Robert Kiyosaki: non sono mai stato licenziato, sono un imprenditore non un dipendente
- 13 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Robert Kiyosaki ribadisce la sua tesi: nell’attuale contesto economico instabile, diventare imprenditore è la strategia che, secondo lui, offre maggiore protezione rispetto al lavoro dipendente.
La riflessione è nata in risposta a stime di mercato che prevedono un aumento dei licenziamenti: il dato citato riguarda circa 153.000 posti di lavoro che potrebbero essere eliminati secondo una società di outplacement.
Robert Kiyosaki ha scritto:
“Mi spezza il cuore. Pochi eventi nella vita di una persona sono più dolorosi che essere licenziati.”
Nella stessa sequenza di messaggi ha poi tracciato un confronto tra la sua esperienza personale e la condizione dei lavoratori dipendenti.
Robert Kiyosaki ha scritto:
“Non sono mai stato licenziato perché sono un imprenditore… non un dipendente.”
Pur riconoscendo l’impatto emotivo e finanziario dei licenziamenti sulle famiglie, ha esortato alla solidarietà nei confronti di chi subisce questa esperienza, suggerendo gesti di supporto pratico durante le festività.
Robert Kiyosaki ha scritto:
“Se appropriato, portate loro un pacco di cura… semplicemente per dire ‘Mi interessa’.”
Contesto e numeri sul mercato del lavoro
Le stime sui licenziamenti sono uno dei segnali che analisti e operatori seguono per misurare la salute del mercato del lavoro. Le società di outplacement si occupano proprio di assistere lavoratori in transizione, offrendo servizi di ricollocamento e consulenza di carriera. Un aumento delle richieste a queste società può indicare tensioni settoriali o cicliche nell’economia.
Oltre al dato immediato dei posti persi, è importante considerare l’effetto a catena sui consumi, sulla domanda di servizi pubblici e sulla stabilità delle famiglie. Per questo motivo, le politiche pubbliche di sostegno e i programmi di riqualificazione professionale rivestono un ruolo cruciale nel contenere gli effetti sociali dei licenziamenti.
La soluzione proposta: imprenditorialità e beni reali
Robert Kiyosaki attribuisce alla imprenditorialità il merito della sua indipendenza finanziaria. Secondo lui, costruire attività e investire in asset capaci di generare flussi di cassa protegge meglio dalle oscillazioni del mercato del lavoro rispetto alla semplice dipendenza da uno stipendio.
Ha inoltre criticato orientamenti tradizionali come accumulare risparmi esclusivamente in conti pensione, investire solo nell’istruzione formale o contare unicamente sull’impegno salariale per ottenere stabilità economica.
Robert Kiyosaki ha scritto:
“I pensatori vecchio stile resteranno indietro mentre il GAP diventerà il GRAND CANYON.”
In termini pratici, propone di orientare parte del patrimonio verso cosiddetti beni “reali”: Oro, Argento e asset digitali come Bitcoin e Ethereum, che secondo lui possono offrire protezione o opportunità di crescita in scenari di svalutazione della valuta tradizionale.
In merito a Ethereum, ha anche fatto un paragone storico con Bitcoin, suggerendo che acquisire certe risorse in determinate fasi di prezzo può risultare in opportunità simili a chi ha investito in Bitcoin in una fase iniziale.
Robert Kiyosaki ha scritto:
“Le persone che acquistano oggi Ethereum a determinate valutazioni saranno come i ricchi che investirono in Bitcoin quando era ancora a livelli molto più bassi.”
Rischi, limiti e considerazioni pratiche
La proposta di puntare sull’imprenditorialità e su specifici asset finanziari richiede però una valutazione equilibrata dei rischi. Avviare e gestire un’impresa comporta oneri, responsabilità e incertezza; non tutte le persone dispongono delle risorse, delle competenze o della propensione al rischio necessarie.
Allo stesso modo, beni come Bitcoin e Ethereum sono caratterizzati da elevata volatilità e richiedono conoscenze tecniche e strategie di gestione del rischio. L’investimento in metalli preziosi o in asset digitali dovrebbe essere valutato nel quadro di una pianificazione finanziaria coerente e, quando possibile, con il supporto di professionisti qualificati.
Infine, la scelta di promuovere l’imprenditorialità come risposta sistemica alle perdite di lavoro solleva questioni di politica pubblica: serve un contesto favorevole con accesso al credito, formazione mirata, reti di supporto e regole che favoriscano la crescita delle imprese senza compromettere la tutela dei lavoratori.
Implicazioni per la politica e il mercato
Le dinamiche descritte toccano più livelli: dai singoli individui che devono gestire transizioni professionali, alle imprese, fino alle istituzioni pubbliche che possono influire attraverso politiche attive del lavoro, incentivi per l’innovazione e misure di protezione sociale.
Un approccio equilibrato dovrebbe combinare incentivi all’imprenditorialità con robusti programmi di riqualificazione, strumenti per facilitare l’accesso al capitale e reti di sicurezza che riducano l’impatto sociale dei licenziamenti, in modo da trasformare potenziali crisi in opportunità reali e sostenibili.
Conclusione
Il messaggio di Robert Kiyosaki mette in evidenza una scelta strategica possibile per chi cerca maggiore autonomia finanziaria: l’imprenditorialità e l’investimento in determinati asset. Tuttavia, per una transizione efficace e responsabile è necessario valutare rischi, acquisire competenze e considerare il ruolo delle politiche pubbliche nel supportare lavoratori e aspiranti imprenditori.