Binance accetta BUIDL di BlackRock: nuovo collaterale fuori borsa per le istituzioni
- 15 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Binance ha iniziato ad accettare il fondo digitale istituzionale in dollari di BlackRock, noto come BUIDL, come garanzia off-exchange, offrendo alle istituzioni la possibilità di operare sull’exchange mantenendo gli asset presso custodi esterni.
L’integrazione unisce il fondo monetario on‑chain di BlackRock con i sistemi di custodia di Binance, permettendo agli operatori di ottenere rendimento su BUIDL e, al contempo, di impiegarlo a sostegno delle posizioni di trading sull’exchange.
Contestualmente, è prevista l’introduzione di una nuova classe di asset BUIDL su BNB Chain, ampliando la disponibilità del token al di là di Ethereum e aprendo opportunità per un insieme più ampio di applicazioni on‑chain.
Con l’aggiunta di BUIDL, Binance sostiene diversi asset tokenizzati fruttiferi, tra cui USYC di Circle e cUSDO di OpenEden. BUIDL è il primo fondo di liquidità on‑chain di BlackRock, un veicolo tokenizzato in dollari che produce interessi ed è emesso tramite Securitize. BlackRock è il principale asset manager globale, con un ammontare di attività gestite molto rilevante a livello mondiale.
L’ascesa dei Treasury tokenizzati
Il fenomeno dei fondi monetari tokenizzati si sta evolvendo: prodotti originariamente pensati per offrire rendimento stanno diventando collateral accettati per il trading. Anche altri exchange hanno iniziato ad autorizzare clienti qualificati a utilizzare token garantiti da titoli di Stato come garanzia.
Nei mesi scorsi Deribit e Crypto.com hanno cominciato ad accettare BUIDL come collaterale, fornendo agli operatori istituzionali un asset a bassa volatilità e con rendimento da usare in alternativa a contanti o stablecoin. Successivamente anche Bybit ha aggiunto il supporto per QCDT, un fondo monetario tokenizzato approvato dalla Dubai Financial Services Authority (DFSA) e sostenuto da US Treasurys.
Questa tendenza riflette pratiche già consolidate nella finanza tradizionale, dove aziende e controparti riversano in garanzia US Treasurys e fondi monetari attraverso sistemi triparty bancari, invece di mantenere gli asset direttamente su una piattaforma di scambio.
I titoli di Stato tokenizzati sono rapidamente diventati la seconda categoria più rilevante tra gli RWA oltre agli stablecoin, con una capitalizzazione di mercato nell’ordine di alcuni miliardi di dollari. Tra i fondi principali si segnalano BUIDL (con una quota significativa del valore totale), USYC e BENJI di Franklin Templeton.
Implicazioni per mercato e regolamentazione
L’adozione di fondi monetari on‑chain come collaterale incrementa l’efficienza del capitale e la liquidità disponibile per gli operatori istituzionali, favorendo l’integrazione tra infrastrutture tradizionali e ambienti decentralizzati. Allo stesso tempo solleva questioni operative e regolamentari legate a custodia, riconciliazione, garanzia e gestione del rischio.
Le autorità di vigilanza nazionali e internazionali dovranno chiarire le regole su KYC/AML, la qualificazione giuridica di questi strumenti e il trattamento prudenziale dei token che rappresentano asset reali. Inoltre, l’uso di questo tipo di garanzie richiede procedure solide per la custodia esterna e per i meccanismi di liquidazione che mantengano separati i ruoli di custode e piattaforma di trading.
In sintesi, l’estensione dell’uso di fondi monetari tokenizzati come collaterale rappresenta un passo significativo verso la convergenza tra mercato dei capitali tradizionale e ecosistema digitale, con vantaggi potenziali in termini di efficienza e liquidità ma anche con la necessità di adeguati quadri normativi e infrastrutture di mitigazione del rischio.