consapevolezza che la politica monetaria sarà calibrata con l’obiettivo di non compromettere il controllo dell’inflazione.