Bitcoin in regime di mercato ribassista: la criptovaluta scende sotto i 95.000 dollari
- 14 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il Bitcoin ha proseguito la sua fase negativa venerdì, estendendo perdite significative rispetto al massimo storico toccato in ottobre, quando la criptovaluta aveva superato i 126.000 dollari.
Durante la sessione il prezzo è sceso sotto i 95.000 dollari nei minimi intraday, salvo risalire verso i 96.000 dollari a metà giornata, segnalando una volatilità marcata accompagnata da un sell-off sui mercati azionari dovuto all’incertezza sui tempi di un eventuale taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.
Contesto dei flussi e ruolo degli ETF
I dati sui flussi mostrano che le uscite dai ETF legati al Bitcoin hanno registrato uno dei livelli giornalieri più elevati recentemente, un elemento che ha contribuito alla pressione di vendita e alla difficoltà di recupero del prezzo.
Questa dinamica è significativa perché i ETF agiscono come canali di domanda e offerta per investitori istituzionali e retail: deflussi sostenuti riducono la domanda complessiva e amplificano movimenti al ribasso in caso di volatilità.
Cause tecniche della recente svendita
La criptovaluta fatica a risollevarsi dopo la forte ondata di vendite del mese scorso, innescata da liquidazioni su posizioni leva e da vendite provenienti da grandi detentori di lungo periodo.
Le liquidazioni forzate delle posizioni con leva possono determinare rapide cadute di prezzo: quando il mercato perde direzione, i meccanismi automatici chiudono posizioni sovraesposte, generando ulteriore pressione al ribasso.
Segnali on-chain e avvertimenti degli analisti
10X Research ha osservato diversi indicatori on-chain che suggeriscono una fase di mercato ribassista e l’assenza di acquirenti marginali significativi.
10X Research ha affermato:
“Questa dinamica si allinea perfettamente con molteplici indicatori on-chain che stiamo monitorando, i quali confermano che il Bitcoin si trova in un regime di mercato ribassista.”
La società ha inoltre messo in guardia sul rischio di ulteriori cadute nel breve termine se il prezzo dovesse scendere sotto la soglia dei 93.000 dollari, un livello che potrebbe innescare vendite supplementari.
Politica monetaria e prospettive sui tassi
Gli operatori stanno rivedendo le aspettative sui tassi in relazione alle prossime mosse della Federal Reserve. In mancanza di una riduzione dei tassi entro dicembre e senza segnali più accomodanti da parte della banca centrale nei mesi successivi, la pressione sui prezzi delle attività rischiose può persistere.
10X Research ha scritto:
“Riteniamo ora altamente probabile che la Fed resti ferma. Se ciò dovesse verificarsi, si annulla di fatto la probabilità di un classico rally natalizio del Bitcoin.”
Valutazioni, momentum e assenza di catalizzatori
Anche gestori e strategist stanno adottando un atteggiamento più prudente: la mancanza di slancio positivo e l’assenza di eventi che possano fungere da catalizzatori stanno limitando le riprese del mercato delle criptovalute.
Sean Farrell di Fundstrat ha detto:
“Il fatto che il momentum — o la sua assenza — per il Bitcoin sia un problema è evidente. Inoltre ci troviamo in uno scenario in cui semplicemente mancano catalizzatori.”
Sean Farrell ha aggiunto:
“La chiusura parziale del governo è durata più a lungo del previsto, e un eventuale impulso di liquidità derivante da riprese della spesa richiederà tempo per tradursi nell’economia.”
Sean Farrell ha osservato inoltre:
“Una revisione verso la fascia bassa dei 90.000 dollari per il BTC potrebbe essere sufficiente per far rientrare gli acquirenti.”
Implicazioni per investitori e mercato
Per gli investitori, la situazione evidenzia la sensibilità del mercato delle criptovalute alla liquidità e alle aspettative sui tassi d’interesse: deflussi dagli ETF, vendite da parte di grandi detentori e assenza di domanda marginale possono protrarre e amplificare fasi ribassiste.
Una possibile area di supporto nella fascia bassa dei 90.000 dollari potrebbe attrarre compratori in cerca di livelli di ingresso, ma il recupero sostenibile richiederà segnali macro più favorevoli o un aumento della domanda istituzionale.
In assenza di un cambiamento chiaro nella politica monetaria della Federal Reserve o di nuovi stimoli alla domanda, gli analisti non intravedono al momento motivi convincenti per attendersi un rally duraturo nel breve termine.