Dall’oro agli affitti: cosa chiedono i partiti nei 5.500 emendamenti alla manovra
- 14 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dalla Lega sono arrivate circa 400 richieste di emendamento, con al centro la proposta di una rottamazione allargata che possa comprendere anche i contribuenti già oggetto di accertamenti fiscali.
Il partito guidato da Matteo Salvini chiede inoltre interventi sul fronte previdenziale: in primo piano la reintroduzione di Opzione donna, assente nel disegno di legge originario, e proposte per meccanismi di anticipo pensionistico ispirati alla quota 103, anch’essa non prevista nella manovra corrente.
Maurizio Leo ha dichiarato:
“Qui il problema delle coperture si fa ancora più intenso. Valutiamo tutto, ma tenendo come sempre la barra dritta sui conti.”
La richiesta di estendere la rottamazione solleva il nodo delle risorse necessarie: ogni allargamento delle sanatorie fiscali implica minori entrate a breve termine e richiede quindi ulteriori coperture o tagli altrove nel bilancio pubblico.
Le proposte di Forza Italia
Poco prima della scadenza per la presentazione degli emendamenti, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha convocato una riunione interna per definire le priorità del partito. Tra i 677 emendamenti depositati emergono tre filoni principali: la tutela della casa, la sicurezza e il sostegno alle attività produttive.
Nel dettaglio, Forza Italia chiede di sopprimere l’aumento al 26% della tassazione sugli affitti brevi, proponendo eventualmente un ritocco al 23%, di evitare l’incremento al 24% dell’imposizione sui dividendi per partecipazioni inferiori al 10% e di annullare le restrizioni previste sulle compensazioni dei crediti. C’è anche una richiesta di mitigare gli effetti su IRAP e altre imposte che impattano sulle imprese.
Queste proposte mirano a sostenere il settore produttivo e la competitività, ma richiedono una valutazione attenta sull’impatto sui conti pubblici e sulla sostenibilità delle entrate previste dalla manovra.
Le richieste di Noi Moderati
Il gruppo di Noi Moderati ha presentato una sessantina di emendamenti con misure mirate al welfare e alla tutela delle famiglie. Tra le proposte principali figura l’abbassamento al 15% della cedolare secca sugli affitti a lungo termine e l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’ISEE fino a 200.000 euro nelle città metropolitane.
La richiesta di escludere la prima abitazione dal reddito medio equivalente ha come obiettivo quello di non penalizzare le famiglie proprietarie in aree dove i valori immobiliari sono più elevati, garantendo al contempo aiuti mirati a chi vive in affitto.
Altre proposte includono l’incremento della remunerazione per il quarto mese di congedo parentale dal 30% al 60% della retribuzione, la detrazione del 19% per le spese sui libri scolastici e la riduzione del costo per il riscatto della laurea, misure concepite per sostenere famiglia, istruzione e accesso al lavoro.
Maurizio Lupi ha dichiarato:
“Taglio del costo del riscatto della laurea e detrazione per le spese sui libri di testo.”
Le proposte presentate dai diversi schieramenti riflettono la tradizionale tensione tra richieste di alleggerimenti fiscali per cittadini e imprese e la necessità, da parte del governo, di mantenere sotto controllo il deficit e rispettare i vincoli di finanza pubblica europei e nazionali.
Nei prossimi giorni le commissioni di bilancio dovranno esaminare gli emendamenti, valutare la loro compatibilità finanziaria e decidere quali misure inserire nella versione finale della manovra. Il confronto politico sarà tanto più intenso quanto più i partiti insisteranno su interventi che richiedono coperture aggiuntive.