Manovra 2026, Orsini: iper-ammortamento strutturale e una zes nazionale per rilanciare l’Italia
- 13 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, è intervenuto all’assemblea della Confindustria Toscana Sud 2025 per ribadire la necessità di dare continuità e prevedibilità agli incentivi agli investimenti previsti dalla Manovra, con un’attenzione particolare all’orizzonte di medio termine e alla rapidità delle procedure.
Iperammortamento: visione triennale e rimodulazione
Emanuele Orsini ha dichiarato:
“L’iperammortamento contenuto nella Manovra è una misura giusta e utile, lo stiamo utilizzando ma chiediamo che diventi strutturale e abbia una prospettiva minima di tre anni. Lo diremo anche nell’incontro di domani: chi investe oggi deve essere incentivato, perché per concretizzare un investimento servono tre anni. Per questo stiamo lavorando a una rimodulazione dei 4 miliardi previsti per il 2027 e il 2028 e c’è dialogo con il ministro Giorgetti per trovare le risorse necessarie.”
Per contestualizzare, l’iperammortamento è uno strumento fiscale pensato per incentivare la modernizzazione degli impianti e l’adozione di tecnologie avanzate. Le imprese segnalano che la realizzazione degli investimenti richiede tempi pluriennali: per questo motivo la richiesta di una misura con orizzonte triennale mira a ridurre l’incertezza e a migliorare la pianificazione aziendale e l’efficacia della spesa pubblica.
Zes e Contratti di sviluppo: accelerare l’attuazione
Emanuele Orsini ha aggiunto:
“Siamo molto positivi sulla Zes: ha funzionato al Sud, con 5,8 miliardi di risorse che hanno generato 28 miliardi di investimenti e circa 5.000 assunzioni. Chiediamo che il modello Zes sia replicato in tutta Italia e che si potenzi lo strumento dei Contratti di sviluppo. Serve una modifica alla misura di incentivo perché i tempi sono lunghi e, in tre anni, può succedere di tutto: servono risposte rapide, non si può aspettare quattro anni per concretizzare un contratto di sviluppo.”
Le Zes (Zone economiche speciali) sono aree con misure agevolative fiscali e amministrative volte a stimolare investimenti mirati e occupazione. Il bilancio presentato da Confindustria sottolinea risultati concreti nel Mezzogiorno e avanza la proposta di estendere il modello per sostenere la competitività su scala nazionale. I Contratti di sviluppo, strumenti finalizzati a sostenere progetti produttivi di rilievo, richiedono snellimenti procedurali e criteri di incentivazione più aderenti ai tempi tecnici degli investimenti.
Energia: costi, rinnovabili e decreto atteso
Emanuele Orsini ha spiegato:
“Stiamo lavorando con le altre Confindustrie europee: quando vediamo che il costo dell’energia in Spagna alcuni giorni è zero o negativo, mentre qui i prezzi arrivano a 115-125 euro a megawatt/ora, si tratta di numeri sempre più insostenibili. Ci aspettiamo che esca presto il decreto energia e che la parola ‘disaccoppiamento’ esca dal vocabolario. Ci aspettiamo un pezzo di dividendo sulle rinnovabili: bisogna correre per competere e essere veloci. Mi auguro che nei prossimi giorni, come promesso, il decreto sia disponibile; più ci avviciniamo all’inverno e più il rischio che il prezzo del gas salga si riflette sul costo dell’energia. Serve fare presto perchè è una questione di competitività.”
Il riferimento ai meccanismi di mercato riguarda la regolazione dei prezzi dell’energia elettrica, l’integrazione delle rinnovabili e il legame tra prezzo del gas e costo dell’elettricità. Una politica energetica che riduca la volatilità dei prezzi e valorizzi la produzione rinnovabile può migliorare la competitività delle imprese industriali italiane, riducendo l’esposizione al rincaro dei costi energetici soprattutto in vista della stagione fredda.
Il «decreto energia» citato rappresenta un intervento normativo atteso dalle imprese per introdurre misure di sostegno e riequilibrio dei costi, oltre a potenziali strumenti per sfruttare al meglio gli incentivi alle fonti rinnovabili. La richiesta di rapidità da parte delle imprese è motivata dall’urgenza di stabilire regole chiare prima del peggioramento delle condizioni di mercato.
Complessivamente, le richieste avanzate da Confindustria sintetizzano tre priorità: stabilità temporale degli incentivi per accompagnare investimenti pluriennali, diffusione e rafforzamento di strumenti territoriali che hanno dimostrato efficacia come le Zes, e interventi urgenti sul mercato energetico per tutelare la competitività industriale del paese.