Stati Uniti affossano le criptovalute mentre la Fed è divisa sul taglio dei tassi
- 12 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nelle ore mattutine negli Stati Uniti i guadagni accumulati durante la notte sui mercati cripto si sono rapidamente dissolti: il prezzo di Bitcoin è tornato sotto i 102.000 dollari, scendendo a circa 101.854,71 dollari mercoledì mattina.
Dopo un picco intraday oltre i 105.000 dollari, la criptovaluta più importante ha perso circa il 3% in poche ore all’apertura dei mercati tradizionali statunitensi. Non solo Bitcoin: anche Ether è calato quasi del 5%, attestandosi sotto i 3.400 dollari, mentre Solana, XRP e altri principali altcoin hanno registrato ribassi analoghi.
I titoli statunitensi legati al settore cripto hanno subito pressioni nella sessione mattutina: l’emittente della stablecoin USDC, Circle, ha perso circa il 9,5% dopo la pubblicazione dei risultati del trimestre, mentre società minerarie con ambizioni di data center come Bitfarms, Bitdeer, Cipher Mining, Hive Digital, Hut 8 e IREN sono scese tra il 5% e il 10%.
Debole domanda statunitense per Bitcoin
La scarsa performance durante le ore di negoziazione degli Stati Uniti è una costante delle ultime settimane sui mercati cripto. A documentare il ridotto interesse degli investitori americani è il cosiddetto Coinbase Premium, un indicatore molto seguito che riflette la differenza di prezzo del BTC su Coinbase rispetto alle piattaforme più orientate al retail offshore, come Binance.
Il Coinbase Premium è rimasto negativo dalla fine di ottobre, segnando la sequenza negativa più lunga dall’ampia correzione di aprile, quando il prezzo del BTC scese da sopra i 100.000 dollari fino a circa 75.000 dollari. Questo valore evidenzia una domanda domestica relativamente debole negli Stati Uniti rispetto ai mercati internazionali.
Divisioni alla Federal Reserve complicano le prospettive sui tassi
L’atmosfera sui mercati si è ulteriormente appesantita per via delle incertezze sulla politica monetaria della Federal Reserve. Rapporti recenti indicano un crescente disaccordo tra i responsabili della politica monetaria sul rischio prevalente: alcuni ritengono che l’inflazione possa restare elevata, altri temono un indebolimento del mercato del lavoro.
Questa divisione interna ha reso meno scontato un taglio dei tassi a dicembre rispetto a quanto era ritenuto probabile prima della riunione di ottobre. La mancanza di un orientamento chiaro potrebbe tradursi in una maggiore volatilità per gli asset sensibili al sentiment macro, tra cui le criptovalute.
Inoltre, l’interruzione temporanea del funzionamento del governo ha rallentato la pubblicazione di dati ufficiali su occupazione e inflazione, costringendo i decisori a fare maggior affidamento su dati privati e indicatori meno consolidati. Ciò ha allargato la forbice di opinioni riguardo alla tempistica e al livello dei possibili tagli dei tassi.
Alcuni analisti descrivono un taglio a dicembre come ora lontano dall’essere scontato, con la possibilità che qualsiasi riduzione venga accompagnata da indicazioni che alzerebbero la soglia per ulteriori alleggerimenti del costo del denaro.
Flussi di mercato e impatto sugli ETF spot
Dalla riunione della Federal Reserve di ottobre, i spot bitcoin ETF quotati negli Stati Uniti hanno registrato oltre 1,8 miliardi di dollari di deflussi netti. Questo movimento di capitale riflette l’incertezza sulle mosse della banca centrale e l’assenza, finora, di catalizzatori chiari in grado di sostenere nuovi acquisti su larga scala.
I flussi netti rivestono un ruolo importante nel determinare la liquidità e la direzionalità dei prezzi: deflussi persistenti possono accentuare i ribassi in fasi di maggiore avversione al rischio, mentre afflussi consistenti tendono a supportare e stabilizzare i corsi.
Prospettive e fattori da monitorare
Nel breve termine, l’andamento delle criptovalute resterà sensibile a tre elementi principali: il tono dei dati macroeconomici statunitensi, le decisioni e le comunicazioni della Federal Reserve, e i flussi degli investitori istituzionali verso gli strumenti regolamentati, come i spot bitcoin ETF.
Per gli operatori e gli osservatori è importante seguire le prossime letture su inflazione e occupazione, oltre a monitorare i rapporti di bilancio e i flussi settimanali degli ETF. Questi fattori continueranno a definire il contesto di rischio e opportunità per Bitcoin, le principali altcoin e le società quotate legate al settore cripto.
In assenza di segnali positivi chiari da parte della politica monetaria o di un ritorno sostenuto della domanda statunitense, il mercato potrebbe rimanere vulnerabile a ulteriori correzioni nel breve periodo.