Prodi avverte: il centrosinistra rischia la bertinottite; l’ex leader Prc replica se l’è legata al dito
- 15 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo le critiche rivolte al centrosinistra per aver «voltato le spalle all’Italia», è arrivata anche una telefonata chiarificatrice con la segretaria del partito. Si tratta di alcuni passaggi emersi in un’intervista rilasciata dal fondatore dell’Ulivo, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un progetto politico capace di aggregare oltre gli attuali confini elettorali.
La telefonata con la segretaria e i timori sull’elettorato
Romano Prodi ha detto:
“Sì, Schlein mi ha chiamato. Ci siamo sentiti spesso nelle ultime settimane. Ho ribadito quanto sostenuto in pubblico. La mia preoccupazione è che una parte dell’elettorato si allontani dal centrosinistra perché ritiene che dall’opposizione arrivi una lettura troppo ristretta della società, non sufficiente per un’alternativa concreta di governo.”
Romano Prodi ha detto:
“Nella mente di Conte non è ancora definito quello che lui pensa sia il suo ruolo.”
Romano Prodi ha detto:
“Se il centrosinistra uscirà vincitore dalle politiche auguriamoci che non gli prenda la bertinottite. Alla fine uno dei due leader, tra Schlein e Conte, dovrà riconoscere che l’altro ha vinto. Ma prima, ben prima, occorre un modello di coalizione ampia, con un programma capace di intercettare una platea che vada oltre gli attuali confini.”
La replica di Fausto Bertinotti
Fausto Bertinotti ha replicato:
“Bertinottite? È un’ossessione…”
Fausto Bertinotti ha detto:
“Io no, lui sì.”
Fausto Bertinotti ha detto:
“Se ci siamo sentiti? Qualche volta, rarissimamente. Non è un grande calore…”
Fausto Bertinotti ha aggiunto, ironizzando su un passaggio dell’intervista che faceva riferimento al neo sindaco di New York:
“Ma visto che so che Prodi ha rapporti confidenziali con gli Stati Uniti, gli direi che invece di avere l’incubo di Bertinotti, abbia il sogno di Mamdani e vada a vedere con quale programma ha vinto.”
Il precedente storico del 1998 e le ricadute politiche
Il richiamo alla memoria politica rimanda a un episodio cruciale della fine degli anni Novanta. Nel 1998 il gruppo parlamentare della Rifondazione Comunista, guidato da Fausto Bertinotti, votò contro la manovra finanziaria per il 1999, giudicandone inaccettabile l’impianto sociale e chiedendo correzioni a favore delle fasce più deboli.
Quella scelta portò a conseguenze immediate: il governo Prodi I perse una fiducia alla Camera dei deputati il 9 ottobre 1998, con 312 voti favorevoli e 313 contrari, e cadde dopo che il sostegno esterno del movimento era venuto meno. L’episodio è spesso citato quando si discute della tenuta di alleanze eterogenee e del rischio che tensioni interne compromettano la capacità di governare.
Nel dibattito attuale gli interlocutori sottolineano l’importanza di definire prima strategie e programmi comuni, per evitare che dissidi interni e divisioni di ruolo impediscano la costruzione di un’alternativa credibile al centrodestra. A livello istituzionale, una coalizione ampia richiede meccanismi chiari di sintesi programmatica e di responsabilità per trasformare l’attrito politico in capacità di governo.